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L’ippica non è certo lo sport più seguito al mondo, o in Italia…
In questo caso però è certamente ricco di spunti per le società sportive europee e in particolar modo per quelle italiane.

La corsa di cavalli è assai amata nei paesi arabi e a Dubai lo sceicco Al Matoum ne è un vero “fanatico”, la sua seconda moglie è stata anche presidente della federazione equestre mondiale, insomma parliamo di una famiglia ai vertici di questo sport.
In soli 20 anni è riuscita a fare di questo evento un richiamo mondiale.
Come ha fatto? Investimenti ingenti, ma ben direzionati.
Per prima cosa una struttura polifunzionale, non un semplice luogo in cui far correre i cavalli, ma un luogo dove trovare, in 6,7 milioni di metri quadrati, un hotel a 5 stelle lusso, 10 ristoranti di alta qualità, parcheggio privato per 10 mila auto, cinema e museo sull’ippica, oltre a giardini e spazi per convegni. Costo 2 miliardi di dollari.
Ha creato l’evento o per meglio dire gli eventi, che iniziano ora e che avranno il loro culmine il 25 marzo con la Dubai Cup.
Ha cercato di rendere protagonista il pubblico creando come al Royal Ascot un concorso per la donna e l’uomo più elegante ed uno per il cappello più curioso.
In questo modo ha generato seguito e tutto il necessario per fare di un evento un grande evento.
Certo i montepremi sono incredibili, una gara consegna al vincitore una somma pari ai montepremi che in Italia si elargisce in un mese a livello nazionale! Ma la qualità è assoluta e si vede.

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