Non si smette di leggere in questi giorni notizie come questa in cui si fa riferimento ai disordini che stanno scuotendo il Brasile a pochi mesi dai mondiali di calcio, oltre a numerosi problemi alle strutture.
Il problema sembra ripetersi a pochi mesi da Sochi e dalle olimpiadi invernali e merita una riflessione più ad ampio raggio.
Ultimamente i grandi eventi per reggere il faraonico spettacolo che vogliono generare, televisivo ma non solo, sembrano essere costrette a scegliere località di nazioni con il PIL in crescita, ma anche con problematiche irrisolte non da poco.
La Russia e la guerra imminente con l’Ucraina ( ma anche con le altre repubbliche ex-sovietiche) ha minacciato seriamente le olimpiadi di Sochi e sarà un problema serio anche in vista dei prossimi mondiali di calcio del 2018.
Il Brasile tra mondiali di calcio fra pochi mesi e olimpiadi estive del 2016 faranno diventare un tormentone i disordini delle favelas e la mancanza di sicurezza.
Non se la cava meglio il Qatar per i mondiali di calcio del 2022 dove si denunciano serie violazione per i lavoratori dei cantieri.
Siamo sicuri che sia questa la via che lo sport deve intraprendere ai grandi livelli? Quali altre vie sono praticabili?

Non saprei. I grandi eventi sportivi hanno un impatto mediatico ed economico che non ha paragoni. Il problema non sono gli eventi sportivi, ma il modo in cui vengono organizzati. Guardate Londra: tutti gli impianti sono stati costruiti con un occhio alla sostenibilità e alla loro vita dopo l'evento. E infatti ora vengono restituiti alla cittadinanza (http://www.sportindustry.com/site/Home/Piscine/News/articolo1007703.html). Non trovo giusto tagliare fuori popolazioni in via di sviluppo perché c'è il rischio di disordini… dovrebbero invece essere sostenute nell'organizzazione di questi eventi così impegnativi. Senza contare che lo sport dovrebbe essere veicolo di sani principi (come la sana competizione) e invece gli stadi sono ancora luoghi di violenza.
E noi italiani non siamo da meno. Non avremmo guerre civili in corso, in compenso non siamo in grado di gestire questi eventi senza farli diventare dei buchi neri.
il problema non è organizzare in Paesi in via di sviluppo, ma la modalità e anche quali Paesi vengano scelti.
Laddove non c'è civiltà o dove non si tende a qualcosa di simile è pericoloso… le olimpiadi negli anni '60 e '70 del secolo scorso sono state usate spesso per fini non etici, ma non abbiamo imparato la lezione.