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Pensando questo post, nel bel mezzo di luglio, non sapevo proprio a quale sindrome collegare quanto sto per raccontarti. L’idea del povero pino natalizio Spelacchio però mi sembra che calzi a pennello e ti spiego perchè.

Sto notando che nel marketing sportivo di alcune federazioni nazionali e non, sta prendendo piede l’idea di dare in esclusiva sul suolo nazionale la gestione ad agenzie molto grandi. Questo modus operandi è certamente interessante per quello che riguarda la ricerca di sponsor, la promozione delle nazionali e degli atleti di punta, ma mina alla radice i comitati regionali.

Queste agenzie non sono solite fare formazione a livello locale. Troppo faticoso e poco remunerativo secondo i loro standard. Per cui i comitati regionali restano un braccio operativo per la parte atletica, ma sono fuori da qualsiasi strategia di comunicazione o marketing. In altre parole, la propulsione positiva che un atleta olimpico ha a livello nazionale non ha effetti moltiplicatori nelle varie regioni. Questo porta a un impatto inferiore alle possibilità e quindi a meno tesserati nelle società e di conseguenza nelle federazioni.

Abbiamo quindi un effetto “spelacchio” con la punta bellissima e la base, fondamentale per armonizzare le azioni di marketing, messa male e poco curata.

Lasciare autonomia nella formazione e in alcune azioni di marketing a livello regionale permette risultati molto positivi. Nella mia esperienza personale, ho visto crescere comitati regionali nel giro di tre anni in modo molto buono e cadere nel giro di soli 12 mesi, nel momento in cui l’autonomia veniva tolta.

Non dimentichiamoci che la base dello sport è il territorio, se le federazioni non imparano a cedere ai comitati regionali parte delle competenze di comunicazione e marketing, lo sport destrutturato eroderà sempre più tesserati.