Nella settimana appena trascorsa l’abbiamo vista tutti in televisione: la visita di Matteo Salvini in Polonia e la contestazione di un sindaco polacco per la sua precedente vicinanza con Putin.

Non mi interessa, in questo post, andare ad analizzare l’ambito politico, ma vorrei concentrarmi sulla giacca di Salvini.

Appartiene ad una onlus e puoi trovare maggiori informazioni su questi articoli di “Affari Italiani” e “Il Mattino“, la riflessione legata allo sport è relativa proprio all’indumento in questione.
Molto spesso le società sportive, fanno omaggi a persone importanti di propri indumenti (magliette, felpe e giacconi), il problema nasce quando questi omaggi vengono fatti a personaggi controversi o divisivi, a volte imprevedibili. Non sappiamo, infatti, se il nostro omaggio verrà usato nè come nè quando. Non possiamo praticamente essere certi che la nostra immagine di società sportiva o , peggio, di federazione, possa essere associata a messaggi contrari ai nostri valori sportivi, identitari o semplicemente a messaggi che non competono la sfera sportiva a cui si appartiene.
Eventuali contestazioni, come quella avvenuta in Polonia contro Salvini, anche se riguardano la persona contestata, le sue idee e il suo agire, ricadono inevitabilmente sull’immagine della realtà sportiva (ma nel caso in esame è una ONLUS) di cui in quel momento è portatore d’immagine. Se poi, come nel caso in questione, i personaggi controversi sono veri e propri testimonial, le probabilità di avere contraccolpi mediatici sono altissimi.
A questo, va aggiunto il danno causato all’immagine degli sponsor. Colmar, produttrice del giaccone in questione, ha immediatamente preso le distanze, ma viene da chiedersi: “non era informata di chi fossero i testimonial della onlus?”. Ma quanto imbarazzo, quanti problemi d’immagine si creano così a coloro che credono di sostenere una attività benefica (nel caso in questione, ma potrebbe essere sportiva) e si trovano scaraventate nella polemica politica.
Si capisce, quindi, come la gestione sponsorizzazioni, merchandising, marketing non sia affatto facile, anzi. Situazioni come queste sono evitabili solo se si fa marketing in modo professionale; ma anche le aziende devono pensare diversamente e non accontentarsi di semplici patacconi sulle divise.
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