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Il post della settimana scorsa ha suscitato alcune osservazioni e domande da parte di alcuni lettori, torno volentieri sull’argomento per approfondirlo.

La mia opinione è che le Federazioni o le Leghe possano approvare un passaggio di categoria non solo se i conti siano in ordine e le sponsorizzazioni regolari, ma se determinati compiti dirigenziali vengano eseguiti da persone con determinate competenze.

Questo metodo obbligherebbe le società ad una strutturazione che andrebbe nel loro interesse, anche se in molti casi, questo so bene, non verrebbe capito. Salvo piangere miseria come in questo periodo e addossare le colpe a presidenti federali, di lega o politici del caso. Qui la responsabilità è diffusa.

Le figure inseribili sono molteplici: responsabile marketing, social media, sponsoring, merchandising, etc. ogni incarico una persona differente mano a mano che si sale di livello; anche perchè, non tutte le tematiche nelle competizioni inferiori sono sviluppate o sviluppabili. Il personale può svilupparsi nel tempo per cui ai livelli inferiori non sarebbe necessario un mega ed esoso esperto/consulente ma anche un semplice neolaureato può dare una mano e farsi le ossa, con il tempo e l’esperienza maturata, crescere insieme alla società diventandone un vero e proprio patrimonio umano

Con esami/controlli appositi leghe e federazioni possono certificare la qualità del responsabile e accreditarne lo sviluppo permettendo il passaggio di categoria alla società. Questo sarebbe anche di leva alla non saturazione della risorsa, spesso oberata di incarichi anche non propriamente coincidenti con la figura professionale ricoperta, lasciando il giusto spazio alla formazione.

Numerose sono già le modalità di formazione presenti in Italia (master, webinar, formazione di altro tipo) ad ogni federazione la scelta della modalità più opportuna di sviluppo, ma di certo non si può pensare che le varie figure professionali, dai GM a scendere, siano lasciate a persone con importanti e pericolose lacune che determinano l’affossamento economico, e talvolta il tragico carck, delle realtà sportive.