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Ad un mese dalla fine del calciomercato è doveroso poter analizzare razionalmente quanto successo.
Molti nomi importanti sono arrivati in Serie A, varie le squadre che possono dire di aver campioni internazionali riconosciuti o riconoscibili.
Questo è certamente positivo per l’immagine del campionato, ma c’è una analisi più profonda che non è rose e fiori.
Guardando la situazione italiana con distacco, si può notare come le società calcistiche siano disposte a svenarsi per avere nomi di grido in rosa, ma non pensino a creare le infrastrutture necessarie per svilupparsi.
Praticamente nessuno pensa a costruirsi lo stadio di proprietà, il merchandising non viene supportato a dovere se non dalle prime della classe che puntano soprattutto all’estero.
Guardando alla Premier, che ormai è molto più vicina per volumi economici di scambi, siamo nettamente inferiori in infrastrutture.
Questo porta a considerare questi investimenti in giocatori una vera e propria bolla speculativa.
Per prima cosa, non può durare se non hai le basi per il lungo periodo, e abbiamo visto che non ci sono.
In secondo luogo, spesso si tratta di plusvalenze, ovvero di valori economici non misurabili in modo oggettivo, ma soggettivamente messi a bilancio in accordo con la società calcistica con cui avviene lo scambio. Possiamo definirlo un artificio contabile.
Questo ci porta ad una conclusione importante.
I valori economici complessivi del mercato giocatori, probabilmente, non sono quelli effettivi, ma alterati dai suddetti artifici contabili. Questo ci fa dire che in realtà il calciomercato italiano non è in grado di sostenere i volumi economici effettivi che dichiara, altrimenti avvedutamente si dovrebbe sostenere la spesa in infrastrutture e non in giocatori.
Siamo davanti ad una bolla finanziaria simile a quella dei mutui subprime americani, non per dimensioni ma per tipologia di effetti, ovvero la possibilità di poter spazzare via buona parte del sistema a cui fa riferimento, in questo caso il calcio in Italia.
Ma questo apre il discorso sulla formazione dei dirigenti, e per questo discorso invitiamo a rileggere i vari post già pubblicati.

Questo è l’ultimo post del 2019.
Torneremo con l’anno nuovo e con una veste nuova . Abbiamo voglia di far crescere questo blog in maniera professionale.