Articoli in Evidenza

20 giugno 2017

I sei punti forti di #France2023 per la rugby worldcup

Su un articolo molto interessante di "Rugby Mag" n°1163, sono riassunti i punti ritenuti vincenti dalla Federazione Rugby Francese per la loro candidatura alla rugby worldcup del 2023, e sono davvero importanti.

1) La qualità degli stadi e delle infrastrutture. Avendo a disposizione gli stadi degli europei di calcio, nelle granparte delle città, o comunque stadi nuovi o rinnovati per l'occasione, le infrastrutture sono decisamente al top!
Questo è il tallone d'achille dell'Italia, strutture troppo vecchie e mai rinnovate!

2) Entrate garantite per 140 milioni di Euro. Calcolando il tifo locale e quello estero, la Deloitte ha già previsto questa cifra come ritorno garantito.

3)Nuovo look alla biglietteria. Nulla di svelato, ma novità in arrivo.

4)Trasmissioni televisive.

13 giugno 2017

Lotta allo spreco per il Rugby francese!

Spesso si parla di abbattimento dei costi nelle Federazioni sportive italiane, ma in Francia la pressione del ministero dello sport si è fatta tale per cui la rivoluzione si sta già attuando.

Tagli drastici nell'organizzazione dei dipartimenti sportivi per ben tre federazioni (rugby, calcio e judo), ma anche tagli nell'operatività.

Così tra le varie notizie di "Rugby Mag", il mensile ufficiale della FFR, si scopre che al prossimo congresso federale non ci sarà la serata di gala classica, costo 70€ a persona circa, ma una "Bodega des Clubs" dove in pratica ogni delegato porterà prodotti tipici della propria zona in un ambiente totalmente informale.
Un portateco ad alto livello, ma che resta assai semplice nella pratica, un modo per tagliare i costi in modo importante per un momento che da Gala si trasfroma in un tradizionale terzo tempo.

7 giugno 2017

Quello che i tifosi si aspettano dalle proprietà di calcio

Sul primo numero del nuovo "Corriere dello Sport", nelle prime pagine del giornale ho trovato un interessante sondaggio fatto da Ipsos Pa sul gradimento delle proprietà straniere dei club e sulla presenza di giocatori stranieri nel nostro campionato.
Tutto davvero molto interessante, ma quello che mi interessava qua sottolineare era il dato emerso relativamente alle proprietà straniere.
Infatti, il 29% afferma che non è importante la nazionalità degli azionisti, ma piuttosto che agiscano per il bene della società, dei giocatori e dei tifosi. In particolare il dato risulta rilevante per i giovani fino ai 34 anni.
Questo ci dice che il calcio del futuro vedrà sempre più in modo positivo una società sportiva gestita in modo professionale, indifferentemente dalla nazionalità dell'azionista di maggioranza.
In pratica lo sport segue il resto della realtà circostante ed in certi casi la supera, pensiamo a certe richieste di italianità per le proprietà di aziende.
Una predisposizione di questo tipo alla professionalizzazione del calcio potrebbe essere positiva per l'intero movimento sportivo italiano, una spinta ad una gestione aziendale anche del marketing e della comunicazione in tutti gli ambiti sportivi.

6 giugno 2017

Dugarry ha ragione su Totti?

Un pensiero netto e controcorrente per C. Dugarry: "Totti non posso metterlo nelle leggende. Se fosse stato un calciatore così forte non avrebbe vinto solo uno scudetto. Una leggenda fa vincere molto di più
Per me è un grande giocatore di club. E’ una storia romantica. Se tifi Roma, diventi grande e tutta la tua vita è scandita da lui: per la gente è straordinario, per la storia del club pure. Ma anche se ha segnato tantissimi goal, non posso metterlo tra i grandissimi. Nemmeno se è stato campione del mondo nel 2006, visto che non ha giocato tanto. Come per molti giocatori o tecnici, si dice che devono andarsene per vedere cosa realizzano. Perché lui non è mai partito? Perché non voleva lasciare Roma o perché non ha mai ricevuto una proposta interessante?”.


Un pensiero interessante che va analizzato a fondo.
Nella prima parte Dugarry dà la sua definizione di leggenda del calcio, un calciatore che da solo fa la differenza. Parla di vittorie, possiamo dire però che senza Totti la AS Roma non avrebbe raggiunto tante volte il secondo posto in classifica, Totti non ha vinto molto, ma quando la sua squadra ha vinto (Roma o Nazionale) lui ne è stato protagonista. (Il cucchiaio contro l'Olanda ai rigori, il selfie al derby romano sotto la curva, i tanti gol)
Ha fatto la differenza nel calcio non per quanto ha vinto ma per come è stato in campo.
Va notato che nel campionato italiano ha vinto un trofeo in più di quanti ne abbia vinti Maradona... cosa facciamo diciamo lo stesso pure per lui ?
Il resto sono tante malignità date da chi ha vissuto il calcio non come un gioco, ma come un lavoro.

Lasciamo quindi agli amanti del calcio decidere, di certo gli spettatori sanno anche amare ed apprezzare chi gioca bene come ad esempio al Santiago Bernabeu dove solo due italiani hanno preso applausi di questi uno e Totti...

                                    

31 maggio 2017

America's Cup: sempre più commerciale

Già dal titolo i puristi dell'evento storceranno il naso e proveranno un senso di fastidio, ma la realtà è che la nuoca coppa America è davvero fatta per la televisione, ed è fatta molto bene.

Regate molto veloci e altrettanto spettacolari, Bermuda con i salti di vento risulta un campo assai ostico per tutti con risultati mai scontati.

La cosa però interessante è che le grafiche attualmente disponibili per i broadcaster televisivi permettono oltre agli accorgimenti necessari per far risultare più godibile la competizione ai non addetti anche delle immagini necessarie per far vedere sul campo di gara (il mare), loghi e calim degli sponsor.
Questa se vogliamo è la versione moderna dei tabelloni a bordo campo lato televisione e questa innovazione sarà certamente qualcosa che anche in altre situazioni sarà preso come possibile spunto.
Per esempio le olimpiadi, dove sono vietati gli sponsor, ma che potrebbero permettere ai broadcaster nazionali, in appositi spazi dei campi di gara di far vedere loghi delle proprie ricerche pubblicitarie.
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