Seleziona una pagina

Come già detto in post precedenti, le realtà sportive italiane non sono strutturate a livello dirigenziale.

Questa lacuna trova poi riscontro anche nella attività di tutti i giorni. Il merchandising, per esempio, è poco diffuso, spesso confuso con la vendita delle divise da gioco ai propri tesserati. Si tratta, in realtà, di creare tutta una serie di oggettistica logata e legata alla realtà sportiva, capace di accompagnare il tifoso e l’appassionato in tutto l’arco della giornata e diffondere la marca nei luoghi dove egli va. Per fare questo per bene, è evidente che ci vuole una ricerca di mercato sui gusti della propria clientela ed altri passaggi che una persona focalizzata praticamente solo su questo può fare.

Lo stesso tipo di discorso vale per la gestione dei bar e dei punti di ristoro interni alle strutture sportive.

Quanto sono realmente sfruttati? Come viene scelto il gestore e quale grado di autonomia gli viene dato? Quanto la società sportiva può influire attraverso accordi di sponsorizzazione o di partnership sulle forniture di prodotto? Sono domande non da poco; perchè anche in questo genere di attività, si nasconde una potenziale redditività nascosta e non sfruttata che permette alle realtà sportive di essere maggiormente indipendente dalle sole entrate da sponsorizzazione pura.

Come detto in precedenza, però, servono persone professionalmente preparate che si occupino di questi aspetti.

Riflettendo su queste problematiche e trovando l’opportuna quadratura del cerchio, si potrà pensare di non temere eventuali prossime chiusure da pandemia.