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19 agosto 2019

Investimento nello sportmarketing o nel settore tecnico?

Una dicotomia che spesso si ha all'interno delle realtà sportive è: investimento nel marketing/comunicazione VS investimento nel settore tecnico/sportivo.
Una dicotomia che deriva dalla scarsa disponibilità economica delle realtà sportive italiane e che vede spesso i dirigenti preposti fare scelte difficili.
L'investimento nel settore tecnico/sportivo è il classico investimento a breve/medio termine, entro 5 anni deve dare risultati e anzi spesso i risultati li deve dare subito. Un anno di attesa sarebbe dimostrazione del cattivo investimento.
L'investimento nel settore marketing e comunicazione (sia l'inserimento di una figura fissa, sia la consulenza, sia la campagna marketing sui social) ha certamente un necessario riscontro nel breve, ma vive inevitabilmente sul medio e lungo periodo.
Come spesso dico, il marketing sportivo non è la bacchetta di mago Merlino, richiede un periodo di "stand-by" dove le componenti marketing e la dirigenza fissano obiettivi, programmano e portano avanti un rapporto che va ad equilibrarsi con il tempo. 
Se già a livello umano si tende a non avere buoni rapporti e, come detto in altri post, non si è chiari negli obiettivi difficile che il risultato sia positivo. L'ambiente di lavoro va tutelato.
Il cronoprogramma aiuterà ad avere un risultato positivo e permetterà  a tutti di avere tempi e azioni chiare, ma allo stesso tempo permette di rodare in un primo tempo persone ed eventi per poi nelle stagioni successive perfezionare qualcosa che ex novo ovviamente non potrà essere perfetto.
Un investimento sportivo difficilmente porta ritorni economici facilmente rilevabili, un investimento nel marketing e comunicazioni porta ritorni potenziali in sponsor, biglietti, iscrizioni, etc. permettendo di potenziare successivamente anche il settore tecnico.
Il settore tecnico difficilmente riuscirebbe a potenziare il marketing, a meno che non possiate permettervi giocatori come Ronaldo, nel calcio, LeBron James nel basket e simili...

12 agosto 2019

Repost: La mancanza di professionalità danneggia lo sport italiano

Mentre la politica cerca di capire se e dove fare eventuali olimpiadi invernali, c'è un problema quotidiano da risolvere nel settore sportivo.
Quello della professionalità non solo o soprattutto dei dirigenti, quanto dei possibili consulenti.
Il problema nasce a monte sulla mancanza di chiarezza dei ruoli che spesso vengono confusi.

Quando non si sa la differenza tra "addetto stampa", "responsabile comunicazione" e "responsabile marketing" trovarsi con aspettative deluse da parte del cliente è assai facile. Ma è un problema di mancanza di professionalità da parte di chi fa confusione.
Per questo su Spreaker ho creato due canali: sul primo trovi gli audio che stanno cercando di fare chiarezza sullo sport marketing, su un secondo sto consigliando libri utili alla formazione dei manager sportivi.
Questo porta poi a scegliere strategie e consulenti che non sono al passo con i tempi.
Chi può ancora considerare il comunicato stampa il mezzo ideale per farsi promozione con i giovani?
Chi pensa di andare avanti senza i social networks?!
Dati alla mano sono persone che presto dovranno rendersi conto degli errori che stanno facendo nelle strategie di marketing, ma purtroppo per loro la concorrenza non sta a guardare e non la pensa allo stesso modo ed investe sui social.
Pagare poco è ottenere poco, a volte anche poco di buono

5 agosto 2019

Repost: Sponsorizzazioni e Brand Identity

Capita che nelle realtà sportive si chieda ai consulenti come me di cercare gli sponsor per la stagione successiva.
La richiesta è del tutto innocente e senza alcun tipo di malizia.
Il problema è non ci si rende conto che la sponsorizzazione è, per le aziende, un accostare il proprio marchio e reputazione ad altri, siano realtà sportive o culturali.
Pertanto devono conoscere chi e cosa fanno e i valori di riferimento della realtà al quale accostare il proprio marchio.
E', in sostanza, una unione di valori e di obiettivi sociali.
Ecco perchè molte presentazioni di realtà sportive, anche blasonate, sono sbagliate e non raccolgono frutti!
A poco interessano le vittorie, importanti sono i valori e che cosa tu fai sul territorio.
Bisogna quindi investire nella brand identity, in italiano identità di marca, per poter focalizzare la nostra identità, presentare sotto uno stesso comune denominatore le nostre attività sportive appetibili per lo sponsor ed essere coerenti.
Questo permetterà un maggior risultato nelle ricerca di sponsorizzazioni.
A questo vanno anche aggiunti i costi contatto, ovvero per la sponsorizzazione viene chiesta una cifra, ma quante persone mi permette di raggiungere questo investimento?
Quanti sono i tesserati, quante le persone con cui venite a contatto durante la stagione e come azienda ho modo di rendermi particolarmente visibile in qualche modo, magari anche preferenziale rispetto ad altri sponsor?
Se non partiamo da questi concetti non si va lontano e le campagne di ricerca sponsor saranno sempre una colletta dei poveri o frutto di conoscenze di persone interne alla realtà sportiva, ma presto o tardi i conoscenti si stufano.
Non si può dimenticare anche la coerenza d'immagine, quanto infatti, si è stato in grado di creare una immagine coerente tra online e offline? Nel caso questo non sia stato fatto bene il compito principale di chi fa il mio mestiere è mettere in ordine questo genere di cose per poi, solo in un secondo momento riuscire a trovare sponsors.

29 luglio 2019

Repost: Stadium Links: quando il golf entra negli stadi

Si parla spesso di rendere le strutture sportive, come gli stadi, aperte 7 giorni su 7, e che possano generare ritorni sugli investimenti. Quello che manca a volte è l'idea insolita, quel qualcosa in più da offrire.
Dagli USA arriva un'idea molto interessante!
Quella di far praticare il golf all'interno dello stadio.
Sembra una follia ma fanno già così in molti stadi del baseball, in primis i New York Metz al loro Cityfield.
Un modo insolito di vivere l'esperienza dello stadio, di vivere la propria appartenenza ad un tifo ben specifico e con benefit non indifferenti.
L'esperienza dei Metz, ci parla di un percorso a nove buche per un periodo limitato di tempo, solo tre giorni!
Questo permette una politica molto aggressiva di prezzi, perchè l'offerta è limitata nel tempo, ma ugualmente lo diventa per numero di persone che possono entrarvi.
Attività che è stata messa in atto dopo il grande successo avuto da TopGolf e al suo modo del tutto inusuale di intendere il golf, ovvero in verticale e non in orizzontale.
In pratica una selezione all'ingresso che incrocia tempo e prezzo, facendo diventare l'idea molto esclusiva e ricercata, facile da raggiungere nel centro cittadino.
Un modo per creare servizi di lusso nel settore sportivo.
Idee che possono essere replicate, con astuzia anche nei nostri stadi di calcio.

22 luglio 2019

Repost: Modello tedesco per il calcio? Tifosi al centro!

Spesso si parla della contrapposizione tra il modello tedesco e quello inglese, ma quale sia la differenza in pochi sanno dirla. 
Qui proviamo a spiegare il modello tedesco, in un altro post spiegheremo quello inglese.
Il modello tedesco si è basato sul tifoso.
La gestione del club è data ai tifosi, con la regola 50+1 che obbliga le società a dare in azionariato popolare il 51% delle quote. Sola eccezione Wolsburg, in mano alla Volkswagen, e il Leverkusen, di proprietà della Bayern.
Posto il tifoso al centro già nella gestione, è facile capire come sia sempre lui il patrimonio prezioso da custodire.
Così i vivai calcistici, producono campioni "della porta accanto", e i servizi crescono in modo da rendere gli stadi sempre più attraenti.
Il mondiale 2006, in questo senso, ha dato uno slancio importantissimo!
Ora ci si concentra sempre più sui servizi: dai ristoranti agli shop, agli eventi speciali, alla scontistica.
Quello che è importante per le società calcistiche tedesche è rendere importante il tifoso, comprendere i suoi gusti e accontentarlo presso le strutture della società.
Ad Ottobre avrò modo di vedere di persona quanto viene fatto dalle due squadre principali di Berlino (Herta ed Union), sarà anche interessante vedere come le società di basket ed hockey locali prendono spunto dal calcio o lo ispirano e di come tra competitors riescano ad strapparsi empatia e tifosi.
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