La notizia è recente, la Liberty Media ha deciso che dal prossimo anno non sono più ammesse le Pit Girl o, come si diceva in italiano le “ombrelline”.
La cosa va analizzata certamente da un punto di vista americano e in questo anche suscita un certo stupore.
Le ragazze nel paddock avevano specie negl ultimi tempi, dato colore e con i costumi locali, dato un qualcosa di tipicità alla griglia di partenza. Non erano una espressione volgare e sessista del mondo dei motori, che altrove ha questi eccessi, si veda in tal senso il Moto GP.
Anzichè arginare il fenomeno e regolamentarlo ulteriormente, si è preferito cancellarlo del tutto.
Non è nulla di grave, nulla particolarmente dannoso, ma è un po’ come vedere le partite degli sport americani senza le cheerleaders a bordo campo.
Ed è proprio al mondo del cheerleading che poteva essere preso e messo in campo per rendere questo elemento del paddock ancora più attivo e meno un peso contro i ben pensanti.
Un gruppo di ragazze che prima dello schieramento potesse fare balli tipici del posto, potesse allietare il pubblico con performance di altro tipo sempre legate alla caratteristica del luogo.
Ma ultimamente si sta creando una battaglia contro il sessismo che a volte rischia di essere eccessiva, e così per evitare perdite di consensi organizzatori, troppo ligi, scelgono di impegnarsi cancellando parte delle caratteristiche marginali del proprio spettacolo.
Ma a volte il dettaglio fa la differenza.

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