Difficile pensare ad una gestione peggiore della comunicazione di quella che si è vista nei giorni passati nell’affare Stade Francais/Racing Metro.
La fine è quella nota, la fusione tra i due club acerrimi “nemici” non ci sarà.
Però vale la pena riflettere sulle modalità in cui tale avvenimento è accaduto.
Osservare, per non sbagliare altrettanto.
Nessuno in prima analisi aveva il sentore di una possibile fusione tra le due società, se non i vertici.
Errore numero 1.
Non aver coinvolto le maestranze ( giocatori e dirigenti).
Questo ha portato alla rivolta i giocatori che vedevano minato il loro futuro lavorativo. Sarebbero infatti rimasti solo il 50% circa dei giocatori delle due società. Il resto a casa.
La seconda cosa è l’assenza di coinvolgimento del pubblico.
Senza motivazioni e segnalazioni di particolare tipologia, il tifo non è stato portato a comprendere le motivazioni di una decisione di questo tipo. Si è trovata davanti ad una decisione già presa, vedendola come ostile alla propria fede sportiva.
Questo è già accaduto in altri casi, tipo il logo minimal della Juventus, andando contro il sentire comune.
Spesso, e sempre di più, il tifoso non è visto come parte integrante del sistema ma come mero consumatore di uno spettacolo.
Come tale, deve subire le decisioni del management, ciò porterà a un minor coinvolgimento emotivo e personale dell’appassionato e alla possibile assenza di fidelizzazione, specie verso gli sponsor.
un serio problema.

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