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Nell’ultima settimana è rimbalzata su tutti i social l’immagine di un Cristiano Ronaldo infastidito della presenza della Coca Cola alla conferenza stampa di Euro 2020 prima di Portogallo – Ungheria. Se ti sei perso il video eccolo qui sotto.

Fino a qui nulla di strano. Subito si è sottolineato sulle varie testate sportive l’impegno di CR7 per una alimentazione sana e priva di bevande o alimenti considerati “junk food”. La narrazione, però, casca subito ad un primo approfondimento dei fatti. Come si può vedere dall’immagine allegata Ronaldo è legato a KFC e quindi a Pepsi. Si sa bene che il pollo fritto non sia proprio un bagno di salute, sebbene sia buonissimo. Non credo che si possa dire che la Pepsi fa bene e la concorrente di Atlanta faccia male. Quello che abbiamo visto, in realtà, è un atleta attento ad affiancarsi ai marchi che lo sostengono direttamente.

Ronaldo e le promo per KFC

Il problema è che una mossa tanto irruenta ha messo il marchio Coca-Cola dalla parte più empatica e Ronaldo nelle vesti del “cattivo”. Non solo, il gesto così inconsueto ha sottolineato la presenza di una bottiglietta che altrimenti sarebbe passata inosservata. A livello inconscio l’avremmo notata e registrata, ma non a livello conoscio. Con il suo gesto Ronaldo ha svegliato la parte razionale del nostro cervello obbligandoci a notarne la presenza.

Detto in maniera semplice, si è dato la zappa sui piedi.

Questo ci fa riflettere su quanto sia difficile, a tutti i livelli, darsi e poi mantenere una coerenza d’immagine. A volte, se si vuole essere promotori di un messaggio sociale, come può essere il mangiare sano, si deve avere il coraggio di rinunciare a delle entrate economiche da sponsorizzazione se non in linea con i nostri valori; in alcune situazioni non agire d’impulso e riflettere.