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25 maggio 2016

La finale di Champions a Milano secondo Pepsi MAX

La coppa dei Campioni con la sua finale a Milano è oramai alle porte e tutti gli sponsor si stanno muovendo per rendere indimenticabile la serata della finale, ottimizzando anche i propri investimenti sull'evento UEFA Champions League.
Pepsi MAX emozionerà i tifosi rendendo il viaggio a Milano per la finale di UEFA Champions League un'occasione unica, con la possibilità di sperimentare la sfida estrema dei tiri al volo. I tifosi potranno accedere all'arena Pepsi MAX Maximum Football per eseguire tiri al volo perfetti affrontando luci, rumore e ostacoli ambientali. I tifosi più audaci potranno quindi condividere in tempo reale o in slow motion i video delle loro prodezze sulle reti social usando l’hashtag #maxfootball.
Coloro che visitano lo stand Pepsi MAX presso il UEFA Champions Festival potranno godere della massima esperienza di mixology al bar "Maximum Taste", dove i tifosi potranno immergersi nell'atmosfera gustando cocktail rinfrescanti. Lo stand Pepsi MAX sarà accessibile al pubblico giovedì 26 e venerdì 27 maggio dalle 11.00 alle 23.00, sabato 28 maggio dalle 11.00 alle 19.00 e domenica 29 maggio dalle 11.00 alle 17.00.
Il DJ Benny Benassi, celebre in tutto il mondo, darà poi seguito alla festa con un live in Piazza del Duomo a Milano. Portando con sé il suo sound leggendario al UEFA Champions Festival, Benassi salirà sul palco per offrire una performance adrenalinica che entusiasmerà ancora di più i fan prima della finale. “Sono felice di essere stato invitato dalla UEFA e da Pepsi MAX per esibirmi al UEFA Champions Festival e non vedo l’ora di catturare nella mia esibizione l’energia di questo evento fantastico per creare una notte davvero memorabile”.
“Benny Benassi presented by Pepsi MAX” si svolgerà a Milano al UEFA Champions League Festival venerdì 27 maggio dalle 21.30 alle 23.00.

In allegato il comunicato stampa completo delle iniziative di Pepsi MAX e un’immagine di Benny Benassi.

18 maggio 2016

Gli sport minori e gli spazi non concessi

In questo periodo in cui il calcio non ha competizioni e verdetti da assegnare, si potrebbe  pensare che sia il momento  opportuno  per lo sport minore di prendersi spazio sui media. Giornali, programmi televisivi e social network,  però non è  così. Piuttosto che avere spazio dedicato a sport insolito, nuovo o meno popolare del calcio si preferisce riempire pagine e notiziari di ipotesi sul calciomercato e fatti più  o meno reali.
La realtà  ci parla quindi di paura ad aprire alle novità anche perché con una olimpiade in arrivo  nell'estate si potrebbe tranquillamente fare notizie, creare aspettative su sport nuovi.
Colpa solo dei giornalisti?  Forse no, forse anche le federazioni ed il CONI possono farsi sentire  di più.
Siamo una nazione calcio dipendente, questo silenzio è quello che ci blocca.

il Giro e la sua caratteristica comunicativa

Oramai il "Giro d'Italia" è iniziato da un po'. 
Anche quest'anno seguitissimo e amatissimo. Tanto che i giornali lasciano paginate tendezialmente coperte dal calcio, a quanto accade nella corsa rosa. Unico evento nazionale a fare tanto!
Come mai?
Il giro ha una sua caratteristica assai interessante. Racconta l'Italia di oggi. Lo fa ogni anno. Per cui se vai a vedere i filmati e le foto dei giri passati avrai un resoconto accurato di cosa fosse l'Italia nell'anno prescelto.
Caratteristica unica, perchè negli stadi i cori sono quelli da sempre, le rivalità pure, non si parla di problemi sociali. Il giro invece nel suo vagare incontra manifestazioni sindacali, mostra l'Italia per quella che è, regione per regione.
Una caratteristica difficile da replicare e così diventata un simbolo stesso della corsa ciclistica che difficilmente potrà essere eguagliato altrove.
Ecco perchè il giro piace, perchè in parte racconta noi stessi, quando passa il giro, passiamo noi, diventiamo storia del giro ed il giro diventa parte della storia di chi lo guarda.

16 maggio 2016

Sport e Terrorismo: a Manchester qualcosa di interessante

Non c'è il minimo dubbio che con l'avvicinarsi delle competizioni internazionali di questa estate ci sia un aumento dell'allerta specie in Europa. Anche perchè sarà proprio in Francia che si giocheranno le partite di calcio degli europei.
Ecco quindi gli ultimi fatti allarmare le polizie europee a causa di attentati presunti, poi rivelatesi incredibili leggerezze, o del risvegliarsi delle ondate di tifo violento, specie in Inghilterra.
Però proprio da lì fa riflettere come si sia anche studiato un modo corretto di comunicare con il pubblico.
Durante la partita del Man Utd la presunta bomba ha fatto scattare il piano di sicurezza, gli speakears hanno comunque dato informazioni necessarie e non allarmanti senza nascondere la gravità di quanto stava accadendo. Così facendo il pubblico ha avuto modo di percepire la realtà dei fatti, agire con la dovuta celerità e fidandosi della polizia messa a guidare l'evacuazione.
Questo è importante nell'ambito di una comunicazione interna efficace. 
Si spera non si sia mai nella necessità di averne bisogno, ma se dovesse succedere anche in Francia certo questo è un buon esempio da seguire.

11 maggio 2016

America's cup: invisibile in Italia

La Coppa America è tornata in acqua. Lo sapevate?
Se non siete super appassionati è molto difficile! Niente informazioni sui quotidiani sportivi, figurarsi sugli altri e niente spazio in televisione.
Davvero un peccato specie pensando al grande successo che sempre ha riscosso questa competizione, ora più spettacolare che mai.
Viene da chiedersi perchè televisioni sportive come Sportitalia o simili non osino comprare i diritti televisivi di queste competizioni e sfruttarle per aumentare visibilità e pubblico anzichè trasmettere campionati calcisti esteri di dubbia qualità ed interesse.
Manca la capacità di osare.
Nel mezzo stampa invece non c'è la volontà di sfondare quella cultura che vede solo il calcio come importante e da promuovere. Sicuri che neanche mezza pagina possa essere lasciata ad eventi così famosi e così apprezzati dagli italiani una volta che si permette loro di usufruirne e saperne di più.
A parole si è tutti a favore della cultura sportiva, nella realtà dei fatti si è a favore della cultura pallonara e dello sport unico. Meditiamo su questo.
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