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22 marzo 2017

Racing Metro e Stade Francais: mamma che errori!

Difficile pensare ad una gestione peggiore della comunicazione di quella che si è vista nei giorni passati nell'affare Stade Francais/Racing Metro.
La fine è quella nota, la fusione tra i due club acerrimi "nemici" non ci sarà.
Però vale la pena riflettere sulle modalità in cui tale avvenimento è accaduto.
Osservare, per non sbagliare altrettanto.

Nessuno in prima analisi aveva il sentore di una possibile fusione tra le due società, se non i vertici.
Errore numero 1.
Non aver coinvolto le maestranze ( giocatori e dirigenti).
Questo ha portato alla rivolta i giocatori che vedevano minato il loro futuro lavorativo. Sarebbero infatti rimasti solo il 50% circa dei giocatori delle due società. Il resto a casa.

La seconda cosa è l'assenza di coinvolgimento del pubblico.
Senza motivazioni e segnalazioni di particolare tipologia, il tifo non è stato portato a comprendere le motivazioni di una decisione di questo tipo. Si è trovata davanti ad una decisione già presa, vedendola come ostile alla propria fede sportiva.
Questo è già accaduto in altri casi, tipo il logo minimal della Juventus, andando contro il sentire comune.
Spesso, e sempre di più, il tifoso non è visto come parte integrante del sistema ma come mero consumatore di uno spettacolo.
Come tale, deve subire le decisioni del management, ciò porterà a un minor coinvolgimento emotivo e personale dell'appassionato e alla possibile assenza di fidelizzazione, specie verso gli sponsor.

un serio problema.

21 marzo 2017

Arbitri Italiani: iscrizioni alte

C'è un fenomeno insolito, curioso.
Capita spesso di parlare di categorie in modo molto negativo, a volte irrispettoso. Spesso questo avviene con gli arbitri di calcio.
Eppure, almeno nei dati del Piemonte, le loro iscrizioni sono in aumento e 350 iscrizioni circa sono di persone nuove. Ogni anno.
Nonostante le offese alla categoria che a volte si riscontrano al bar, tra amici e nelle trasmissioni di sport, o presunte tali. Al di là delle offese, minacce e a volte azioni violente che alcuni nella categoria subiscono al termine delle partite nelle categorie inferiori. Quelle di cui non si parla se non per gli assalti agli arbitri.
Ma chi sono gli arbitri. Un articolo de "La Stampa" ce ne parla come di tifosi che vogliono vivere il calcio in modo da renderlo più bello. Tifosi attivi , per il bene del calcio.
Interessante aspetto del mondo arbitri che non si pensa di solito. Sono anche loro appassionati del gioco, forse da questa prospettiva possono essere meglio rispettati. Un modo di comunicare gli arbitri che dovrebbe essere maggiormente diffuso. Da tutti.

15 marzo 2017

Sassuolo e la programmazione

Notizia di pochi giorni fa, riporta che il Sassuolo Calcio sta pensando di sviluppare un centro sportivo dopo aver già acquistato lo stadio di Reggio Emilia.
Non male per una società piccola, ma che in realtà non fa mai passi più lunghi di quelli che possa fare.
Merito di una gestione oculata che vede le casse societarie tra le più ricche ed in attivo di tutta la serie A e che fa di questa società sportiva un vero e proprio esempio.
I primi anni infatti sono stati volti a fare in modo che la squadra restasse in serie A, si è poi sviluppato un piano per solidificare la società con l'acquisto dello stadio e con altre strategie ( vendita di pezzi pregiati della rosa, affiancamento di sponsor al marchio Mapei, etc.), ora che la squadra ha un posto nelle parti importanti o comunque tranquille della classifica si pensa a fare della squadra un vero sistema autonomo e di business.
Sarà interessante capire gli sviluppi anche di marketing che la società potrà avere.

14 marzo 2017

Fondi o Fondazioni per la gestione dello sport?

La domanda nasce dalle recenti polemiche e dubbi relative alla proprietà del Palermo calcio.
Preso da un fondo finanziario che pare essere inattivo e che porta ad altre scatole cinesi sparse per il mondo.
Problematica riscontrata poi anche nel Milan con una cordata finanziari non ben chiara proveniente dall'oriente.
Il calcio quindi è in balia di movimenti poco chiari e poco comprensibili.
Viene subito in mente e come metro di paragone quanto successo anni fa nel basket bolognese e in parte è una esperienza ancora attiva oggi. La Fondazione Virtus.
La Fondazione è un insieme di soggetti, con nomi e cognomi, che si impegna a mantenere in piedi ed attiva la società sportiva di riferimento, in questo caso la prestigiosa Virtus Bologna, che da poco ha anche vinto la coppa Italia di serie A2.
Sapendo la composizione del board si rischia meno e anche il tifoso è più tranquillo.
Esempio che può essere preso d'esempio nel calcio? Lo speriamo tanto.

8 marzo 2017

Sport europeo e cultura cinese (pensando al Milan, ma non solo)

Leggevo un articolo la scorsa settimana su "la stampa" di quanto i club europei di calcio, e non solo, si veda sempre più acquistati da proprietà cinesi o comunque straniere.
Il closing del Milan, ormai più seguita della telenovela "il segreto" su canale 5, è probabilmente l'emblema di un problema poco sottolineato sino ad oggi, ma che non è di poco conto.
Intendo parlare del problema culturale.
La visione del come fare affari, le tempistiche e le modalità di accordarsi, così come le leggi sulle quali il business si basa sono assai differenti.
Un problema che tutti coloro che fanno affari con l'oriente ne hanno "fatto esperienza".
Anche in McLaren, faceva notare una intervista di questo weekend su "Gazzetta dello Sport", stanno pagando questo scotto con ritardi nello sviluppo della vettura, specie nel motore Honda, costruito e progettato in Giappone.
La cultura quindi, fa la differenza e questo dovremo ricordarcelo. In un mondo globale che tende ad appiattire tutto, quello che resta differente è la provenienza.
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