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Doveva essere un momento importante per il tennis italiano, che mostrasse a livello internazionale una capacità professionale di gestire un evento ATP di rilievo come le finali ATP Next Gen. Ovvero le finali giovanili.
Il risultato è stato infelice a causa di una presentazione di pessimo gusto a base di modelle disinibite che per decidere il girone di appartenenza dei giocatori dovevano spogliarsi parzialmente con molta malizia.
Considerando il fatto che doveva essere un omaggio alla moda di Milano, ci si viene a chiedere il concetto che si ha di Milano e della sua settimana di moda.
Ci si deve anche domandare l’opportunità di questi aspetti collegandola anche al fatto che era legato ad un evento riservato a giovanissimi atleti. Quali valori vuole comunicare il tennis mondiale a chi lo segue o lo pratica? Cosa deve spingere un giovane a diventare professionista del tennis?
In questo le responsabilità sono tutte in capo all’ATP Next Gen e non agli organizzatori locali, che si sono concentrati sul lato tecnico del programma (logistica, campi, etc.), la parte più di eventi resta sempre in mano dell’associazione internazionale.
Davvero ATP vuole comunicare che il proprio mondo è fatto di trasgressione? 
Di certo, si potrebbe anche ipotizzare un risarcimento danni, dato che l’immagine degli organizzatori è stata certamente lesa e pesantemente.
Specialmente pensando a questo periodo, in cui tra reali o presunti abusi sessuali, l’immagine della donna oggetto è sempre più fuori da qualsiasi comunicazione di buon gusto.
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