Nel panorama italiano è un caso molto interessante e di cui hanno parlato ampiamente quotidiani sportivi e altri siti web; come si può ben intuire dal titolo parliamo della squadra di calcio altoatesina del FC Sudtirol.
L’interessante di questo progetto sta nella programmazione oculatissima della società, il tetto salariale che impone ai giocatori di non essere pagati più di 80k all’anno, la creazione di un centro sportivo che serve a far crescere un vivaio (e relativi possibili talenti), la struttura societaria formata in public company (unica in Italia)
Tutto questo ha portato la squadra ad avere risultati positivi sul campo senza gravare troppo sui costi, ma ha anche portato interesse delle aziende locali, alla possibilità di sponsorizzare una realtà sportiva territoriale d’eccellenza. Sappiamo bene anche che il calcio, riesce ad avere una visibilità maggiore a livello nazionale, di qualsiasi altro sport; a livello locale, su Bolzano, le passioni sono maggiormente concentrate su sport tipici del periodo invernale.
L’unico errore di targeting, ma dovuto anche alla situazione politica locale, è la modifica del naming da AFC Sudtirol- FC Alto Adige, in un unico FC Sudtirol. questa modifica ha scontentato parte della tifoseria che sente la novità come un attacco all’italianità della squadra. Difficile giudicare la problematica se non si vive il contesto. Sappiamo bene come questa provincia sia un ponte tra il mondo austriaco e quello italiano e di come questa materia sia, dopo 100 anni dalla Grande Guerra, una questione non del tutto risolta.
Quello che mi preme sottolineare è la capacità di gestione della società in ogni suo aspetto, sono certo che anche l’attività di comunicazione e marketing, già di ottimo livello, saprà limare le problematiche emerse. Sicuramente un caso da seguire con attenzione.
Commenti recenti