La sostenibilità è una tematica che sta emergendo ora nel settore sportivo, leggermente in ritardo rispetto ad altri contesti. In Italia la difficoltà cronica dello sport di accettare cambiamenti rallenta, a volte di molto, eventuali modifiche comportamentali e di comunicazione collegati alla tematica ecologica.
La UEFA, attenta a questo tipo di tematica, avendo anche una diffusione europea ed essendo l’organizzazione transnazionale dello sport maggiormente diffusa sul continente, ha elaborato un programma che è certamente utilizzabile dalle realtà sportive di qualsiasi settore sportivo per poter iniziare un cammino virtuoso e che tenga conto anche delle esigenze delle nuove generazioni. Come già detto in post precedenti, l’attenzione a queste nuove tematiche è in grado di portare nuovi sponsor e giudizi positivi della comunità di riferimento, in particolar modo nel target giovani e giovanissimi con potenziali nuovi iscritti.
Ma ecco in breve cosa ci dice la UEFA:
- Per un piano di sostenibilità a maggior impatto sociale sono necessari la collaborazione di tutti gli stakeholders per una azione e comunicazione integrata.
- La creazione di un piano in 11 punti da sviluppare nel periodo 2021 – 2030 ha degli obiettivi da ottenere e 74 indicatori (KPI) che aiutano a misurare le performance e a tenere monitorate nel tempo.
Gli 11 punti hanno come macroaree:
- anti-racism
- child and youth protection
- equality and inclusion
- all abilities
- health and weel being
- refugee support
- solidarity and rights
- circular economy
- climate and advocay
- event sustainability
- infrastructure sustainability
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