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Lo diciamo subito, non esiste una formula magica.

Esiste un metodo e delle azioni che hanno efficacia se declinate nel modo opportuno.

Alcuni colleghi reputano che lo sport debba mettere il tifoso al centro senza considerarlo un cliente. Questo può essere vero fino ad un certo punto. Sempre servizi andiamo a proporre e tra questi anche la promozione degli sponsor, che cercano vie alternative per avere…clienti.

L’errore sta nel mettere la dicitura “tifoso” contrapposta a quella di “cliente”, nello sport sono sinonimi e non antitesi. Il tifoso va certamente stuzzicato con emozioni e esperienze che lo facciano sentire importante e membro di una tribù. In alcuni ambiti si può parlare di essere parte di una elite selezionata.

Il marketing sportivo ha il compito di far sentire importante il tifoso, ma non solo.

Vanno fatti sentire importanti anche gli sponsor. A loro non vanno venduti spazi pubblicitari, ma opportunità di approccio a target definiti e attenti alle aziende che si avvicinano al proprio sport, club, campione. Il ritorno che si può offrire è di vendite, immagine, altre opportunità individuate insieme all’azienda.

Il marketing sportivo ha quindi anche il compito di fare bene la ricerca di sponsor, individuando le aziende giuste e approcciandole nel modo corretto.

Dobbiamo quindi partire dal “far sentire speciale” il soggetto a cui proponiamo le nostre attività di marketing, niente di nuovo sotto il sole; cambia solo che le emozioni e le passioni sono il perno di tutto. Non formule di sport marketing, ma azioni fantasiose e professionali.