Prendo spunto da un articolo apparso a settembre su un giornale locale per sottolineare come un problema sentito da una parte degli appassionati della pallacanestro , non sia stato mai sfruttato dalle società di basket italiano per incrementare la propria fanbase.
Sono i playground, il territorio di caccia al tifoso mai sfruttato. Molti di questi luoghi aperti e usati dagli appassionati di questo sport, sono abbandonati e in cattivo stato. Nell’articolo si parla di luoghi a Torino, ma la realtà è simile in varie parti d’Italia.
L’idea alquanto semplice ed efficace è impegnare le società di basket a rimettere in sesto i playground malmessi. C’è chi ne ha aperti di nuovi, ma è capitato che sia stato fatto con il solo spirito di fare qualcosa di figo con un artista, non è stato pensato per il cliente “appassionato di basket”, ma per il semplice appagamento di presidenti e proprietari. Il solito giocattolino per sentirsi importanti. non c’è una strategia per aumentare la base di fans, tifosi, iscritti ai corsi.
Compito della dirigenza è, in questi casi, veicolare i benefici di un impegno indirizzato nel modo giusto e creare una strategia marketing adeguata. Per altro, va fatto notare che il costo di una risistemata ad un impianto esistente (magari con colori e altro che identifichino la squadra) è nettamente inferiore rispetto ad un playground nuovo di pacca. Creare contatti di tipo virtuoso con gli enti pubblici è sempre qualcosa di positivo, le istituzioni sanno sempre come venire incontro a chi si impegna sul territorio, questo tipo di interventi aiuta anche in questo senso.
Spero presto di vedere idee di questo tipo attive sul tutto il territorio nazionale.
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