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Sul numero 3662 di France football una interessante intervista ad Arsene Wenger che riportiamo nei passi più importanti in ESCLUSIVA per l’Italia.

Martedì scorso A.Wenger era a Cannes per partecipare alla convention di calcio professionistico organizzato dalla Premier League.

In uno dei saloni dei lussuosi hotel dell Corisette, il manager dell’Arsenal è stato festeggiato. Egli ha ricevuto il trofeo di miglior francese all’estero. Una ricompensa simbolica per il ritorno alle sorgenti sulle soleggiate rive del Mediterraneo.
Dal 1987 al 1994, la carriera di Wenger ha preso una traiettoria ascendente a qualche kilometro da qui. E’ a Monaco che l’Alsaziano si è rivelato, ha potuto cominciare a farsi conoscere. In nome di quel passato, l’uomo forte dell’Arsenal ha accettato di parlare del presente e di un argomento che a lui sta ovviamente molto a cuore: la Brexit e la possibile divisione tra UK ed Europa da qui a giugno 2018 al più tardi.
La libertà di spostamento dei giocatori europei sarà allora messa a confronto da molteplici restrizioni legato allo statuto dei lavoratori extracomunitari e al regolamento draconiano adottato l’anno passato dalla F.A. (la federazione calcio inglese).
Per aver diritto di esercitare la propria professione in Premier League, un calciatore straniero deve aver disputato un certo numero di match con la sua nazionale nei 24 mesi precedenti. Se queste misure si applicheranno così all’uscita dalla UE, i giocatori britannici saranno le prime vittime collaterali. Da qui l’inquietudine espressa da Wenger.

Come ha reagito al voto del Regno Unito in favore della Brexit?
M’inquieta. Personalmente non so come si possa tradurre sul piano pratico. Non so come potrà andare a finire. Ma lo shock è aver scoperto una maggioranza in Inghilterra che vuole uscire dall’Europa. E’ ancora più fragoroso per chi vive a Londra, la città cosmopolita per eccellenza. Ci sono due UK che vivono fianco a fianco e si è manifestato questo con il voto. (…)
(continua martedì prossimo)

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