A fine giugno si è giocato il torneo di Wimbledon e Berrettini, come tutti ben ricorderanno, si è ritirato dopo aver fatto un tampone, non obbligatorio, e aver scoperto di essere positivo al COVID.
Questa sua scelta, non obbligata dalla legge britannica o da un regolamento interno, ma fatta per scelta del tennista, ha fatto parecchio scalpore. Questo risulta essere molto interessante.
Lo è perchè dimostra come le scelte etiche e nell’interesse collettivo, appaiano insolite in un modo estremamente egocentrico ed egoistico come quello degli atleti. Non è un caso che la Cornet provato disappunto per quanto detto da Berrettini, non è un caso che ormai Djokovic sia diventato, dentro e fuori dal campo, l’antieroe perfetto contro cui dovrà battersi Berrettini.
La scelta di Berrettini, non è certo stata facile, ma a livello d’immagine potrebbe valere più della stessa vittoria di Wimbledon! Una vera e propri “Mucca Viola”.”Gli sponsor che vogliono riabilitarsi dopo aver sponsorizzato Novax Djokovic, molti non stanno rinnovando gli accordi attendendo la scadenza; quelli che cercano un campione che condivida valori positivi, possono aver trovato un atleta che veicoli il loro messaggio. Il fatto che sia italiano e che le ATP Finals si giochino a Torino per ancora 4 anni, lo rendono certamente ancora più interessante.
Non è un caso che il mondo negazionista e Novax lo abbia preso di mira online, la cosa però rafforza maggiormente la sua immagine positiva e, parimenti, porta Djokovic a livelli ancora più bassi, essendo diventato idolo di quella parte di società.
Questa immagine così differente dalla massa è certamente un punto di forza di Berrettini e del suo personal branding.
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