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26 agosto 2019

I segreti per essere attrattivi per gli sponsor

Visto che le domande principali che mi vengono poste sono sulle sponsorizzazioni, con questo post voglio aiutarti a capirne di più.
Mi preme però ricordare a tutti che la ricerca sponsor non è il marketing sportivo, ma una sua piccola parte, la parte finale di un lungo lavoro precedente.
Infatti, viene spesso fatto un errore alla radice, pensare che la sponsorizzazione sia vincente o meno solo per un fatto di prezzi. In questo modo si passa il messaggio che l'azienda sia donatrice di denaro senza alcun ritorno economico per se stessa. La sponsorizzazione mecenatistica.
Quello che invece si va a fare nel marketing è proporre opportunità.
Per iniziare quindi si deve far vibrare la piazza, il tifo.
Bisogna scoprire/rispolverare/dare exnovo una identità alla squadra.
Questo ci permette di dare il via ad azioni che ci mettano il relazione col territorio, azioni anche di charity (ma da farsi su progetti propri, non scherziamo, non sei così incompetente).
Questo crea empatia e rende la tua realtà sportiva una risorsa positiva per la comunità di appartenenza, qualcosa di attrattivo sia per i tifosi che per le aziende alla ricerca di valori.
Qui  puoi già dire di essere diventato un potenziale brand con una identità.
Ma attenzione!
Non tutti gli sponsor hanno esigenze simili o uguali, si tratta di capire gli interlocutori che hai davanti e agire di conseguenza.
Per prima cosa comprendendo quali siano i supporti dove possa essere convogliata la promozione aziendale (online, offline, a bordo campo, sulle maglie, etc.).
Imposta anche momento di BtoB tra gli sponsor, solo così si offrono opportunità alle aziende sponsor che vedranno la sponsorizzazione in modo differente. Da donazione a investimento per opportunità di business e fatturato.


19 agosto 2019

Investimento nello sportmarketing o nel settore tecnico?

Una dicotomia che spesso si ha all'interno delle realtà sportive è: investimento nel marketing/comunicazione VS investimento nel settore tecnico/sportivo.
Una dicotomia che deriva dalla scarsa disponibilità economica delle realtà sportive italiane e che vede spesso i dirigenti preposti fare scelte difficili.
L'investimento nel settore tecnico/sportivo è il classico investimento a breve/medio termine, entro 5 anni deve dare risultati e anzi spesso i risultati li deve dare subito. Un anno di attesa sarebbe dimostrazione del cattivo investimento.
L'investimento nel settore marketing e comunicazione (sia l'inserimento di una figura fissa, sia la consulenza, sia la campagna marketing sui social) ha certamente un necessario riscontro nel breve, ma vive inevitabilmente sul medio e lungo periodo.
Come spesso dico, il marketing sportivo non è la bacchetta di mago Merlino, richiede un periodo di "stand-by" dove le componenti marketing e la dirigenza fissano obiettivi, programmano e portano avanti un rapporto che va ad equilibrarsi con il tempo. 
Se già a livello umano si tende a non avere buoni rapporti e, come detto in altri post, non si è chiari negli obiettivi difficile che il risultato sia positivo. L'ambiente di lavoro va tutelato.
Il cronoprogramma aiuterà ad avere un risultato positivo e permetterà  a tutti di avere tempi e azioni chiare, ma allo stesso tempo permette di rodare in un primo tempo persone ed eventi per poi nelle stagioni successive perfezionare qualcosa che ex novo ovviamente non potrà essere perfetto.
Un investimento sportivo difficilmente porta ritorni economici facilmente rilevabili, un investimento nel marketing e comunicazioni porta ritorni potenziali in sponsor, biglietti, iscrizioni, etc. permettendo di potenziare successivamente anche il settore tecnico.
Il settore tecnico difficilmente riuscirebbe a potenziare il marketing, a meno che non possiate permettervi giocatori come Ronaldo, nel calcio, LeBron James nel basket e simili...

12 agosto 2019

Repost: La mancanza di professionalità danneggia lo sport italiano

Mentre la politica cerca di capire se e dove fare eventuali olimpiadi invernali, c'è un problema quotidiano da risolvere nel settore sportivo.
Quello della professionalità non solo o soprattutto dei dirigenti, quanto dei possibili consulenti.
Il problema nasce a monte sulla mancanza di chiarezza dei ruoli che spesso vengono confusi.

Quando non si sa la differenza tra "addetto stampa", "responsabile comunicazione" e "responsabile marketing" trovarsi con aspettative deluse da parte del cliente è assai facile. Ma è un problema di mancanza di professionalità da parte di chi fa confusione.
Per questo su Spreaker ho creato due canali: sul primo trovi gli audio che stanno cercando di fare chiarezza sullo sport marketing, su un secondo sto consigliando libri utili alla formazione dei manager sportivi.
Questo porta poi a scegliere strategie e consulenti che non sono al passo con i tempi.
Chi può ancora considerare il comunicato stampa il mezzo ideale per farsi promozione con i giovani?
Chi pensa di andare avanti senza i social networks?!
Dati alla mano sono persone che presto dovranno rendersi conto degli errori che stanno facendo nelle strategie di marketing, ma purtroppo per loro la concorrenza non sta a guardare e non la pensa allo stesso modo ed investe sui social.
Pagare poco è ottenere poco, a volte anche poco di buono

5 agosto 2019

Repost: Sponsorizzazioni e Brand Identity

Capita che nelle realtà sportive si chieda ai consulenti come me di cercare gli sponsor per la stagione successiva.
La richiesta è del tutto innocente e senza alcun tipo di malizia.
Il problema è non ci si rende conto che la sponsorizzazione è, per le aziende, un accostare il proprio marchio e reputazione ad altri, siano realtà sportive o culturali.
Pertanto devono conoscere chi e cosa fanno e i valori di riferimento della realtà al quale accostare il proprio marchio.
E', in sostanza, una unione di valori e di obiettivi sociali.
Ecco perchè molte presentazioni di realtà sportive, anche blasonate, sono sbagliate e non raccolgono frutti!
A poco interessano le vittorie, importanti sono i valori e che cosa tu fai sul territorio.
Bisogna quindi investire nella brand identity, in italiano identità di marca, per poter focalizzare la nostra identità, presentare sotto uno stesso comune denominatore le nostre attività sportive appetibili per lo sponsor ed essere coerenti.
Questo permetterà un maggior risultato nelle ricerca di sponsorizzazioni.
A questo vanno anche aggiunti i costi contatto, ovvero per la sponsorizzazione viene chiesta una cifra, ma quante persone mi permette di raggiungere questo investimento?
Quanti sono i tesserati, quante le persone con cui venite a contatto durante la stagione e come azienda ho modo di rendermi particolarmente visibile in qualche modo, magari anche preferenziale rispetto ad altri sponsor?
Se non partiamo da questi concetti non si va lontano e le campagne di ricerca sponsor saranno sempre una colletta dei poveri o frutto di conoscenze di persone interne alla realtà sportiva, ma presto o tardi i conoscenti si stufano.
Non si può dimenticare anche la coerenza d'immagine, quanto infatti, si è stato in grado di creare una immagine coerente tra online e offline? Nel caso questo non sia stato fatto bene il compito principale di chi fa il mio mestiere è mettere in ordine questo genere di cose per poi, solo in un secondo momento riuscire a trovare sponsors.
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