Un marchio automobilistico moderno non può prescindere dalle sponsorizzazioni sportive. C’è chi punta sugli sport invernali, chi sulla vela, chi su altri sport.
Porsche (marchio di Stoccarda nato nel 1931 e con 25,8 miliardi di Euro di fatturato nel 2018), ha la sua strategia ben calibrata basata su due target ben definiti. Ha individuato nell’appassionato di golf di sesso maschile un buyer personas (642.240 i golfisti tedeschi, 60 milioni nel mondo) e nell’appassionata tennista di sesso femminile il suo secondo prototipo di cliente e su questo ha basato le sue attività di sponsorship.
Ecco motivato l’impegno economico per il Porsche European Golf Open di Amburgo (4 milioni di Euro all’anno) , un ‘impegno preso nel 2015 e che, se non rinnovato, scadrà quest’anno. L’impegno non riguarda solo il torneo in se stesso, ma la promozione del golf; con molte attività nelle città con la Porsche Urban Golf Challenge, utile a sdoganare questo sport dalla sua nicchia e a diffonderlo.
Si comprendono anche gli sforzo fatti per il tennis WTA a Shenzen e a Stoccarda. E il calcio? Ad oggi non sembra essere nelle loro priorità a causa di un eccessiva concentrazioni di marchi automobilistici . L’obiettivo è distinguersi.
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