Articoli in Evidenza

28 marzo 2018

Che pasticcio il like di Papu Gomez a Dybala

Leggendo la cosa con distacco viene quasi da sorridere, ma ha dei risvolti interessanti da analizzare.
Per chi non avesse seguito la vicenda la può trovare descritta qui, per farla breve un post di Dybala in cui celebrava la vittoria sull'Atalanta ha visto comparire tra i like quello del giocatore atalantino facendo scoppiare la rivolta dei tifosi bergamaschi.
Cosa ci fa capire?
Che ormai gli sportivi sono delle vere e proprie icone sportive, in tutto e per tutto seguite dai propri tifosi.
Questo comporta prudenza e riflessione per ogni azione che viene fatta.
In passato toccò al pilota Jason Button pentirsi di aver postato le sue foto in vacanza, motivo?
I ladri sapendolo lontano gli svaligiarono la casa.
Se vale per i comuni mortali la regola che ci vede spiati sui social e anche schedati da società come Cambridge Analitica, la cosa vale doppio per un VIP.
Questo spesso non viene messo in conto e se ne pagano le conseguenze.

27 marzo 2018

Formula 1 a Melbourne va in scena la rivoluzione

In Formula 1 c'è aria di novità, tante e di tanti tipi.
Non solo il fatto che sia in chiaro su canale 8, ma anche relativi al marketing.
La prima cosa è la grafica totalmente nuova, non sempre chiara ma è certamente in evoluzione.
Si vuole far capire che è cambiato qualcosa e la grafica è la cosa più visibile.
In secondo luogo cambia l'approccio verso gli sponsors con cartelloni più grandi in alcune parti del tracciato e presenza davvero interessante di banner digitali visibili solo in televisione, fatti così bene da essere quasi impercettibili!
L'altra grande rivoluzione avviene per gli sponsors dei team in gara, non è più infatti la macchina il vero punto su cui concentrare la presenza di loghi, ma la tuta dei piloti.
Per puro esempio si guardi al caso Lenovo e Ferrari, la tuta ha un marchio molto ben visibile, ma sulla carrozzeria poco appare a riguardo.
Questo per via della crisi di cui abbiamo parlato qualche settimana fa.

Altre grande novità, l'accessibilità ai box e l'esperienza emozionale costruita per i tifosi più esigenti.
Quando mai è capitato in passato ad un bambino di avere l'autografo di Vettel appena uscito dalla macchina e pochi secondi prima della premiazione?
Quando mai si sono creati trenini che fanno il giro del circuito durante le giornate di gare o party serali per i tifosi?
Insomma l'aria è davvero cambiata ed è davvero interessante.

21 marzo 2018

Rugby Italia: tra evoluzioni future e solido presente

Il rugby italiano è uno strano fenomeno, non vince, a volte delude per le prestazioni non in linea con le aspettative, ma è un movimento in evoluzione positiva.
La sensazione è che sia arrivato il momento di diventare grandi, sia dal punto di vista del gioco, dove molto si sta facendo; sia dal punto di vista del management, dove passi avanti vengono fatti ma non in maniera decisa come nel settore tecnico.
Solita mentalità italiana, dove la parte tecnica è preferita al settore manageriale e non si comprende che non sono ambiti in conflitto e concorrenza ma che devono crescere il più possibile in modo armonico.
Ormai il prodotto "Nazionale maschile" è  consolidato sia verso i tifosi che verso le aziende, come possibile e probabile sviluppo si potrebbe creare uno staff che seguisse le Nazionali minori, in particolare la femminile e l'U20 in modo continuato per permettere uno sviluppo uniforme e dare visibilità maggiore a tutti.
C'è però il problema del budget, già si fanno ottime cose così, riuscire anche nel resto sarebbe fare le "nozze con i fichi secchi" e non è cosa facile.
Conoscendo personalmente i professionisti del settore posso solo augurare loro di riuscirci, e con la pazienza ne vedremo delle belle. Diamo tempo a chi sta lavorando per rendere il rugby italiano una certezza sotto ogni punto di vista.

20 marzo 2018

Formula E a Roma, la grande occasione

Roma dopo i tanti no ai grandi eventi, si appresta ad ospitare quello che è un evento sportivo di rilievo e che probabilmente diventerà la Formula1 del futuro.
Parliamo ovviamente della Formula E, gara per monoposto elettriche.
Ormai manca un mese all'evento e certo farlo fare all'Eur è stata una mossa intelligente per il traffico caotico romano, ma forse non ottimale per la promozione.
Vedere le auto sfrecciare in via dei Fori Imperiali e davanti al Colosseo non sarebbe stato affatto male, un rilancio in pieno stile che però avrebbe congestionato Roma più di quanto non lo sia già.
I romani sono stremati e saggiamente, almeno questa volta, si è cercato un equilibrio.
Certamente per la zona dell'Eur un'occasione per farsi scoprire da chi, tra i tanti turisti, non si avventura fino a lì, e forse anche questo non è affatto negativo e serve anche a togliere dagli stereotipi soliti la fruizione del prodotto "Roma".
Certamente la Formula E sarà un prodotto sempre più avvincete e sarebbe bello vedere un marchio italiano competerci, magari il sepolto marchio Lancia, da rilanciare per la produzione di sole macchine elettriche, facendolo così diventare la Tesla italiana...

14 marzo 2018

La mancanza di professionalità danneggia lo sport italiano

Mentre la politica cerca di capire se e dove fare eventuali olimpiadi invernali, c'è un problema quotidiano da risolvere nel settore sportivo.
Quello della professionalità non solo o soprattutto dei dirigenti, quanto dei possibili consulenti.
Il problema nasce a monte sulla mancanza di chiarezza dei ruoli che spesso vengono confusi.
Quando non si sa la differenza tra "addetto stampa", "responsabile comunicazione" e "responsabile marketing" trovarsi con aspettative deluse da parte del cliente è assai facile. Ma è un problema di mancanza di professionalità da parte di chi fa confusione.
Per questo sul mio canale Spreaker trovi gli audio che a riguardo stanno cercando di fare chiarezza,
ho appena parlato dell'addetto stampa e dei suoi compiti e giovedì sarà online quello sul responsabile comunicazione.
Questo porta poi a scegliere strategie e consulenti che non sono al passo con i tempi.
Chi può ancora considerare il comunicato stampa il mezzo ideale per farsi promozione con i giovani?
Chi pensa di andare avanti senza i social networks?!
Dati alla mano sono persone che presto dovranno rendersi conto degli errori che stanno facendo nelle strategie di marketing, ma purtroppo per loro la concorrenza non sta a guardare e non la pensa allo stesso modo ed investe sui social.
Pagare poco è ottenere poco, a volte anche poco di buono.

13 marzo 2018

PSG: la gestione economica ed il marketing

Notizia di questi giorni è della problematica data nello spogliatoio da Neymar,
per farla breve nessuno lo sopporta più, allenatore compreso.
Questo lo mette sul mercato probabilmente nella prossima estate.
Possiamo definire l'acquisto di questo giocatore un fallimento?
Dal punto di vista prettamente calcistico sì, dal punto di vista economico (purtroppo) no.
A livello marketing è stato un vero successo, sia per il merchandising venduto sia come investimento per la coppa del mondo in Qatar che si giocherà tra qualche anno e dove Ronaldo e Messi saranno ormai vecchi e Neymar nella sua più completa maturazione.
Insomma, al PSG Al Khelafi ha fatto bene i conti.
Questo significa però che se le probabilità di vederlo sul mercato sono di natura comportamentale e tecnica, dal punto di vista commerciale significa anche che conviene tenerlo.
Non è un caso che già il Real sia interessato ad averlo...
Resta ancora il dubbio della eticità di certe cifre e se si debba mettere un limite a tutto questo.

7 marzo 2018

Agli Oscar, Kobe Bryant fa riscoprire la poesia del basket

Notizia di domenica il campione dei Lakers Kobe Bryant ha vinto l'Oscar per il film d'animazione "Dear Basket".
Un cartone animato che parla del sogno di un bambino, simile a quello di molti bambini, di diventare un campione di un determinato sport che tanto lo appassiona.
Nel caso poi di Kobe, quello sport è lo stesso che praticava il padre, giocatore di pallacanestro a Rieti.
Questo ci fa capire come sia importante l'emozione associata allo sport.
Lo sport ha del potenziale che se riuscisse a convogliare con fantasia potrebbe fargli fare davvero cose importanti.
All'estero questo già avviene, il marketing e la comunicazione sportiva hanno preso ormai piede; in Italia ancora si ragiona alla vecchia maniera e spesso si cade in errori che fanno arretrare lo sport anzichè mandarlo avanti.
Creare cartoni animati sullo sport non è una novità di oggi, ma mai come oggi potrebbero portare i giovani a spegnere i videogiochi e a prendere un pallone per fare qualcosa in prima persona.

6 marzo 2018

Astori e il bel messaggio del calcio

Spesso si parla male del calcio e dello sport professionistico.
Di come non si abbia pietà dell'uomo e della morte e che lo show debba andare avanti.
Davide Astori, capitano della Fiorentina morto tragicamente domenica scorsa, ha scosso tutti.
Questa volta no, l'uomo ha vinto sul business ed il messaggio è di riappacificazione con il tifoso di ogni colore calcistico che apprezza questa sensibilità.
La debolezza delle organizzazioni FIGC e Lega Calcio ha reso migliori le associazioni stesse, un segno di come i vertici del calcio abbiano perso il contatto con la tifoseria e l'uomo comune, di come il business stia minando alla radice il valore etico dello sport calcistico che anche nel nome della federazione ha quella parola "giuoco" che già così scritta sa di antico e forse anche di vecchio e desueto, ma che quando torna ad essere solo un gioco e non un affare milionario, arriva ai cuori degli appassionati.
Il segreto è tutto lì, lavorare sulla passione senza sopirla.
Ripartiamo da qui per un calcio migliore, magari sensibilizzando anche i giovani sui controlli medici.
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