Un detto italiano dice: “tanto tuonò che piovve”. Era da tempo che se ne parlava, nei mesi scorsi JP Morgan aveva avallato lo studio di fattibilità sul progetto, mancava solo capire quando sarebbe arrivata, non se. Parliamo della superlega di calcio ovviamente.
Tante, forse troppe parole in sole 24 ore si sono levate sulla superlega e tendenzialmente contro. Gli interessi in ballo sono enormi e non esistono verginelle invitate alla pugna. Ogni elemento della mischia sta difendendo interessi precisi e propri. Le parole che anche giornalisti stanno scrivendo in queste ore però, sono spesso frutto di sfoghi emotivi e mostrano anche come la maggior parte di coloro che parlano di sport non abbiano conoscenza profonda di ciò di cui parlano.
Ecco che le obiezioni maggiori risultano alquanto risibili, ma andiamo a esaminare quelle più ricorrenti:
La cultura sportiva europea si basa sul merito. Questa affermazione, spesso detta da politici e membri dei vari board dello sport, è totalmente falsa. Specie se riferita allo sport professionistico. Partiamo dalla competizione che probabilmente ha ispirato lo strappo calcistico ovvero l’Eurolega di basket. Non mi dilungo a riguardo perchè ne parlano tutti. Altro esempio viene dall’hockey ghiaccio italiano dove Bolzano da un lato e Asiago dall’altra, hanno iniziato già da tempo a giocare i campionati elitari come l’Alps League e l’Ice League. Nessuno si è stracciato le vesti per questo. Anche il ciclismo professionistico è un sistema chiuso, bisogna ottenere una licenza e in base a quella puoi partecipare ai grandi giri e alle classiche, ma attenzione, le squadre continetal (con budget minori) vengono arbitrariamente invitate dagli organizzatori, spesso seguendo il principio di nazionalità. Per cui al Giro ci sono squadre italiane, al Tour quelle francesi, etc. Non vi basta? Beh allora pensiamo al 6 nazioni di rugby, torneo per nazionali, ma chiuso a quelle sei. Nessuno entra, nessuno esce. Anche una tra le più antiche competizioni veliche, l’America’s Cup, non si basa sulla meritocrazia e il “challenge of record” ha un bel vantaggio nel poter decidere il regolamento insieme al detentore della coppa. In tutte queste e nelle competizioni motoristiche come la F1, il Moto GP e altre ancora di altri sport, ditemi, dove vediamo la meritocrazia? Affermazioni del genere vanno bene per lo sport dilettantistico.
Hanno ucciso il calcio. In una affermazione così drammatica ed iperbolica, c’è tanta passione, ma poca analisi. Chi mi legge da qualche tempo sa che avevo già detto più volte che la pandemia stava dando seri problemi a molte squadre, il Barcellona rischiava di chiudere i battenti con un crack finanziario, le altre erano obbligate a vincere sempre per pareggiare i conti. Il sistema attuale del calcio non era performante dal punto di vista economico. Questo avrebbe ucciso il calcio entro 3/4 anni. Con buona pace degli amanti del calcio romantico.
Non la seguirà nessuno, non sono interessati agli stadi pieni. Questa affermazione è soprattuto scritta da persone over 40. Ho notato questo sui social e la trovo assai interessante perchè non guarda a quello che sta accadendo sotto i loro occhi per mano dei più giovani. Infatti, miliardi di persone sulle piattaforme di videogiochi come PES o FIFA, quotidianamente danno corso alla superlega facendo sfidare proprio quelle squadre tra loro. Quelle e non altre. Per gli adolescenti di oggi, i fans del futuro, la superlega è la realtà che da seguito ai loro sogni. Interessante in questo il commento di una giovane mamma, unica ad aver esultato alla nascita della superlega per la gioia del suo bambino. Questo è emblematico. Chi sta con i giovani ha capito subito che parte da loro la richiesta di questo format.
Gli stadi saranno vuoti. Detto che nessuno ha la bacchetta magica e quindi non si può dire, solo prevedere. L’esperienze di altri sport ci dicono il contrario. Gli unici format che riempiono stadi e palazzetti sono proprio le competizioni chiuse dall’Eurolega alle leghe di hockey, dal sei nazioni alle grandi classiche del ciclismo. Un sistema che massimizza i profitti e rende più performante lo sport professionistico.
Aumenta il gap tra grandi e piccole. La vera domanda è : il gap attuale delle piccole sulle grandi è colmabile? Quante e quali sono le semifinaliste in Champions ? In campionato le prime tre quali sono? Fate voi le valutazioni, ma anche qui le grandi danno solo l’illusione di poter giocare alla pari con le piccole. Meglio farsi prendere in giro o finalmente giocare a carte scoperte?
Scandaloso che si pensi solo ai soldi. Che la Ferrari prenda una barcata di soldi in più in Formula 1 per il fatto che ci sia da sempre e non per meriti sportivi, a nessun italiano sembra suscitare scandalo e vergogna. Che lo sportivo super famoso per partecipare a questa o quella competizione (pensiamo ai maratoneti per esempio) debba prendere un cache a nessuno suscita scandalo, eppure sono già pagati da sponsor e , in certi casi anche dalle realtà sportive di appartenenza. Nessuno dice niente, non è pensare ai soldi e non allo sport anche questo?
UEFA e FIFA si sono poi prodigate a difendere il loro status quo minacciato. Parlano di tutela del calcio. Ora ditemi, il fatto, per esempio, che il Bayern abbia perso Lewandoski per un mese a causa dell’infortunio di una partita come Polonia – Andorra, non potendo quindi metterlo in campo per le partite contro il PSG che ne hanno sancito l’esclusione dalla Champions, sono una tutela della corretta competizione? Permettono al tifoso di vedere il miglior calcio ? Ovviamente no.
Ecco perchè l’estromissione dalle nazionali dei giocatori delle società della superlega non è una punizione, ma anzi un regalo enorme che permette ai team di garantire il miglior spettacolo possibile. In pratica UEFA e FIFA hanno le armi spuntate e ogni loro mossa non fa altro che garantire un miglior esito alla transizione della superlega.
Altre sono le tematiche che si possono mettere sul piatto per obiettare qualcosa alla superlega:
- salary cap: per tenere i conti sotto controllo ed evitare che i costi lievitino con il lievitare delle entrate (ma ci si arriverà con il tempo)
- sussidiarietà: non solo all’interno del torneo ma anche con le federazioni delle nazioni coinvolte per alimentare il calcio giovanile e permettere un incremento e miglioramento delle scuole calcio.
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