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Quante volte leggiamo sui giornali sportivi e locali di novità relative al rifacimento di vecchi impianti sportivi o alla realizzazione di nuovi campi da gioco. Rigorosamente di proprietà della società sportiva che ne gestirà le varie attività.

Annunci lodevoli, per questo più frequenti dei fatti reali. Gli esempi ci sono in tutte le discipline dal basket a salire fino al calcio professionistico. Quanti palazzetti sarebbero ammodernati a parole! Quanti stadi all’avanguardia con la Premier!

Qualcuno obietterà la presenza del Covid19 come causa dell’immobilità delle proprietà sportive. Questo però non è un motivo sufficiente e l’esempio ci viene dalla proprietà della Fiorentina. Lo stile di questa società è senza dubbio molto seria e sta portando a cose interessanti sotto tutti i punti di vista.

L’annuncio del nuovo stadio è avvenuto una volta avute le documentazioni necessarie, non prima. Il progetto in parte è già realizzato e le nuove normative in materia di abbattimento del vecchio stadio aggiungono una variabile operativa, ma non distolgono la proprietà sportiva dalla parola data. Si va avanti, lo si comunica a cose fatte senza trombe a precedere gli eventi. Con sobrietà e serietà. Le risorse sono già stanziate e non da ricercare. La proprietà si fa garante del progetto con fondi propri, eventuali altri partecipanti servono solo a migliorare il progetto o a alleggerire la proprietà da una parte dei costi stanziati. Altre modalità non sono da considerarsi serie e di alto profilo.

Spesso, in Italia invece, si procede al contrario. Si pensa di mettere pressione sulle istituzioni locali con annunci roboanti che scaldino la piazza ed i tifosi; si cercano i denari dopo aver pensato ad un progetto senza ipotizzare un coinvolgimento anticipato dei potenziali finanziatori. Il prestigio, però raccolto, è effimero e nel giro di poco tempo la proprietà sulla tematica raccoglie sorrisi ironici, battute sui giornali che parlano di progetto incompiuto o ambizioni eccessive. Quella che vuole essere una presenza brillante diventa un boomerang in tutti i sensi.