Quando un dirigente federale di un comitato locale afferma che non sono le federazioni a dover formare i responsabili della comunicazione delle società tesserate, commette due grandi errori.
1) non aiuta il suo sport a crescere. Una società che sa fare promozione nelle scuole, con le aziende e sui social è uno spot vivente dello sport di appartenenza. Il rugby fa parlare bene di sé perché il terzo tempo ed i valori etici sono diffusi su tutti i campi,in ogni ambito comunicativo ed in tutte le società che praticano la palla ovale. Aiutare quindi le società nella comunicazione significa aiutare la federazione.
2) rende la sua federazione più fragile e soggetta alle campagne promozionali delle altre federazioni. Perché non importa se sei uno sport molto conosciuto, importa cosa fai per porti davanti ai tuoi potenziali clienti. I giovani di oggi, atleti potenziali, vivono di immagini e social networks non andare dove vanno loro e magari pretendere che loro vengano dove vogliamo noi non è una strategia audace, ma suicida.
Il giovane di oggi va attratto con la simpatia e online.
Se non fosse così allora diventa assai difficile spiegare perché le aziende per il primo anno da sempre hanno speso più in pubblicità sul web di quanto non abbiano fatto sugli altri media…
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