In palestra, c’è chi suda per perdere peso e chi invece per prendere peso.
Le realtà sportive non necessariamente puntano o devono puntare ad aumentare il proprio fatturato o a salire di categoria ad ogni costo.
Come bodybuilder anni’80, per troppi anni abbiamo visto una rincorsa ai fatturati.
Un po’ per ego imprenditoriale, un po’ per pressione delle banche, e un po’ anche per oggettive opportunità di business, un po’ per megalomania della proprietà o dei dirigenti sportivi.
Il focus sulla crescita in molti casi ha penalizzato il benessere aziendale, sia in termini di bilancio (leggi margine di profitto), sia di clima organizzativo e organizzazione delle risorse umane.
Può capitare di sentir dire da un manager di una SSD diventata grande, frasi del tipo: «Siamo cresciuti troppo in fretta, come una metropoli senza piano regolatore».
Ecco società che salgono di categoria velocemente (o comprano i diritti sportivi), organizzano eventi di portata nazionale e poi spariscono, sciogliendosi come neve al sole, nel giro di una stagione o due.
Obiettivo ultimo delle aziende è l’UTILE, non il fatturato. Anche nello sport management!
Per questo lo sport marketing deve fare proprio questo obiettivo, e ha il potenziale per ottenerlo anche senza agire sul fatturato, ma ottimizzando i costi. Ebbene sì, ottimizzando, ad esempio le partnership e le sponsorizzazioni. Agendo in questo senso anche sulle forniture di qualsiasi genere e tipo.
Maggiore razionalità, ordine, chiarezza.
Il marketing , quello fatto bene, può aiutare a perdere peso, recuperando forza e tonicità nell’azione.
Commenti recenti