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Molto spesso sentiamo dai proclami di presidenti di società, leghe o federazioni sottolineare come lo sport sia importante da far ripartire anche in questo momento di COVID19. Di come stia patendo tutto l’indotto e si rischino posti di lavoro.

Dichiarazioni che sono più o meno simili nel contenuto. Ci danno tuttavia l’idea di quella che è l’attenzione data allo sport a livello governativo e del concetto stesso di sport che viene percepito dai più.

Il settore sportivo è considerato come il mondo dei Vip, da CR7 in giù, spesso i commenti sui social sono emblematici, i più educati invitano i vari componenti di uno sportmakers ad andare a trovarsi un lavoro. Laddove, però, l’attività viene svolta con professionalità è già di suo un lavoro vero e proprio. Lavorare nel settore dello sport e dei divertimenti non è comunemente percepito come lavoro. Problema n°1.

Lo sport è ritenuto come marginale alla società e al suo funzionamento. Tuttavia è un ottimo strumento per la distrazione delle masse. La vittoria al Tour de France di Bartali, si dice, abbia evitato una possibile guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, per esempio. In questo periodo sappiamo bene quanto sia necessario distrarsi, infatti lentamente , si cerca di aprire le porte a stadi, autodromi e palazzetti. A questo però non è stata data importanza nella diffusione della pratica sportiva da parte della popolazione.

Una popolazione poco attiva aumenta i costi della sanità pubblica (libro bianco dello sport – Coni) e su questo “filo rosso” poco si è fatto per avere una popolazione atletica e fisicamente più resistente. Non è un caso che tra i molti atleti non vi siano stati particolari casi di Covid; certo molti sportivi amatoriali hanno avuto crisi anche importanti ma pochi sono stati i decessi tra gli atleti e gli ex-atleti. Questo è un tema su cui riflettere ed è il problema n°2 dell’Italia di oggi.

La diffusione della bici forse, in parte, aiuterà ad avere persone un po’ più atletiche ma non può ignorarsi questa assenza di una idea di wellness ben diffusa nella popolazione. E’ un lavoro sulla mentalità di un popolo e va fatta da chi ci governa, ma se lo sport è trascurato persino nelle ore di scuola… Un lavoro non semplice ma che, in parte, può aiutare a cambiare anche la percezione stessa dello sport, degli sportivi e del mondo che gravita attorno ad essi.