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Oggi è un piacere ospitare un guest post di Davide Odorisio, che chi frequenta Instagram conoscerà come autore del profilo “marketing sudato”. Argomento di moda e non facile, TikTok e i dati sul calcio.

analisi dell'uso di tiktok nelle strategie social delle società di calcio

I dati di TikTok

Tutti parlano di TikTok. In questi mesi in particolare in Italia, tutti parlano delle grandi potenzialità che questo social ha, dei grandi numeri, ma non tutti riescono a capirne davvero il funzionamento. È un social da studiare attentamente, ma si sa, per studiare una piattaforma, bisogna prima di tutto sperimentare, entrare in contatto con essa, testare e sbagliare, riprovare.

Quando si parla di TikTok non bisogna farsi trascinare solamente dai numeri, dalle vanity metrics, molto belle da vedere, ma poco funzionali se non si ha una strategia adeguata e finalizzata ad un obiettivo ben preciso. È il social per eccellenza per la Generazione Z, ma su questo ci torneremo più avanti.

 

È una delle app più scaricate del 2019, con circa 1,5 miliardi di download. La base utenti di TikTok sta crescendo a dismisura col passare del tempo, arrivando a 500 milioni di utenti attivi (Datareportal, 2019). Un altro dato fondamentale per sviluppare una buona strategia è il tempo medio di utilizzo giornaliero dell’app: secondo i dati di BusinessofApps, la media di utilizzo giornaliero è di circa 52 minuti. Perché questo dato è importante? Perché TikTok è il social dove il concetto di attenzione, è alla base di tutto e, tenere un utente incollato all’app per 52 minuti al giorno, non è facile se il contenuto non è coinvolgente. Catturare l’attenzione deve essere uno degli obiettivi primari in assoluto per avere successo.

 

Le squadre di calcio su TikTok: un numero in forte crescita

Molte squadre di calcio hanno intrapreso la strada verso la sperimentazione di questo social integrandolo in modo perfetto nella propria strategia di content marketing. Fino a ottobre 2019, le squadre iscritte su TikTok erano 24, mentre a dicembre 2019 il numero delle squadre presenti sulla piattaforma era di ben 95 (Result Sports, 2019). Tra le squadre italiane troviamo: la Roma che è stata la prima in Italia ad entrare su TikTok, dimostrando risultati molto buoni nonostante le tante critiche mosse, poiché la maggior parte delle persone consideravano questo social non proprio adatto per una squadra di calcio. La Roma invece, ha dimostrato che sperimentare e provare un genere nuovo di contenuti, è la via giusta per intraprendere delle strategie volte sempre di più al coinvolgimento dell’utente. Dopo la Roma troviamo, l’Inter, il Cagliari e da pochissimo tempo anche la Fiorentina. Nel panorama europeo invece, a livello di competizioni, La Liga spagnola è quella che si sta muovendo meglio, addirittura con dei contenuti di gran lunga superiori a quelli proposti dalla Premier League, anche essa sbarcata su TikTok. A livello invece di squadre europee, le migliori in assoluto fino a questo momento sono: il Barcellona, il Real Madrid, il Manchester City, il Liverpool, il Borussia Dortmund e il Bayern Monaco.

 

Attenzione, coinvolgimento e viralità: quali contenuti propongono le squadre?

Si nota molto che le squadre italiane sono ancora in fase di sperimentazione rispetto alle altre europee. Il genere di contenuti proposto da quest’ultime è abbastanza diverso da quello proposto dalle italiane, ancora incerte nel modo di muoversi e di approcciarsi con i propri follower. Partiamo da un presupposto però: è importante che vengano proposti non tanto dei contenuti che siano finalizzati esclusivamente ad “accontentare” le persone che popolano la piattaforma, ma contenuti che siano coerenti con la comunicazione che una squadra vuole adottare. Successivamente poi, in base al target scelto, ogni squadra adatterà i propri contenuti a modo suo. Perché? Perché è un social per adesso popolato in gran parte da un pubblico compreso tra 16-24 anni, costituente una grandissima fetta della cosiddetta Generazione Z.

 

I contenuti proposti sono accomunati dalla creatività, elemento fondamentale per attirare l’attenzione, sempre minore soprattutto nei più giovani. Conta l’essere virale, contano più le views che un video riesce a fare, rispetto ai likes che genera, o ai follower che un profilo ha. Soprattutto la Generazione Z, ha sempre più bisogno di essere coinvolta, di essere sorpresa: un video che attira immediatamente l’attenzione, è la chiave vincente per fare tutto ciò, in quanto più si riesce a catturare l’attenzione, più un contenuto diventa virale.

 

Queste “regole” vengono seguite dalla maggior parte delle squadre, riuscendo ad integrare questo social in modo perfetto con la propria comunicazione. I video caricati riguardano soprattutto il dietro le quinte, gli allenamenti, le varie vicende negli spogliatoi, gli highlights delle partite. Questi generi di video riescono a far sentire il tifoso partecipe di ciò che sta succedendo, riescono a farlo divertire. Ricordiamoci che l’audience ha un’età molto bassa, quindi non è immediato creare una awareness che si trasformi poi in una relazione duratura nel tempo tra Tifoso-Squadra. Il tutto è reso ancora più sorprendente dai montaggi accattivanti, spesso simpatici, che innescano il meccanismo delle condivisioni. Un altro elemento chiave di TikTok è rappresentato dalla musica. Riuscire ad adattarla al contenuto è davvero fondamentale per realizzare il “video perfetto”, in quanto può influire positivamente sul creare il cosiddetto effetto WOW generato dal video stesso.

 

Conclusioni

TikTok è il social ideale per intercettare in modo perfetto la Generazione Z, una generazione sempre connessa, molto attenta alla comunicazione che i brand e le squadre veicolano e con una soglia dell’attenzione sempre più bassa. Quest’ultima deve essere catturata in pochissimi secondi di video. TikTok dimostra di essere un social per creator e le squadre sopracitate si stanno dimostrando, giorno dopo giorno, all’altezza di questo ruolo. Per spopolare su questo social, coinvolgere i propri follower e attirarne altri potenzialmente interessati, deve diventare l’obiettivo primario della propria strategia.