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17 giugno 2019

Cosa ci insegna il caso della Auxilium Torino


Il caso dell'Auxilium Torino è una case history davvero interessante da analizzare anche solo con gli elementi che vengono dai giornali e quindi con informazioni non complete.

Partiamo dal fatto che durante la stagione 2018/19 i conti non tornano e si fatica a stare dietro al pagamento degli stipendi.
Errore n°1: il sovraindebitamento sul montante degli stipendi. Detto in parole povere: fare il passo più lungo della gamba.
Certo bisogna far contenti i tifosi, certo i giocatori che fanno punti, ma alcune scelte sono state (forse) eccessive e non hanno portato i frutti sperati. Sia sul campo, sia per attrarre sponsor. Si parla ovviamente per quanto si conosce dai giornali e quindi certamente a riguardo si hanno informazioni non complete.

Errore n°2: pensare che le vittorie sul campo facciano arrivare sponsor. Non è infatti, la Coppa Italia o l'arrivo di questo o quel personaggio a fare la differenza, ma una comunicazione ben strutturata, programmata e con più persone ad occuparsene. Solitamente, invece, si hanno panchine lunghe e dirigenza a corto di

10 giugno 2019

10 Cose su Deegito 2019 utili allo Sport Management

Sono ancora con le idee che ballano nella testa di questa due giorni di puro digital vissuti a Torino,
ma credo sia importante riflettere a caldo.
Con gli appunti ricopiati le news da dare saranno certamente più complete.
Ecco la mia esperienza personale cosa mi a pensare possa essere utile nello sport



  1. Personal Branding: ci è stato detto in tutte le salse che è indispensabile, nello sport questo non capita o è malamente curate
  2. Indispensabile oggi essere sui social network per promuoversi
  3. Si è parlato di qualità della produzione sui i social ... qualcosa che scarseggia nello sport
  4.  Si è sottolineata la cura necessaria del cliente...i tifosi sono spesso come limoni da spremere
  5. La convergenza dell'immagine online con quella offline ...quante #wearefamily nel digitale sono poi nidi di serpi che spettegolano alle spalle nella realtà anche sui clienti
  6. La continua formazione è indispensabile per prepararsi al futuro: se domani chiudono i social o si modificano come non te lo aspetti, hai un piano B?
  7. Ascoltare chi ne sa di più ti aiuta a impegnarti sapere di più
  8. Chi ne sa veramente qualcosa non ha paura di condividere con gli altri il sapere
  9. Chi è organizzato nella vita ha più probabilità di raggiungere gli obiettivi che si pone
  10. Deegito 2020 è necessario alla tua formazione digitale perchè sarà certamente un buon investimento



3 giugno 2019

Activation Marketing nello sport: Italia vs Mondo

Sempre più di frequente nelle società sportive così come nelle altre realtà, comincia ad entrare il concetto di Activation Marketing.
Questo è certamente un fatto positivo, anche se tardivo.
La situazione però è limitata ad azioni elementari e a poco coinvolgenti.
Cosa sono tendenzialmente le activation fatte in Italia?
Cose banali, come la vettura esposta con giro di prova nei dintorni del luogo dell'evento, l'evento presso la struttura di uno sponsor, la partecipazione dello sponsor ad attività a premi.
Questo però non è quello che possiamo definire una attivazione ottimale.
Come viene vissuta all'estero la ricerca di azioni di activation marketing nello sport?
Con programmazione, ad inizio stagione, e non con improvvisazione durante l'anno;
in secondo luogo con attività su target molto ristretti ma che permettono una creazione di database specifici.
Ad esempio i Chicago Bulls di basket, hanno creato feste per i cani. Sì, hai letto bene, perchè i proprietari di animali sono tra i target più propensi alla spesa e per le aziende un vero e proprio cliente da accattivare.
Per cui dal servizio di trasporto che se vuoi ti prende il cane a casa e lo porta a fare festa in autonomia

27 maggio 2019

Poco focus e troppe attività

Molte delle realtà sportive apparentemente strutturate in Italia, vivono sulla iperattività e sul sovraccarico lavorativo dei pochi dipendenti.
Cosa che risulta alquanto ingiusta nei confronti degli stessi interessati oltre che a livello morale.
Certamente il legislatore avrebbe da fare qualcosa a riguardo in modo specifico o almeno ci si dovrebbe attivare con dei controlli da parte delle autorità preposte.
Il problema sta però a monte, alla ricerca spasmodica e continua di entrate da parte delle realtà sportive.
Le società puntano a diventare sempre più competitive a livello agonistico e per acquistare i giocatori a loro necessari sono costretti a pagarli sempre di più. Se aumentano le spese devono in qualche maniera anche aumentare i ricavi. La cosa è logica e normale.
I ricavi arrivano o dagli sponsor (sempre meno e sempre più poveri), o dalle attività (camp, tornei, attività giovanile, etc.) più faccio camp, tornei, attività più entrano denari.
Il punto è che ogni evento ha dietro una sua organizzazione, che richiede tempo per essere organizzata con professionalità e non come la gita parrocchiale.
Molto spesso le troppe attività vengono organizzate proprio come gite da parrocchia, raffazzonate e all'ultimo minuto, magari su improvvisazione di qualcuno, così come spesso si viene spinti a fare dagli alti dirigenti. Senza chiedersi se si è già chiesto troppo a livello economico alle famiglie a cui facciamo riferimento o se possono essere interessate.
Per questo ci sarebbero i questionari sulla soddisfazione del servizio, ma solitamente all'inizio dell'anno non vengono presi in considerazione e la progettazione degli eventi è spesso una chimera.
La soluzione sarebbe una programmazione professionale alla fine della stagione per la stagione successiva puntando su pochi eventi ad alto contenuto valoriale, nel quale inserire quote molto più alte per le iscrizioni.
Meno lavoro, meno stress, più soddisfazione per tutti, partecipanti e organizzatori.

20 maggio 2019

Sponsorizzazioni e Brand Identity

Capita che nelle realtà sportive si chieda ai consulenti come me di cercare gli sponsor per la stagione successiva.
La richiesta è del tutto innocente e senza alcun tipo di malizia.
Il problema è non ci si rende conto che la sponsorizzazione è, per le aziende, un accostare il proprio marchio e reputazione ad altri, siano realtà sportive o culturali.
Pertanto devono conoscere chi e cosa fanno e i valori di riferimento della realtà al quale accostare il proprio marchio.
E', in sostanza, una unione di valori e di obiettivi sociali.
Ecco perchè molte presentazioni di realtà sportive, anche blasonate, sono sbagliate e non raccolgono frutti!
A poco interessano le vittorie, importanti sono i valori e che cosa tu fai sul territorio.
Bisogna quindi investire nella brand identity, in italiano identità di marca, per poter focalizzare la nostra identità, presentare sotto uno stesso comune denominatore le nostre attività sportive appetibili per lo sponsor ed essere coerenti.
Questo permetterà un maggior risultato nelle ricerca di sponsorizzazioni.
A questo vanno anche aggiunti i costi contatto, ovvero per la sponsorizzazione viene chiesta una cifra, ma quante persone mi permette di raggiungere questo investimento?
Quanti sono i tesserati, quante le persone con cui venite a contatto durante la stagione e come azienda ho modo di rendermi particolarmente visibile in qualche modo, magari anche preferenziale rispetto ad altri sponsor?
Se non partiamo da questi concetti non si va lontano e le campagne di ricerca sponsor saranno sempre una colletta dei poveri o frutto di conoscenze di persone interne alla realtà sportiva, ma presto o tardi i conoscenti si stufano.
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