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Come già abbiamo fatto notare, insieme alla collega Flavia Chiarelli, durante le dirette su Instagram (seguimi a @sporthink_europe ce ne sono ogni settimana); la comunicazione specie sui social network ha avuto nel settore sportivo un notevole cambiamento in questo periodo di crisi.

Il Covid19 o se preferite, il Corona Virus, ha messo in risalto l’organizzazione della comunicazione in seno alle realtà sportive. Chi infatti, aveva un piano strategico di comunicazione si è trovato un problema ma anche una opportunità di comunicazione e ha saputo sfruttarla al meglio. Chi, invece, era privo di una strategia che andasse oltre alla semplice diffusione dei risultati sportivi si è trovato spiazzato e con nulla da raccontare.

Instagram in questo è forse il social che meglio fa comprendere le capacità dei singoli sportmaker. I profili organizzati avevano già nel piano comunicativo o il racconto della quotidianità e quindi il palazzetto vuoto non è stato altro che una cronaca di ciò che stava accadendo, così come la desolazione degli aerei con soli 30 passeggeri a bordo; oppure raccontavano i momenti passati della società e come tali i racconti non sono stati intaccati dalla crisi del presente.

Chi invece si è visto sospendere le competizioni, unica fonte dello storytelling, ha cominciato a inserire esclusivamente comunicati stampa in merito alla chiusura degli impianti con silenzio per parecchio tempo. In alcuni casi, il pasticcio è stato condito anche dall’autoreferenzialità sterile di post-elenchi dove elementi della parte tecnica e/o dirigenziale enunciano quanto preferiscono di una determinata categoria merceologica. Ci si trova quindi una persona che parla di cibo, l’alto di telefilm, l’altro di libri, l’altro ancora di sportivi… il tutto senza un filo logico chiaro o esplicativo, nessuna challenge, semplice autoreferenzialità. Una volta notato il trand degli esercizi ovviamente la si imita, ma anche qui con errori macroscopici.

Non sempre sono usate le tute societarie, quasi mai le divise da gioco con perdita netta di visibilità degli sponsor di maglia. Sono infatti solo i professionisti che in questo periodo riescono a dare visibilità alle aziende, a volte in modo assai discreto ma visibile. Ecco come notare la comunicazione online corretta in tempi complessi come questi causati dal Corona Virus, mai come oggi l’attenzione al particolare ed una pianificazione accurata fanno la differenza.