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17 giugno 2019

Cosa ci insegna il caso della Auxilium Torino


Il caso dell'Auxilium Torino è una case history davvero interessante da analizzare anche solo con gli elementi che vengono dai giornali e quindi con informazioni non complete.

Partiamo dal fatto che durante la stagione 2018/19 i conti non tornano e si fatica a stare dietro al pagamento degli stipendi.
Errore n°1: il sovraindebitamento sul montante degli stipendi. Detto in parole povere: fare il passo più lungo della gamba.
Certo bisogna far contenti i tifosi, certo i giocatori che fanno punti, ma alcune scelte sono state (forse) eccessive e non hanno portato i frutti sperati. Sia sul campo, sia per attrarre sponsor. Si parla ovviamente per quanto si conosce dai giornali e quindi certamente a riguardo si hanno informazioni non complete.

Errore n°2: pensare che le vittorie sul campo facciano arrivare sponsor. Non è infatti, la Coppa Italia o l'arrivo di questo o quel personaggio a fare la differenza, ma una comunicazione ben strutturata, programmata e con più persone ad occuparsene. Solitamente, invece, si hanno panchine lunghe e dirigenza a corto di
personale. Strutturare la dirigenza con più persone ben coordinate e focalizzate o con consulenze a progetto possono portare ai risultati richiesti.

Quando la nave stava affondando si è cercato il capitale altrove, anche laddove prima non si era voluto cercarlo con scarsi risultati, ovvero non riuscendo ad ottenere la cifra necessaria.
Errore n°3: la ricerca fondi come bancomat non funziona. Ci vogliono progetti di più ampio respiro. Come spesso ho scritto e detto, affidarsi a conoscenze ed amicizie, per le sponsorizzazioni, può andare bene per un periodo iniziale ma poi ci vogliono progetti seri e condivisione di valori etici di base. Il problema è che spesso le realtà sportive vanno alla ricerca di fondi senza un progetto che esuli dai risultati sportivi e che dia una identità specifica alla realtà sportiva. Solo quest'anno ci si era dotati di un vivaio giovanile e tutto da costruire. Oggi riesci ad andare avanti ma domani? E nel caso fare un coraggioso passo indietro. Meglio esistere ridimensionati che scomparire.

A questo punto si gioca la carta rimasta, chiamare un personaggio che abbia denaro senza guardare troppo la reputazione.
Errore n°4: e qui scoppia il dramma. Nella posizione in cui sono non mi è dato sapere, ma mi chiedo se l'entrata di un personaggio come Gerasimenko sia stata accettata da tutte le parti interne all'Auxilium come una cosa normale. Come mai non si sia chiesta alla Lega una opinione a riguardo prima di coinvolge una persona così tanto discussa.
Vespasiano diceva che il soldi non puzzano, ma nello sport anche i valori hanno la propria importanza e Lega e FIP nell'allontanare persone di questo tipo fanno solo quello che avrebbe dovuto fare la società sin dal principio. I soldi non bastano a giustificare, i soldi sono il mezzo per comunicare qualcosa attraverso lo sport e se i soldi sono di persone non raccomandabili allora non sono accettabili per investimenti nello sport perchè il messaggio che viene dato sotto le righe è che il fine giustifica i mezzi.
E questo è l'errore n°5: perdita della mission dello sport.

A cavallo poi tra la fine di Aprile e l'inizio di Maggio si è verificato un frenetico susseguirsi di comunicazioni parecchio confuse. Anche questo a livello comunicativo è un errore (il numero 6) a cui segue la scoperta di presunti illeciti amministrativi. (errore numero 7)

Cosa imparare?
Che la gestione di una società sportiva non è una cosa semplice e perdere la strada maestra non è poi così infrequente.
L'unica cosa che si può fare è tenere il focus sulla mission dello sport, della società fare continua formazione e agire con etica.

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