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Un collega, Maurizio Laudicino, ora GM del Pistoia Basket, nei giorni successivi alla vergognosa azione degli ultras interisti che obbligarono tutti i presenti in curva ad uscire ha scritto su LinkedIn quanto segue:

Tifo e religione rappresentano due facce della stessa medaglia. Fede, mitologia, riti, martiri ma anche organizzazione e gerarchia che disciplinano e legano migliaia di seguaci. La curva e’ per gli ultras ciò che la chiesa è per i religiosi: sacra e inviolabile.
Provare a comprenderne le logiche per chi non è coinvolto è pressoché impossibile così come è superficiale fare di tutta l’erba un fascio. Gli ultras ed i tifosi più accesi spesso si segnalano anche per attività lodevoli in campo sociale mai messe abbastanza in evidenza.
Prima di esprimere giudizi di condanna servirebbe sforzarsi per comprendere un fenomeno che rimane uno degli ultimi emblemi del vero senso di appartenenza.

Un modo per giustificare quanto è accaduto? Ma è assolutamente sbagliato quanto detto; ecco perchè:

  1. la curva non è degli ultras, non sono titolari di alcuni diritto nei confronti degli altri appassionati presenti nel settore dello stadio. Lo stadio è di proprietà degli enti pubblici o della società sportiva, a loro spettano i diritti e i doveri relativi alle attività d’intrattenimento svolte dalla società sportiva.
  2. nelle religioni nessuno vieta a terzi di partecipare a eventi religiosi durante lo svolgimento degli stessi, o entri o stai fuori sin dall’inizio. Chi non è d’accordo è scomunicato. (Quando le società sportive “scomunicheranno” i gruppi criminali presenti tra gli ultras?!)
  3. Gli ultras faranno attività lodevoli, ma il “greenwashing” è qualcosa di facile a farsi, quello che è assodato è che molti gruppi ultras sono legati alla malavita locale se non peggio. Non è una constatazione che si può fare solo per l’Italia, è così ovunque.

Il male del calcio, il motivo per cui molto spesso gli stadi restano vuoti, è che i posti più economici sono preda degli ultras. Andare in curva costa poco, ma si rischia molto. Se non canti o non fai quello che decidono i capi banda, l’esperienza dello stadio diventa alquanto spiacevole. Liberarsi alla radice di queste frange violente, schedando e vietando la presenza di queste gruppi può essere problematico nel breve periodo, ma nel corso di 5 anni può riportare le famiglie a vivere da vicino il calcio. Lo streaming vince anche perchè nessuno subisce violenze o minacce a casa.

AGGIORNAMENTO 25.11.2022

Nel corso di una discussione il collega Laudicino ha potuto esprimere correttamente e ampiamente il suo pensiero, non intende giustificare gli ultras, ma comprenderli. Ringraziandolo per la chiarezza, credo tuttavia che certi fenomeni non vadano compresi, ma vadano semplicemente emarginati.