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15 novembre 2017

ATP Next Gen: a Milano trionfa il cattivo gusto

Doveva essere un momento importante per il tennis italiano, che mostrasse a livello internazionale una capacità professionale di gestire un evento ATP di rilievo come le finali ATP Next Gen. Ovvero le finali giovanili.
Il risultato è stato infelice a causa di una presentazione di pessimo gusto a base di modelle disinibite che per decidere il girone di appartenenza dei giocatori dovevano spogliarsi parzialmente con molta malizia.
Considerando il fatto che doveva essere un omaggio alla moda di Milano, ci si viene a chiedere il concetto che si ha di Milano e della sua settimana di moda.
Ci si deve anche domandare l'opportunità di questi aspetti collegandola anche al fatto che era legato ad un evento riservato a giovanissimi atleti. Quali valori vuole comunicare il tennis mondiale a chi lo segue o lo pratica? Cosa deve spingere un giovane a diventare professionista del tennis?
In questo le responsabilità sono tutte in capo all'ATP Next Gen e non agli organizzatori locali, che si sono concentrati sul lato tecnico del programma (logistica, campi, etc.), la parte più di eventi resta sempre in mano dell'associazione internazionale.
Davvero ATP vuole comunicare che il proprio mondo è fatto di trasgressione? 
Di certo, si potrebbe anche ipotizzare un risarcimento danni, dato che l'immagine degli organizzatori è stata certamente lesa e pesantemente.
Specialmente pensando a questo periodo, in cui tra reali o presunti abusi sessuali, l'immagine della donna oggetto è sempre più fuori da qualsiasi comunicazione di buon gusto.

14 novembre 2017

Stadium Links: quando il golf entra negli stadi

Si parla spesso di rendere le strutture sportive, come gli stadi, aperte 7 giorni su 7, e che possano generare ritorni sugli investimenti. Quello che manca a volte è l'idea insolita, quel qualcosa in più da offrire.
Dagli USA arriva un'idea molto interessante!
Quella di far praticare il golf all'interno dello stadio.
Sembra una follia ma fanno già così in molti stadi del baseball, in primis i New York Metz al loro Cityfield.
Un modo insolito di vivere l'esperienza dello stadio, di vivere la propria appartenenza ad un tifo ben specifico e con benefit non indifferenti.
L'esperienza dei Metz, ci parla di un percorso a nove buche per un periodo limitato di tempo, solo tre giorni!
Questo permette una politica molto aggressiva di prezzi, perchè l'offerta è limitata nel tempo, ma ugualmente lo diventa per numero di persone che possono entrarvi.
In pratica una selezione all'ingresso che incrocia tempo e prezzo, facendo diventare l'idea molto esclusiva e ricercata.
Un modo per creare servizi di lusso nel settore sportivo.
Idee che possono essere replicate, con astuzia anche nei nostri stadi di calcio.

8 novembre 2017

NBA e Nike: le magliette rotte creano un caso

Come anche alcune testate giornalistiche hanno subito sottolineato, si sta aprendo un caso importante nella NBA.
Il nuovo fornitore Nike (fino all'anno passato era Adidas), ha seri problemi d'immagine.
Infatti si stanno verificando casi tra i giocaotri, in cui le magliette si strappano troppo facilmente a causa di contatti che non dovrebbero creare quei danni.
L'ultimo e più eclatante dei casi è avvenito e Lebrown James, in diretta televisiva.
Questa è di per sè, una aggravante non da poco, con tanto di tweet del campione sui suoi profili social e ovviamente di stupore da parte dei suoi molteplici fans.
Che succeda a un giocatore qualsiasi non scompone molte, se succede però a una delle stelle il problema è maggiore, i commenti negativi possono influenzare pesantemente il giudizio sul prodotto e sul marchio. L'intera linea da basket di Nike, se il problema dovesse reiterarsi troppo, rischia il flop.
Neanche farlo apposta, proprio in prestagione, alla presentazione delle divise, Nike aveva sottolineato la capacità delle sue divise di essere più elastiche e traspiranti, a vantaggio dei giocatori.
Ironicamente possiamo dire che lo squarcio fa certamente traspirare molto, ma non è quello che si poteva pensare.
Per ora Nike indaga sull'accaduto e non fornisce giustificazioni precise.

7 novembre 2017

#France2023: il rugby francese all'attacco nella comunicazione

Non c'è che dire il rugby francese è molto attivo nell'ultimo anno.
Una vera rivoluzione che parte dall'organizzazione interna e che vede la creazione di nuove aree operative basate non più su ambito regionale ma su macroregioni.
Un ambito tecnico che vede il rinnovamento di vari ambiti dagli esercizi alle tecniche e le tattiche.
Ed anche la comunicazione ha avuto la sua ventata di freschezza, ultimo atto ma anche il più visibile è stato il cambiamento della rivista ufficiale FFR "Rugby Mag".
Non un cosa banale perchè ci spiega il cambio dei tempi.
Meno parole e più immagini, in una società che divora video e foto sui social networks non poteva attrarre giovani una rivisita noiosa e prolissa.
Più argomenti trattati, non solo argomenti tecnici o interviste leggere, ma un giusto mix per attirare il più alto numero di persone.
Non solo parole, ma anche consigli per gli acquisti, dai libri sul tema, agli oggetti divertenti sempre a sfondo rugbistico. Una rivoluzione che fa della rivista francese qualcosa di davvero piacevole da leggere, ma non per questo vuota di contenuti.
Anche chi come noi, guarda al mondo del rugby da un punto di vista manageriale, sa trovare in un cartaceo di questo tipo spunti di riflessione di una federazione che sa essere al passo con i tempi.
Molto può essere ripreso e riportato alle nostre realtà federali.

1 novembre 2017

Calcio: i valori della festa e del gioco

Ora che il caso antisemitismo è scoppiato in modo evidente, non si parla d'altro. Ma dietro alle molte, forse anche troppe, parole non si analizza un problema più importante.
Il calcio e le società calcistiche cosa comunicano ai propri tifosi, ai propri giovani tesserati?
Perchè alla fine il problema fondamentale è questo.
La società sportiva spesso fa aste benefiche, promuove sms solidali ed altre attività di lodevole valore sociale, ma sono azioni superficiali se non di pura facciata per dare un senso etico laddove di etico non c'è nulla.
Il problema non è solo della S.S.Lazio, ma del sistema calcio in generale.
Chiediamoci quanti incontri per il tifo corretto vengono fatti dalle società di periferia, per indirizzare in modo costruttivo i genitori che spesso sono più esagitati e violenti degli ultras di serie A.
Chiediamoci se ai ragazzini, viene insegnato il rispetto dell'avversario, non solo nel non fare entrate cattive, ma anche nel non simulare un fallo o nel non insultarlo o deriderlo. Così come nel non infierire sulle squadre più deboli, evitando valanghe di goal che umilierebbero solo l'avversario.
Quello che manca al calcio, molto spesso, è un atteggiamento spensierato, di gioco e di festa.
Riflettiamo su questo e sui valori che la festa porta a fare propri.
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