Nella mia esperienza personale, mi è capitato di imbattermi in un errore grossolano di gestione dello sport management.
Come da titolo del post, mi riferisco alla mancata definizione dei ruoli.
Può capitare che il responsabile della dirigenza lasci ai subordinati definire e definirsi i ruoli interni.
Possiamo in qualche modo chiamarla “gestione liquida”.
Purtroppo però la liquidità in questo senso non è positiva, porta al conflitto e a fraintendimenti.
Un ruolo definito, magari anche per iscritto, in cui le varie parti messe insieme possano comprendere il proprio ruolo interno e con chi relazionarsi (mettendo in chiaro anche chi è subordinato a chi), permette un processo di amalgama più veloce e sereno.
Pensiamo ad un team di ciclismo, se tutti volessero fare la volata, nessuno tirerebbe negli ultimi chilometri e alla fine la squadra ne uscirebbe sconfitta, più i ruoli sono definiti più il team è forte.
Una gestione corretta ottiene meno momenti di scontro perchè i compiti sono ben definiti,
un’eventuale mancanza è più facilmente riscontrabile e anche il responsabile è facilmente individuabile.
un’eventuale mancanza è più facilmente riscontrabile e anche il responsabile è facilmente individuabile.
Quando invece, vige una gestione liquida, l’eventuale mancanza o non è chiaramente dimostrabile o viene presa in carico da terzi che propriamente non ne sarebbero titolari, spesso i sottoposti; che vedono così aumentare le responsabilità, e le ore di lavoro, senza però vedere riconosciuto il loro impegno a livello remunerativo e/o di carriera.
Ancora di più in realtà in cui la dirigenza è esclusivamente volontaria e non remunerata l’incentivo a strutturarsi in modo corretto, non viene percepita come primaria.
Un vero problema per l’evoluzione della dirigenza sportiva italiana.
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