Articoli in Evidenza

27 maggio 2019

Poco focus e troppe attività

Molte delle realtà sportive apparentemente strutturate in Italia, vivono sulla iperattività e sul sovraccarico lavorativo dei pochi dipendenti.
Cosa che risulta alquanto ingiusta nei confronti degli stessi interessati oltre che a livello morale.
Certamente il legislatore avrebbe da fare qualcosa a riguardo in modo specifico o almeno ci si dovrebbe attivare con dei controlli da parte delle autorità preposte.
Il problema sta però a monte, alla ricerca spasmodica e continua di entrate da parte delle realtà sportive.
Le società puntano a diventare sempre più competitive a livello agonistico e per acquistare i giocatori a loro necessari sono costretti a pagarli sempre di più. Se aumentano le spese devono in qualche maniera anche aumentare i ricavi. La cosa è logica e normale.
I ricavi arrivano o dagli sponsor (sempre meno e sempre più poveri), o dalle attività (camp, tornei, attività giovanile, etc.) più faccio camp, tornei, attività più entrano denari.
Il punto è che ogni evento ha dietro una sua organizzazione, che richiede tempo per essere organizzata con professionalità e non come la gita parrocchiale.
Molto spesso le troppe attività vengono organizzate proprio come gite da parrocchia, raffazzonate e all'ultimo minuto, magari su improvvisazione di qualcuno, così come spesso si viene spinti a fare dagli alti dirigenti. Senza chiedersi se si è già chiesto troppo a livello economico alle famiglie a cui facciamo riferimento o se possono essere interessate.
Per questo ci sarebbero i questionari sulla soddisfazione del servizio, ma solitamente all'inizio dell'anno non vengono presi in considerazione e la progettazione degli eventi è spesso una chimera.
La soluzione sarebbe una programmazione professionale alla fine della stagione per la stagione successiva puntando su pochi eventi ad alto contenuto valoriale, nel quale inserire quote molto più alte per le iscrizioni.
Meno lavoro, meno stress, più soddisfazione per tutti, partecipanti e organizzatori.

20 maggio 2019

Sponsorizzazioni e Brand Identity

Capita che nelle realtà sportive si chieda ai consulenti come me di cercare gli sponsor per la stagione successiva.
La richiesta è del tutto innocente e senza alcun tipo di malizia.
Il problema è non ci si rende conto che la sponsorizzazione è, per le aziende, un accostare il proprio marchio e reputazione ad altri, siano realtà sportive o culturali.
Pertanto devono conoscere chi e cosa fanno e i valori di riferimento della realtà al quale accostare il proprio marchio.
E', in sostanza, una unione di valori e di obiettivi sociali.
Ecco perchè molte presentazioni di realtà sportive, anche blasonate, sono sbagliate e non raccolgono frutti!
A poco interessano le vittorie, importanti sono i valori e che cosa tu fai sul territorio.
Bisogna quindi investire nella brand identity, in italiano identità di marca, per poter focalizzare la nostra identità, presentare sotto uno stesso comune denominatore le nostre attività sportive appetibili per lo sponsor ed essere coerenti.
Questo permetterà un maggior risultato nelle ricerca di sponsorizzazioni.
A questo vanno anche aggiunti i costi contatto, ovvero per la sponsorizzazione viene chiesta una cifra, ma quante persone mi permette di raggiungere questo investimento?
Quanti sono i tesserati, quante le persone con cui venite a contatto durante la stagione e come azienda ho modo di rendermi particolarmente visibile in qualche modo, magari anche preferenziale rispetto ad altri sponsor?
Se non partiamo da questi concetti non si va lontano e le campagne di ricerca sponsor saranno sempre una colletta dei poveri o frutto di conoscenze di persone interne alla realtà sportiva, ma presto o tardi i conoscenti si stufano.

13 maggio 2019

Sport management: Come stabilire le priorità ?

Può capitare, a me è successo, che alla domanda "ma tra queste attività a cosa dobbiamo dare priorità?" la risposta che ti venga data sia "tutto è prioritario".
Più è lunga la lista di cose da fare, più una risposta simile risulta una follia.
Come quindi, riporre ordine e stabilire priorità ?
Il metodo è semplice, ma assai efficace.
Dapprima elenca le 16 attività più importanti e disponile su un tabellone come quelli di Champions League.
Ora chiediti "tra x e y cosa è più importante?" e continua a farlo fino a definire un vincitore. Arriverai a dare così, una scaletta in modo divertente ed automatico.
Se poi non sei ancora convinto prova a riprendere l'elenco delle 16 attività e chiediti: "cosa posso fare domani?" e le rinvii a domani.
Chiediti quindi "cosa devo fare assolutamente oggi?".
Le mansioni che segnalerai come urgenti, falle subito!
Il resto, se avrai tempo, considerando che non potrai fare tutto oggi e che hai alcune attività da fare domani già messe a calendario, visto che le hai scartate nell'elenco.
Confronta i due elenchi e quelle urgenti dovrebbero combaciare.
Fai sempre del tuo meglio; poi, a livello umano, mettiti in pace con te stesso e agisci anche con un pizzico di sano menefreghismo con chi è disordinato e non sa pianificare.
Elementi di questo tipo esistono e vanno sopportati.

6 maggio 2019

Scadenzario e diagramma di Gantt come usarli nello sport

Uno degli aspetti meno sviluppati all'interno delle realtà sportive è il planning delle attività, detto in altre parole la pianificazione degli eventi ed attività durante l'anno.
A livello sportivo questo è generalmente già prassi, gli allenamenti vengono pianificati e si cerca anche di far arrivare la forma nel momento opportuno.
Ma a livello dirigenziale c'è la totale assenza di strumenti e dove sono presenti vengono usati in modo scorretto, spesso per una conoscenza superficiale o per uno stravolgimento del ruolo degli strumenti stessi.
Uno strumento usato in questo modo  infatti, il diagramma di Gantt.
Nel project management è un vero cult!
Alcuni manager sportivi però, ne fanno un uso inappropriato stravolgendone lo scopo.
Partiamo però dal capire a cosa serve questo diagramma: "è uno strumento a supporto dei progetti" ci dice wikipedia, ci serve a dare ad ogni evento un arco temporale definito in cui essere gestito  e ci permette di comprendere quando più attività avvengono insieme.
Da queste poche parole possiamo capire che per gestire l'arco temporale delle varie mansioni di progetto è necessario avere un'idea chiara di quale siano le attività da svolgere già al principio del progetto.
Aggiungere la maggioranza delle attività durante l'anno, stravolge il significato della GANTT.
Infatti, l'uso del diagramma è utile per capire non solo l'arco temporale degli accadimenti, ma anche valutare il peso lavorativo sui vari soggetti presenti nel progetto. Inserire troppi eventi in fase avanzata della stagione sportiva, non permette di evitare sovraccarichi di lavoro che portano ad allungamenti degli archi temporali di esecuzione.
In pratica le previsioni messe nero su bianco nella GANTT saltano, rendendo inutile l'uso di questo strumento che, se usato in modo responsabile diviene utilissimo.
A tutti coloro che desiderano farne uso quindi possiamo dare un breve sunto:
- raccogliere prima tutte le info necessarie (eventi, attività, chi fa cosa)
- elencarle e definire gli archi temporali con coloro differenti a seconda di chi le fa
- fare riunioni almeno una volta al mese per definire nel dettaglio 
- non aggiungere durante l'anno altre cose se non strettamente necessarie e considerando i carichi di lavoro dei singoli
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