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E sono quattro!

 L’amico Andrea ha avuto la bella idea di andare a fare una visita allo Juventus Stadium con annesso museo; con questa visita sono riuscito sia a vedere lo stadio di cui molti parlano da ormai un anno e sia a completare il giro degli impianti che sono stati presenti a Torino negli anni (prima il vecchio Comunale, poi l’Olimpico, il Delle Alpi e infine questo).
Seppure al momento lo Juventus Stadium sia l’unico ad aver visto non in occasione di una partita la mia curiosità è stata ripagata in maniera consistente.

Sarà stato anche per la giornata di sole, splendida, ma subito l’impianto si è presentato, all’esterno, con un’immagine di eleganza e allo stesso tempo d’imponenza.
A differenza del vecchio Delle Alpi, che aveva la medesima collocazione e del quale conserva alcune opere murarie, ho subito notato in questo stadio un aspetto di calore, di presenza “umana” maggiore, confermato poi dall’interno.
Chiunque sia tifoso, ma anche solo un minimo appassionato non può che rimanere piacevolmente divertito dal poter accedere agli spogliatoi ed al percorso fino al campo da gioco, alla sala stampa e a quella della conferenza del dopo gara, al luogo delle interviste, alla sala vip.
Poi la parte che colpisce di più è poter accedere alle tribune, rendendosi conto di quanto sia vero il fatto che tutti quelli che abbiano assistito ad una partita dicano che si tratti di un impianto ideale per vedere il calcio.
La visuale è ottima da qualunque punto, vicinanza al campo minima e colori, disegni e rappresentazioni di calciatori che rendono gli spalti, anche senza pubblico “vivi”.
Ci si è potuti avvicinare fino a pochi centimetri dall’erba, a bordo campo, però senza poterla calpestare (peccato!).
Oltre alla parte da appassionato, che apprezza la parte sportiva, si nota come anche aspetti progettuali, economici ed architettonici siano stati sviluppati per ottenere dei risultati che vadano oltre a quelli di una partita di calcio (area commerciale, marketing, infrastrutture…).
Dopo il giro dello stadio durato un’ora e trenta, fatto con una guida, insieme a circa una cinquantina di persone, c’è stata la visita libera al museo.
Beh, questa è la parte veramente entusiasmante per un tifoso! C’è tutta una storia fatta d’immagini, suoni, oggetti di ogni tipo (magliette, palloni, scarpe da gioco, coppe, articoli di giornale…) che ricordano tanti anni di successi ed anche di costume sociale.
Alla fine che dire? Grazie Andrea per la bella idea che hai avuto, e ci ripromettiamo di andarci a vedere anche una partita in questo bellissimo impianto!
Massimo Allibrio
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