Mi è capitato di riprendere tra le mani un articolo de “La Stampa” che parla del crescente numero di iscritti ai corsi di boxe. In particolare si nota un aumento tra i giovani vittime di bullismo e donne che vogliono imparare a difendersi.
Due soggetti se vogliamo deboli, che in qualche modo possono così migliorarsi.
Basandosi su questo dato, aggiungendo che uno dei massimi esponenti della boxe nazionale è Andrea Scarpa di Torino, si può pensare davvero che in Piemonte ci sia una nuova primavera per il pugilato piemontese.
Questi dati però ci permettono una riflessione più ampia, si potrebbe infatti pensare ad una vera e propria campagna anti-bullismo in cui sia la Federazione nazionale FPI, a promuovere nelle scuole comportamenti che puntino al rispetto reciproco e che permettano ai più deboli di pensare a corsi di boxe per difendersi da eventuali aggressori.
Allo stesso modo, visto lo sdoganamento della boxe come sport femminile, perchè non pensare a qualcosa di simile contro il femminicidio? Magari anche con una campagna sui media pensata proprio per l’8 marzo…

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