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Spesso si parla male del calcio e dello sport professionistico.

Di come non si abbia pietà dell’uomo e della morte e che lo show debba andare avanti.
Davide Astori, capitano della Fiorentina morto tragicamente domenica scorsa, ha scosso tutti.
Questa volta no, l’uomo ha vinto sul business ed il messaggio è di riappacificazione con il tifoso di ogni colore calcistico che apprezza questa sensibilità.

La debolezza delle organizzazioni FIGC e Lega Calcio ha reso migliori le associazioni stesse, un segno di come i vertici del calcio abbiano perso il contatto con la tifoseria e l’uomo comune, di come il business stia minando alla radice il valore etico dello sport calcistico che anche nel nome della federazione ha quella parola “giuoco” che già così scritta sa di antico e forse anche di vecchio e desueto, ma che quando torna ad essere solo un gioco e non un affare milionario, arriva ai cuori degli appassionati.
Il segreto è tutto lì, lavorare sulla passione senza sopirla.
Ripartiamo da qui per un calcio migliore, magari sensibilizzando anche i giovani sui controlli medici.
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