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Recentemente sono stato a Vienna, e ho approfittato del periodo trascorso lì per visitare una delle società sportive della capitale austriaca.

Inizialmente avevo puntato l’Austria Vienna perchè mi dava l’impressione di essere molto più attiva dal punto di vista del marketing, ma poi ho saputo che la proprietà del club era parzialmente di magnati russi e ho preferito fare il mio personale boicottaggio, andando a vedere come si muovesse dal punto di vista marketing la società che negli anni ottanta più è stata conosciuta all’estero: il Rapid Vienna.

Arrivato comodamente con la metro nei pressi dello stadio ho notato subito una presenza molto interessante per la diversificazione delle entrate del club: un parcheggio a pagamento che funge da interscambio per chi arriva da fuori città e vuole entrare in Vienna con i comodissimi mezzi pubblici.

Il garage di proprietà del club nei pressi della stazione metro

Poco dopo si arriva allo stadio, sponsorizzato Allianz come altri grandi stadi di squadre storiche in Europa. Qui si trovano varie strutture del club (uffici, stadio, accademia, shop), entrando nello shop ho notato del movimento all’interno dello stadio con molte persone che stavano facendo pacchi di prima necessità con alimenti secchi, acqua, frutta, etc. (mi è stato proibito di fotografarli e non ci sono notizie a riguardo sui giornali austriaci, e ne ignoro il motivo, posso presumere siano pacchi per i profughi ucraini, ma tutti era molto “particolare”).

L’entrata dello stadio, in lontananza un auto che carica i pacchi di prima necessità.

Lo shop si presenta molto grande, ma in realtà la varietà di prodotti è assai limitata. Ci sono varie tipologie di t-shirt, magliette e indumenti per lui, per lei, per i bambini; ovviamente le divise ufficiali, palloni e gagliardetti autografati dalla squadra, ma manca la varietà vista, ad esempio al Fradi shop .

Le uniche cose curiose che si trovano qui sono un tipo di pasta a forma del logo della società, ma altri tipi di alimenti o bevande non sono presenti. Manca tutti il food e il beverage, anche di eventuali sponsor.

Alla fine non sono rimasto entusiasta di quanto ho trovato e devo dire che rispecchia anche quanto proposto sui social. Un modo molto piatto di proporsi e poco sbarazzino, assai differente da quanto propone l’Austria Vienna che poi ho boicottato.

Questo fa riflettere come molto sia da fare nel calcio non di vertice, e di come ci siano società come il Ferençvaros di Budapest capaci di innovare e fare cose interessanti anche se nel loro piccolo; mentre altri preferiscono vie meno avvincenti con il rischio di perdere opportunità.