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Disorganizzazione, ritardi e malessere all’interno della realtà sportiva? Alto tasso di stress come prassi della quotidianità da dirigente sportivo? Forse il punto di partenza per migliorare la situazione è la comunicazione interna assente o gestita in modo non corretto. Ne avevo parlato già qui.

Negli ultimo periodo ho cominciato a leggere molto durante l’anno, uno degli argomenti che più mi hanno affascinato ed incuriosito, è certamente quello della leadership e della gestione dei team. Leggo circa 40 libri professionali all’anno e almeno una decina sono di leadership. A riguardo hanno scritto davvero svariati tipi d’autore: imprenditori di successo, allenatori, ma anche militari. Questi ultimi hanno certamente perfezionato meglio di altri i meccanismi organizzativi, non farlo per loro significa rischiare la vita propria e dei compagni. Un libro che certamente ti posso consigliare è “Mai dire ma” di cui a breve farò la recensione nel mio podcast “Sport Marketing Books“. Perchè ti parlo di leadership? Perchè la comunicazione interna parte proprio da una chiara organizzazione dei ruoli e delle autorità all’interno della struttura.

La prima domanda da porsi è : “il responsabile X quali compiti ha? Quale livello di autorità ha all’interno della struttura?”

Una struttura piatta dove solo il General Manager ha autorità, decide su tutto e mette voce anche su cose che non conosce tecnicamente, è una organizzazione fallimentare; non massimizza il potenziale al suo interno. La prima regola è la delega, se preferisci, la responsabilizzazione dello staff.

Ecco perchè è importante la comunicazione interna! E’ necessaria per una definizione ex-ante delle competenze, ma anche della gestione del singolo compito. Facciamo un esempio.

Si organizza un evento. Chi fa cosa? I responsabili delle singole attività sono informati nel dettaglio dei loro compiti o qualcosa è stato dato per scontato? Il G.M. ha verificato che quanto dato per scontato è qualcosa di conosciuto da parte del responsabile X? In caso di un certo tipo di problematica si è deciso chi se ne occupa e come? Un imprevisto è tale solo se non ne abbiamo palesato l’esistenza in anticipo. Il primo responsabile di un eventuale fallimento è il più alto in grado, che non ha informato in modo corretto, non ha previsto eventuali disguidi, non ha verificato prima dell’evento le reali competenze del suo sottoposto. Criticare questo tipo di visione dell’organizzazione è mettere in discussione l’unica formula organizzativa che funziona dal 534 d.C. : la regola di S.Benedetto. Nessuna realtà di successo nel mondo occidentale è organizzata in modo differente, chi pensa a ristrutturarsi lo fa seguendo queste linee guida.

Una volta finito l’evento si è pensato ad un brifing ex-post dove analizzare cosa è andato bene e cosa invece è da migliorare? Importante in questi casi trovare anche qualcosa di cui lodare il proprio staff! E’ infatti un vizio italico pensare che sia necessario interagire tra G.M. e dirigenti soprattutto nel caso in cui le cose non vadano nel verso giusto. La lode e la fiducia sono invece un ottimo propulsore per dare il meglio di sè, che non significa non fare osservazioni ma inserire queste ultime in un discorso più ampio e costruttivo.

Ma si sa, si confonde la leadership con la repressione ed il controllo. Tutto ciò non fa che dimostrare, alla fine, l’insicurezza di chi è al comando.