In queste settimane è scoppiata una vera e propria burrasca di proporzioni bibliche nel mondo del ciclismo italiano, la faccenda riguarda la Federazione Ciclistica Italiana e una provvigione di oltre 100mila Euro.
L’intera vicenda la trovi ben riassunta in questo articolo de “Il Fatto Quotidiano”, ma quello che ci interessa è l’aspetto di sport marketing legato a questi eventi.
Il peccato capitale della Federciclismo è insito nella sua struttura, non c’è un ufficio marketing e sponsorizzazioni ma una semplice commissione per la comunicazione. Parliamo di uno degli sport più seguiti ed amati in Italia, con campioni che appaiono negli spot in tv in diretta nazionale. Già, gli spot televisivi, come quelli di Davide Cassani per Suzuki ed Enervit, che aiutano anche ad incrementare la fama di personaggi e sport, salvo essere poi cacciati dalle cariche federali (Cassani era il Ct) proprio a causa della promo fatta per gli sponsor azzurri. O c’è una clausola contrattuale che lo vieta o l’accusa in questo senso non ha senso, anzi la promo fatta dal volto più celebre della nazionale rafforza il legame. anche in questo si vede assenza di professionalità.
Ma tornado al fattaccio, dicevamo l’assenza di un ufficio interno responsabile di marketing e sponsorizzazioni; cosa porta questo tipo di situazione? Al caos e al rischio che procure indaghino su cose non chiare. Non si sa chi ha parlato con questa o con quell’azienda, il ruolo delle persone coinvolte a riguardo della ricerca sponsor, a chi spettino le provvigioni per le sponsorizzazioni andate a buon fine (parliamo di 106.000€ non di noccioline).
Come si fa notare sul sito quibicisport.it le varie persone coinvolte non sembrano, ad oggi, essere state incaricate formalmente della ricerca di sponsor, non si sa se abbiano emesso regolare fattura, non si sa come abbiano ottenuto l’incarico, non si capisce perchè le aziende dicano di aver parlato con una persona e poi le provvigioni vadano ad altri.
Questo tipo di situazione mi ricorda molto la realtà complessiva dello sport italiano, dove le sponsorizzazioni le cercano un po’ tutti e non c’è una figura coordinatrice e che sia l’immagine della realtà sportiva nei confronti delle aziende interessate alla sponsorizzazione. Quando si vuole fare le cose con professionalità le cose devono essere fatte bene e con un unico interlocutore.
Se non siete convinti allora proviamo a farci una domanda: “le aziende coinvolte negli eventi della Federciclismo sono soddisfatte dell’immagine che ne esce, sia propria che della realtà sponsorizzata?”
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