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Durante l’estate ho letto questo articolo, assai simile a molti altri di svariate piazze di basket, e mi si è accapponata la pelle.

Amo il basket da quando avevo 13 anni, ora ne ho 43, e sentire ancora chiedere al coach di turno come far tornare le persone al palazzetto a tifare per la squadra mi pone dei seri dubbi sulle strategie marketing delle società sportive.

Già, perchè la vera domanda è: “la strategia di ticketing e di fidelizzazione la fa il coach o esiste un direttore marketing capace di pensare a questa variabile?”. Le risposte possono essere solo due.

Se non esiste o c’è un responsabile marketing , ma non è in grado di gestire tutto ciò, significa che siamo davanti ad un problema di gestione del marketing sportivo. Significa che la proprietà o il GM di turno non ha compreso la portata di un marketing sportivo di alta qualità e lo ha lasciato in mano a persone poco formate e competenti.

Se la persona incaricata del marketing è, invece, di alto profilo, allora abbiamo un problema di comunicazione. In tal caso l’errore è del coach e di chi non gli ha detto che domande non inerenti il campo devono essere lasciate a chi se ne occupa. Vi sembra anomalo? Allora pensate se un alto dirigente della società (Presidente, GM o altri) in conferenza stampa dettassero la squadra da mettere in campo. Si parlerebbe di ingerenza, si sminuirebbe l’autorevolezza del coach. Questo accade specularmente con le dichiarazioni dell’articolo di cui sopra.

Cosa ci porta a notare tutto questo? Che il basket italiano è ancora poco professionale su tanti settori, ma che su marketing e comunicazione è ancora all’età della pietra. Su certe cose, come quelle elencate sopra, non ci vuole molto. Non c’è appassionato di basket che non guardi all’NBA, e anche i dirigenti del settore la scrutano con curiosità, qualcuno si è degnato di decodificare i codici comportamentali di atleti, coach e dirigenti quando vengono intervistati? Qualcuno ha notato quanto il campionato americano in questione faccia del basket un prodotto da promuovere con uffici di marketing all’altezza?

Quello che si legge nell’articolo proposto sopra è il sintomo di un malessere abbastanza diffuso.