In principio era una palla di cuioio, di colore…cuoio.
Niente colori particolari semplicemente uno strumento da prendere a calci per divertirsi, per competere.
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| Manifesto di un negozio di Torino |
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| Pallone anni ’30 |
Ma col tempo ci si rende conto che deve essere più visibile, per gli arbitri, ma anche per pubblico e giocatori. Ecco che cominciano a nascere i palloni in bianco e nero.
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| I palloni Adidas dei mondiali, e l’originale disegno del Tango’82 |
Dapprima con i classici pentagoni ed esagoni e poi con disegni sempre più complessi.
Questo punta a differenziare il mercato, il pallone non è solo una sfera ma qualcosa che identifica il possessore a seconda del disegno della palla.
Il passo successivo è andare dal bianco e nero ai colori, così come è successo per le scarpette.
Prima colorando in modo fantasioso i disegni che in precedenza ne erano privi, poi inventandosi fantasie anche nelle forme e giustificandole con particolari effetti del pallone e facilità di calciata.
Il marketing a quel punto è diventato padrone anche della sfera.
Ad oggi è l’unica palla da gioco a permettere così tanta fantasia.
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