Parigi esamina al moneto la possibilità di trovare un club satellite. Intervistato per JDD, il direttore sportivo del PSG P.Kluivert lo ha ammesso: “La questione è in agenda”. Obiettivo? Permettere ai giovani Parigini di guadagnare tempo di gioco, senza dovrli perdere come è stato il caso di K.Coman, per esempio, partito per la Juventus nel 2014.
Se Kluivert non ha negato la possib
ilità, allora esistono tre opzioni possibili.
La prima, è quella di far stabilire al PSG un partenariato con un altro club francese o estero, così come l’OL (Olimpique Lione) ha fatto con il bourg-en-Bresse (L2), che permetta a Romain Del Castillo di evolverre in una lega superiore a quella delle riserve lyonesi (CFA).
Seconda opzione: entrare nel capitale di una squadra e sostenerlo finanziariamente come fa il Chelsea. I Blues sostengono una parte della massa salariale del Vitesse Arnhem (Olanda), e vi prestano giocatori. Allo stesso modo resta costante la quota del RC Lens ottenuta nel maggio 2016: 35% del capitale appartiene all’Atletico Madrid e il 65% alla società Solferino conposta da dirigenti … dell’Atletico.
Infine, è possibile aprire una franchigia con quota azionaria maggioritaria: il New York Citiy FC, che gioca in MLS è diretto dai dirigenti del Manchester City. Allo stesso modo, il club dell’Udinese, di Granada e Watford sono in possesso di Giampaolo Pozzo che fa girare i giocatori seconda delle necessità. Fattore innegabile, avere un club satellite è una maniera sottile di aggirare le regole del fair-play finanziario. Solo benefici.
tradotto da “France Football n°3684”
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