Circa un mese fa ho letto questo articolo davvero interessante sui progetti di evoluzione di FITP.
La cosa interessante è relativa agli E-sport e al modo in cui considerarli. Quanto scritto nel documento FITP non lascia il minimo dubbio a riguardo. La modifica allo statuto federale, in caso di approvazione, porterebbe a questo art.2 “La promozione dell’attività sportiva con l’inserimento di attività prodromiche alle discipline della FITP come gli sport in modalità elettronica rappresentano uno straordinario strumento per interagire con il pubblico perché abbattono le distanze fisiche grazie alla possibilità di giocare online,creando momento di aggregazione, e favoriscono l’inclusione. Tutti, infatti, possono giocare senza distinzioni di genere, età e abilità”.
Gli E-sport non come attività sportiva aggiuntiva, ma come attività prodromiche; in parole più semplici come attività non sportiva che avvicina al tennis e al padel. Anche da queste affermazioni capiamo come gli E-sport non siano considerati sport. Ma a sottolinearlo ci sarà anche la modifica dell’art.9, ovvero quello che definisce tutti coloro che dovranno essere tesserati. “Gli atleti, gli allievi delle scuole di tennis, di beach tennis, di padel, di pickleball, di tennis in carrozzina, di padel in carrozzina, di pickleball in carrozzina o dei corsi collettivi, i soci degli affiliati, i praticanti di E-Sport e tutti coloro che praticano a qualsiasi titolo lo sport del tennis, del beach tennis, del padel, del pickleball, del tennis in carrozzina, del padel in carrozzina o del pickleball in carrozzina nei circoli affiliati“.
Anche qui l’identificazione del mondo E-sport parla chiaro, si parla di “praticanti di E-sport” non atleti equiparati alle altre discipline federali, ma una categoria ben distinta.
Sempre di più il mondo dello sport sembra comprendere come gestire e limitare la presenza degli E-sport al proprio interno. Lo abbiamo detto spesso in questo blog, strumento utile ma non sport.
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