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Il mondo del lavoro sta cambiando. Dato di fatto che il COVID ha accelerato con lo smart-working.

Interessante questo articolo a riguardo, che ci permette di partire dalle sue conclusioni: ” le aziende che vorranno avere successo dovranno investire. In primo luogo, queste realtà dovranno passeranno dall’essere “a caccia di talenti” (talent taker) a “sviluppatori di talenti” (talent maker). Ciò richiede investimenti di scala nella formazione e nella creatività, concentrandosi sui percorsi di carriera delle risorse e coltivando una mentalità di crescita all’interno dell’organizzazione. In secondo luogo, le aziende leader dovranno spingere i dipendenti a lavorare sulle capacità personali e a costruire una carriera che corrisponda alla loro idea soggettiva di vita. “.

Le società sportive dovranno quindi investire in formazione interna. Far crescere i dipendenti con lo sviluppo delle loro capacità personali, diminuire lo stress che è causa di licenziamenti (sempre più spesso). Gli orari di lavoro dovranno essere smart e flessibili, le attività non oberanti e remunerate in modo corretto, i General Manager non dovranno avere controllo su tutto e tutti, ma dare maggiore autonomia. Questo cozza con quanto avviene oggi nel mondo dello sport.

Possiamo parlare di una vera rivoluzione nel mondo lavorativo dell’intrattenimento, infatti molto si basa su dirigenti non debitamente formati e remunerati, va detto anche che molto viene fatto con volontariato gratuito sminuendo la professionalità necessaria per quel tipo di attività e la dignità del lavoratore. Ma non riguarda solo il mondo dello sport ma anche quello dello spettacolo, se anche per l’Eurovision contest si chiedono volontari e non personale debitamente remunerato.

L’articolo ci fa capire che tutto questo non potrà accadere nel prossimo futuro, che questo tipo di modalità ha le ore contate laddove l’ambizione è di avere società o federazioni in grado di competere a livello internazionale quanto a efficienza e qualità dei servizi offerti.

Coloro che si adegueranno per primi al trend, prenderanno le menti migliori e avranno un vantaggio competitivo importante. Buoni dirigenti, fedeli nel corso degli anni, portano con sè conoscenze, contatti che rendono più virtuosa la realtà sportiva, capace di attrarre sponsor e di mantenerli nel tempo.