Ormai è fatta. Silvio Berlusconi non è più presidente del Milan.
Ma cosa ha fatto in questi 31 anni da rendere i rossoneri così vincenti facendoli diventare una delle società più blasonate di tutta Europa? Per prima cosa certamente c’è stata programmazione degli obiettivi. Probabilmente tra le prime in Italia il milan berlusconiano ha portato una impostazione manageriale all’interno di una società sportiva. In secondo luogo vi fu una capacità di spesa certamente importante, ma comunque mirata a degli obiettivi specifici, il miglior giocatore possibile per una determinata posizione. Nelle segrete stanza lo stesso, i professionisti più capaci per ogni posizione.
Quando poi i fatturati dovevano cominciare a crescere, il milan è stato tra le società ad utilizzare al meglio il marketing con sponsorship lunghe e positive ( si ricordi Opel per esempio). Allo stesso modo il merchandising fino ai tempi recenti della Juventus piglia tutto solo il Milan poteva pensare di vendere molte magliette nel mondo.
Quarto punto, che è anche quello che distingue la seconda parte dell’era Berlusconi, i giocatori più importanti da prendere furono quelli bravi e che facevano bene al marketing. Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho, Beckham,etc. sono questi i giocatori che permettevano al Milan numeri importanti sui bilanci annuali grazie ai diritti d’immagine.
La creazione di Fondazione Milan. Ad oggi una delle poche realtà calcistiche italiane ad aver strutturato una fondazione che con il nome della società sportiva porti avanti progetti benefici.
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