Nei mesi scorsi sono state pubblicate le Procedure per l’iscrizione al Registro per le attività sportive non riconosciute che risultano essere una positiva innovazione nel panorama normativo italiano, segnando una fase di rinnovamento per lo Sport.
Cito la considerazione del collega Raeli su LinkedIN: “(…) Tale misura non solo amplia il concetto di attività sportiva, includendo pratiche non competitive e organizzate al di fuori degli schemi tradizionali, ma apre anche nuove prospettive di sviluppo e inclusività, in linea con le trasformazioni sociali e culturali in atto.
Questa iniziativa, avvenuta con una sorprendente rapidità operativa, rappresenta un passo decisivo verso un modello di Sport che si pone come elemento cardine per il benessere psico-fisico, la coesione sociale e la valorizzazione delle identità territoriali.
La nuova definizione di Sport, che abbraccia tutte le attività fondate sul rispetto delle regole e mirate al miglioramento della condizione fisica e psichica, si dimostra particolarmente inclusiva, andando oltre la matrice prettamente agonistica. (…)”
Insomma anche l’ordinamento italiano ormai afferma in modo chiaro che lo sport deve migliorare la condizione fisica e psichica e non necessariamente deve essere agonistico. Esattamente come più volte ho sottolineato nei post di questo blog quando ho tentato di dare una definizione metafisica dello sport. A guidare il legislatore è stata quindi la filosofia dello sport, così come è stato per me mentre mi documentavo su “cosa fosse sport”.
Risulta altrettanto evidente che data la definizione alquanto restrittiva di cosa sia sport, le discipline digitali come gli esport non sono e non possono essere incluse. Ora non solo lo dice la filosofia dello sport, il CIO, CONI, ma anche la legge italiana.
Spero che a questo punto il mondo esport riesca a comprendere la sua reale dimensione e non cerchi ancora di essere quello che non è.
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