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Ricomincia la stagione delle competizioni invernali, sci di fondo, alpino e anche il biathlon.
Sport insolito, poco visibile, ma che sta crescendo in modo esponenziale grazie ai risultati (e alla bella presenza) di Dorothea Wierer.
La campionessa del mondo in carica, italiana, non le manda a dire di certo, anche dalle interviste lasciate ultimamente.
Faccio riferimento in particolare a quella rilasciata a “La Stampa” il 24/11, in cui fa delle accuse circoscritte e ben specifiche.
Da prima punta il dito sulla Rai e sulla mancata messsa in onda della gare in chiaro, giustamente fa presente che senza una visibilità aperta a tutti è difficile un aumento significativo dell’interesse sul biathlon che non sia ogni 4 anni all’arrivo delle olimpiadi.
Ma l’accusa più pesante la fa relativamente alle sponsorizzazioni e alla gestione del denaro di questi.
Citando l’articolo la Wierer dice “(…) i soldi però non si sa mai che fine facciano. E forse è meglio non saperlo…“.
Davvero un’accusa grave, che i massimi esponenti dello sport italiano dovrebbe indagare e comprendere, perchè questi atleti non vanno neppure in hotel ma si affittano un locale per viverci nelle varie città delle competizioni, per ammortizzare i costi. Parliamo di nazionali vincenti, da premiare. 
Qualcosa in FISI non va al meglio, c’è da riflettere e cambiare.
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