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“Senti, c’è bisogno di questo documento”. “Ok, per quando?”. “Subito!”

Quante volte è successo di sentirsi dare indicazioni di questo tipo? Diciamolo, più capita, meno è sano per le persone e gli ambienti di lavoro coinvolti da questi macigni. Dietro a queste richieste si cela poi, non una reale urgenza, ma una semplice disorganizzazione.” Ho pensato adesso a questa cosa…quindi la esigo. Pazienza se il tempo per una realizzazione ottimale non è lo stesso che esigo io dallo staff. Peggio per lo staff.

Si è perso il valore dell’attesa e della programmazione. Lo svolgimento attento e ragionato di un lavoro hanno perso di importanza. Prevale la fretta. Eppure l’esperienza secolare in questo senso ci dovrebbe far desistere da questi atteggiamenti. Sofocle ci ricorda:” Non vanno d’accordo il ragionamento e la fretta ” ed Erodoto diceva ” la fretta genera l’errore in ogni cosa “. I tempi da allora sono cambiati? Sarà, ma l’uomo non lo è per nulla. Lo dimostra l’alto tasso di stress che abbiamo nelle nostre dirigenze sportive, sintomo di una immotivata premura in assenza di reali emergenze.

Sarà per questo che Hesse diceva: “L’eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta, che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere .” , solo gli ambienti ben organizzati rendono piacevole il lavoro. Solo un lavoro fatto bene e nei tempi opportuni dà soddisfazione, lo riconosceva già Plutarco ” La facilità e la velocità nel fare una cosa non danno al lavoro durevole solidità né la precisione della bellezza” .

Meno stress, più programmazione e più comunicazione interna.