Articoli in Evidenza

30 novembre 2016

Il marketing All Blacks, il rugby d'esportazione

Sono il dream team del rugby. Da sempre.
Dopo il mondiale vinto in Gran Bretagna l'anno passato, il secondo consecutivo, il loro valore commerciale è duplicato passando a 150 milioni di Euro.
Un valore assolutamente incredibile ed irraggiungibile nel mondo del rugby, ma che se paragonato al valore di squadre di calcio non è molto. Il Manchester United, per esempio, ha un valore di circa un miliardo di Euro.
Da qui al 2023, gli esperti del settore valutano la crescita economica del marchio neozelandese fino a mezzo miliardo.
Il problema nasce dalla clausola secondo cui i campioni neozelandesi debbano giocare in squadre della nazionale di origine e ciò comporta un montepremi limitato ma non essiguo ( 450.000€ circa all'anno più 5.000€ a convocazione, bonus per la vittoria del mondiale 75.000€)
Non poca cosa, ma in Nuova Zelanda il rugby è sport nazionale tanto che dagli sponsor si incassa circa 73 milioni di Euro l'anno.
Così molti campioni ad un certo punto decidono di lasciare la casacca nera e venire in Europa a guadagnare cifre vicine al milione di Euro l'anno.
Ma i vivai sono pieni e gli All Blacks continuano la loro leggenda.

29 novembre 2016

Dorothea Wierer: spara a zero sulla FISI e i soldi della Loacker

Ricomincia la stagione delle competizioni invernali, sci di fondo, alpino e anche il biathlon.
Sport insolito, poco visibile, ma che sta crescendo in modo esponenziale grazie ai risultati (e alla bella presenza) di Dorothea Wierer.
La campionessa del mondo in carica, italiana, non le manda a dire di certo, anche dalle interviste lasciate ultimamente.
Faccio riferimento in particolare a quella rilasciata a "La Stampa" il 24/11, in cui fa delle accuse circoscritte e ben specifiche.
Da prima punta il dito sulla Rai e sulla mancata messsa in onda della gare in chiaro, giustamente fa presente che senza una visibilità aperta a tutti è difficile un aumento significativo dell'interesse sul biathlon che non sia ogni 4 anni all'arrivo delle olimpiadi.
Ma l'accusa più pesante la fa relativamente alle sponsorizzazioni e alla gestione del denaro di questi.
Citando l'articolo la Wierer dice "(...) i soldi però non si sa mai che fine facciano. E forse è meglio non saperlo...".
Davvero un'accusa grave, che i massimi esponenti dello sport italiano dovrebbe indagare e comprendere, perchè questi atleti non vanno neppure in hotel ma si affittano un locale per viverci nelle varie città delle competizioni, per ammortizzare i costi. Parliamo di nazionali vincenti, da premiare. 
Qualcosa in FISI non va al meglio, c'è da riflettere e cambiare.

23 novembre 2016

#Italrugby vs #Springbok vi racconto quello che non avete visto

Io c'ero a Firenze, allo stadio Franchi a vedere la Nazionale vincere per la prima volta nella sua storia contro una delle grandi potenze del rugby.
Ero nella macchina organizzativa.

Aggregato alla squadra di persone adibite alla comunicazione della Federazione Italiana Rugby.

Ho visto la preparazione meticolosa dell'evento in ambito comunicativo, perchè prima ancora del risultato questi eventi "test match" sono un modo per far conoscere il rugby sul territorio italiano.
Questo è stato il nostro compito, raccontare quello che accadeva nel miglior modo possibile.
L'andamento della partita ha evitato enfasi gonfiate, qualcosa di epico si stava realizzando direttamente sul campo, senza finzioni o artifici lessicali. La storia era su quel manto erboso ed un muro si stava sfaldando come il manto erboso del Franchi, era l'imbattibilità degli Springboks

22 novembre 2016

Il punto sul Social Media Marketing del basket italiano

Per lavoro e per curiosità sono andato a guardare l'attività svolta dalle società presenti nelle due maggiori competizioni maschili di basket d'Italia. La serie A e la Lega Due.
Con mia sorpresa ho scoperto che l'attività su Facebook, non andiamo oltre nell'analisi, risulta lacunosa perfino nel massimo campionato. Verissimo che le società di spicco non abbiano pecche da questo punto di vista, ma fa specie vedere una piazza come Cantù, per esempio, non ancora attiva in modo corretto in questo ambito.
In Lega Due poi, il problema diventa ancora più grande, mal contate si potrebbe dire che tra uso scorretto e uso sporadico si arrivi al 50% delle società presenti al campionato.
Si potrebbe persino arrivare a dedurre che essendo i ricavi minori, ma le spese di gestione del tutto simili tra Serie A e Lega Due, si tenda a risparmiare qualcosa sull'ingaggio/ assunzione di un responsabile dei social media.
Questo in parte danneggia il seguito del pubblico giovane, impoverisce anche quelle che sono le opportunità di promozione delle aziende sponsor che si vedono chiuso un canale potenzialmente interessante.
Va detto che in questo senso, la mancata messa a regime del SMM fa sì che aziende interessate possano declinare l'attenzione sulla società per tali mancanze a favore di concorrenti attivi o di altri sport.

16 novembre 2016

Igor Volley Novara: lo sponsor a testa in giù

Ho avuto modo, in una di queste sere, di vedere su Rai Sport, una partita di campionato di pallavolo femminile che vedeva in campo la squadra Igor Volley di Novara.
Ho notato che purtroppo la necessità di sponsorizzazioni che mantengano il monte stipendi necessita ancora dell'effetto arlecchino sulle maglie, piene di patch e di loghi aziendali che generano confusione e danno ritorni inferiori al marchio che sponsorizza.
Ma quello che mi ha letteralmente fatto fare un salto dalla sedia è lo sponsor a lato della maglia.
Posto assolutamente interessante ed appetibile perchè permette un solo logo, ed è molto visibile specie nel momento in cui le atlete piegano il corpo per la difesa in bagher o per tuffarsi per terra e non permettere alla palla di cadere.
Il problema è che il logo è messo al contrario!
In pratica si è preferita una leggebilità scarsa da posizione eretta ( con le braccia che generalmente coprono il logo) ad una immagine chiara ed univoca in certe azioni, con un peggioramento della rendita della sponsorizzazione.
A riprova di questo la squadra di Casalmaggiore ha fatto esattamente come ho detto io nelle righe precedenti ed in effetti è molto più chiara a vincente la visibilità dello sponsor. 
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