Articoli in Evidenza

18 aprile 2018

Undici: Juventus evolve il marketing

Finalmente anche in Italia, e non poteva che essere la società calcistica che al momento nel marketing sembra essere una spanna avanti agli altri. La Juventus.
Parliamo dell'apertura di locali a tema, ovviamente Juventus, in giro per il mondo.
Ormai brand a tutto tondo, decide di aprire locali specialmente nell'Oriente inesplorato da molti, ma che ha tanta fame di calcio e di made in Italy.
Fa riflettere il fatto che non sia stato aperto a Torino o in generale in Italia.
Fa capire che il rischio di raid violenti probabilmente era troppo elevato. Meglio evitare.
Speriamo cambino idea.
Fa riflettere anche come non sia stata la Serie A a seguire le orme della Liga con locali in giro per il mondo, che avrebbero aiutato a far conoscere il calcio italiano e aumentare le vendite di merchandising di tutte le società, e magari avrebbero anche permesso migliori risultati per la vendita dei diritti televisivi.
La Juventus fa da sè, e fa riesce così a fare meglio di altri grandi corazzate come Bayern o società della Premier, questo per continuare la rincorsa alle grandi di Spagna, capaci di introiti spaventosi, ma che vedono sempre più accorciare il gap da parte della società torinese.
Speriamo siano altre italiane a seguire l'esempio e a cercare lo sviluppo altrove, magari la Roma negli Usa...

17 aprile 2018

Formula E: eventi sportivi come leva per migliorare le città

Roma ha passato a pieni voti il fine settimana dedicato alla Formula E.
Sarà interessante vedere i dati effettivi ma le ricadute economiche sono importanti, a seconda delle ricerche si parla di vantaggi pari a 2€/6€ per ogni Euro investito.
Come si voglia vederla il risultato è comunque di vantaggi economici importanti.
A questo enorme successo che ha permesso anche di vedere in televisione una parte di Roma meno pubblicizzata, ma non per questo meno interessante, con prospettive davvero belle dateci dalle telecamere che ben hanno saputo trasmettere l'austerità ed imponenza dei palazzi fascisti, va anche segnalato il beneficio tratto dalla zona Eur con il rifacimento del manto stradale.
Certo in alcune parti verrà rimosso per lasciare i sanpietrini originali, ma pensare ad una Roma piena di buche ed una zona che le vede rattoppate per bene grazie alla presenza di questi eventi fa pensare che ce ne vorrebbero altri di eventi.
Come quando apparve sulle strade del Giro, il cartellone "passate anche l'anno prossimo", in una zona dove il manto stradale era a pezzi e venne aggiustato per il passaggio dei ciclisti...
La gente ha capito ed apprezzato l'evento, che per i prossimi cinque anni tornerà nella capitale, sarà ora per i politici il momento di comprendere l'importanza di questi eventi per poter abbellire le città e farne diventare centro del turismo sportivo.

4 aprile 2018

Roma: gli eventi sportivi e l'impatto economico

Forse qualcosa è cambiato nel movimento 5 stelle,
di certo il no alle olimpiadi a Roma è stato l'ultimo atto di una strategia perdente.
Sono usciti i dati dell'impatto economico della Formula E a Roma, in pratica per ogni euro speso ne sono stati guadagnati 6.
Per essere precisi 10 milioni di investimento per 60 milioni di ricavi.
A dimostrare come lo sport ed il turismo siano e possono essere asset straordinari per il nostro Paese.
Roma però non si ferma qui, ospiterà anche i campionati del mondo di Taekwondo a giugno, il nuoto con il Sette colli e il Giro, oltre ad altre gare più piccole.
Insomma lo sport a Roma torna ad essere di casa e non poteva essere altrimenti.
Certo resta il rammarico per una occasione persa e che sarà difficile recuperare, se non impossibile, ma va anche visto il lato positivo, ora si ragiona su sport e turismo come leve di marketing territoriale. E non è poco.

3 aprile 2018

Juventus scrigno da 662 milioni di Euro

La juventus è davvero una delle realtà più ricche della Champions, per essere precisi possiamo dire che la quinta per valore della rosa.
Prima c'è il Barcellona con 914 milioni,
poi il Real con 891 (e qualche domanda sulla tassazione spagnola bisognerebbe farselo),
a seguire Man.City con 842
poi il Bayern con 677
poco più in alto della Juventus,
a seguire il Liverpool con 479
praticamente alla pari con la Roma a 475
e a chiudere la top 8 il Siviglia con 310 milioni.
Certo è che normative comunitarie più stringenti permetterebbero una tassazione più equa e la possibilità anche di avere una competizione più regolare.
Certo è che la Juventus dalla tragedia della serie B ha saputo inanellare una crescita costante e fino ad oggi non ancora terminata. Un dominio nazionale che durerà certamente ancora per molto.

28 marzo 2018

Che pasticcio il like di Papu Gomez a Dybala

Leggendo la cosa con distacco viene quasi da sorridere, ma ha dei risvolti interessanti da analizzare.
Per chi non avesse seguito la vicenda la può trovare descritta qui, per farla breve un post di Dybala in cui celebrava la vittoria sull'Atalanta ha visto comparire tra i like quello del giocatore atalantino facendo scoppiare la rivolta dei tifosi bergamaschi.
Cosa ci fa capire?
Che ormai gli sportivi sono delle vere e proprie icone sportive, in tutto e per tutto seguite dai propri tifosi.
Questo comporta prudenza e riflessione per ogni azione che viene fatta.
In passato toccò al pilota Jason Button pentirsi di aver postato le sue foto in vacanza, motivo?
I ladri sapendolo lontano gli svaligiarono la casa.
Se vale per i comuni mortali la regola che ci vede spiati sui social e anche schedati da società come Cambridge Analitica, la cosa vale doppio per un VIP.
Questo spesso non viene messo in conto e se ne pagano le conseguenze.

27 marzo 2018

Formula 1 a Melbourne va in scena la rivoluzione

In Formula 1 c'è aria di novità, tante e di tanti tipi.
Non solo il fatto che sia in chiaro su canale 8, ma anche relativi al marketing.
La prima cosa è la grafica totalmente nuova, non sempre chiara ma è certamente in evoluzione.
Si vuole far capire che è cambiato qualcosa e la grafica è la cosa più visibile.
In secondo luogo cambia l'approccio verso gli sponsors con cartelloni più grandi in alcune parti del tracciato e presenza davvero interessante di banner digitali visibili solo in televisione, fatti così bene da essere quasi impercettibili!
L'altra grande rivoluzione avviene per gli sponsors dei team in gara, non è più infatti la macchina il vero punto su cui concentrare la presenza di loghi, ma la tuta dei piloti.
Per puro esempio si guardi al caso Lenovo e Ferrari, la tuta ha un marchio molto ben visibile, ma sulla carrozzeria poco appare a riguardo.
Questo per via della crisi di cui abbiamo parlato qualche settimana fa.

Altre grande novità, l'accessibilità ai box e l'esperienza emozionale costruita per i tifosi più esigenti.
Quando mai è capitato in passato ad un bambino di avere l'autografo di Vettel appena uscito dalla macchina e pochi secondi prima della premiazione?
Quando mai si sono creati trenini che fanno il giro del circuito durante le giornate di gare o party serali per i tifosi?
Insomma l'aria è davvero cambiata ed è davvero interessante.

21 marzo 2018

Rugby Italia: tra evoluzioni future e solido presente

Il rugby italiano è uno strano fenomeno, non vince, a volte delude per le prestazioni non in linea con le aspettative, ma è un movimento in evoluzione positiva.
La sensazione è che sia arrivato il momento di diventare grandi, sia dal punto di vista del gioco, dove molto si sta facendo; sia dal punto di vista del management, dove passi avanti vengono fatti ma non in maniera decisa come nel settore tecnico.
Solita mentalità italiana, dove la parte tecnica è preferita al settore manageriale e non si comprende che non sono ambiti in conflitto e concorrenza ma che devono crescere il più possibile in modo armonico.
Ormai il prodotto "Nazionale maschile" è  consolidato sia verso i tifosi che verso le aziende, come possibile e probabile sviluppo si potrebbe creare uno staff che seguisse le Nazionali minori, in particolare la femminile e l'U20 in modo continuato per permettere uno sviluppo uniforme e dare visibilità maggiore a tutti.
C'è però il problema del budget, già si fanno ottime cose così, riuscire anche nel resto sarebbe fare le "nozze con i fichi secchi" e non è cosa facile.
Conoscendo personalmente i professionisti del settore posso solo augurare loro di riuscirci, e con la pazienza ne vedremo delle belle. Diamo tempo a chi sta lavorando per rendere il rugby italiano una certezza sotto ogni punto di vista.

20 marzo 2018

Formula E a Roma, la grande occasione

Roma dopo i tanti no ai grandi eventi, si appresta ad ospitare quello che è un evento sportivo di rilievo e che probabilmente diventerà la Formula1 del futuro.
Parliamo ovviamente della Formula E, gara per monoposto elettriche.
Ormai manca un mese all'evento e certo farlo fare all'Eur è stata una mossa intelligente per il traffico caotico romano, ma forse non ottimale per la promozione.
Vedere le auto sfrecciare in via dei Fori Imperiali e davanti al Colosseo non sarebbe stato affatto male, un rilancio in pieno stile che però avrebbe congestionato Roma più di quanto non lo sia già.
I romani sono stremati e saggiamente, almeno questa volta, si è cercato un equilibrio.
Certamente per la zona dell'Eur un'occasione per farsi scoprire da chi, tra i tanti turisti, non si avventura fino a lì, e forse anche questo non è affatto negativo e serve anche a togliere dagli stereotipi soliti la fruizione del prodotto "Roma".
Certamente la Formula E sarà un prodotto sempre più avvincete e sarebbe bello vedere un marchio italiano competerci, magari il sepolto marchio Lancia, da rilanciare per la produzione di sole macchine elettriche, facendolo così diventare la Tesla italiana...

14 marzo 2018

La mancanza di professionalità danneggia lo sport italiano

Mentre la politica cerca di capire se e dove fare eventuali olimpiadi invernali, c'è un problema quotidiano da risolvere nel settore sportivo.
Quello della professionalità non solo o soprattutto dei dirigenti, quanto dei possibili consulenti.
Il problema nasce a monte sulla mancanza di chiarezza dei ruoli che spesso vengono confusi.
Quando non si sa la differenza tra "addetto stampa", "responsabile comunicazione" e "responsabile marketing" trovarsi con aspettative deluse da parte del cliente è assai facile. Ma è un problema di mancanza di professionalità da parte di chi fa confusione.
Per questo sul mio canale Spreaker trovi gli audio che a riguardo stanno cercando di fare chiarezza,
ho appena parlato dell'addetto stampa e dei suoi compiti e giovedì sarà online quello sul responsabile comunicazione.
Questo porta poi a scegliere strategie e consulenti che non sono al passo con i tempi.
Chi può ancora considerare il comunicato stampa il mezzo ideale per farsi promozione con i giovani?
Chi pensa di andare avanti senza i social networks?!
Dati alla mano sono persone che presto dovranno rendersi conto degli errori che stanno facendo nelle strategie di marketing, ma purtroppo per loro la concorrenza non sta a guardare e non la pensa allo stesso modo ed investe sui social.
Pagare poco è ottenere poco, a volte anche poco di buono.

13 marzo 2018

PSG: la gestione economica ed il marketing

Notizia di questi giorni è della problematica data nello spogliatoio da Neymar,
per farla breve nessuno lo sopporta più, allenatore compreso.
Questo lo mette sul mercato probabilmente nella prossima estate.
Possiamo definire l'acquisto di questo giocatore un fallimento?
Dal punto di vista prettamente calcistico sì, dal punto di vista economico (purtroppo) no.
A livello marketing è stato un vero successo, sia per il merchandising venduto sia come investimento per la coppa del mondo in Qatar che si giocherà tra qualche anno e dove Ronaldo e Messi saranno ormai vecchi e Neymar nella sua più completa maturazione.
Insomma, al PSG Al Khelafi ha fatto bene i conti.
Questo significa però che se le probabilità di vederlo sul mercato sono di natura comportamentale e tecnica, dal punto di vista commerciale significa anche che conviene tenerlo.
Non è un caso che già il Real sia interessato ad averlo...
Resta ancora il dubbio della eticità di certe cifre e se si debba mettere un limite a tutto questo.

7 marzo 2018

Agli Oscar, Kobe Bryant fa riscoprire la poesia del basket

Notizia di domenica il campione dei Lakers Kobe Bryant ha vinto l'Oscar per il film d'animazione "Dear Basket".
Un cartone animato che parla del sogno di un bambino, simile a quello di molti bambini, di diventare un campione di un determinato sport che tanto lo appassiona.
Nel caso poi di Kobe, quello sport è lo stesso che praticava il padre, giocatore di pallacanestro a Rieti.
Questo ci fa capire come sia importante l'emozione associata allo sport.
Lo sport ha del potenziale che se riuscisse a convogliare con fantasia potrebbe fargli fare davvero cose importanti.
All'estero questo già avviene, il marketing e la comunicazione sportiva hanno preso ormai piede; in Italia ancora si ragiona alla vecchia maniera e spesso si cade in errori che fanno arretrare lo sport anzichè mandarlo avanti.
Creare cartoni animati sullo sport non è una novità di oggi, ma mai come oggi potrebbero portare i giovani a spegnere i videogiochi e a prendere un pallone per fare qualcosa in prima persona.

6 marzo 2018

Astori e il bel messaggio del calcio

Spesso si parla male del calcio e dello sport professionistico.
Di come non si abbia pietà dell'uomo e della morte e che lo show debba andare avanti.
Davide Astori, capitano della Fiorentina morto tragicamente domenica scorsa, ha scosso tutti.
Questa volta no, l'uomo ha vinto sul business ed il messaggio è di riappacificazione con il tifoso di ogni colore calcistico che apprezza questa sensibilità.
La debolezza delle organizzazioni FIGC e Lega Calcio ha reso migliori le associazioni stesse, un segno di come i vertici del calcio abbiano perso il contatto con la tifoseria e l'uomo comune, di come il business stia minando alla radice il valore etico dello sport calcistico che anche nel nome della federazione ha quella parola "giuoco" che già così scritta sa di antico e forse anche di vecchio e desueto, ma che quando torna ad essere solo un gioco e non un affare milionario, arriva ai cuori degli appassionati.
Il segreto è tutto lì, lavorare sulla passione senza sopirla.
Ripartiamo da qui per un calcio migliore, magari sensibilizzando anche i giovani sui controlli medici.

28 febbraio 2018

Formula Uno : nuove sponsorizzazioni non arrivano

Dalle prime apparizioni, dove tutto è molto precario e agli inizi, sembra abbastanza chiaro che il numero degli sponsor sia in calo, specie nella categoria di massima visibilità.
La stessa Ferrari ha perso Santander Bank e questo fa riflettere anche su come le sponsorizzazioni bancarie, dopo quelle di tabacco ed alcolici stiano uscendo da questi eventi molto costosi.
Vuoi per legislazioni molto strette su certe tematiche o per crisi di settore, il numero di categorie potenzialmente interessanti per le competizioni internazionali di automobili si vanno ad allineare su due grandi aeree d'importanza:
- i prodotti di largo consumo ed alimentari
- marchi del lusso

Chiaramente uno sport diffuso come la formula uno, che su questi due temi gioca da sempre, si pensi alla differenza che esiste nel pubblico di Monza/Silvestone e quello di Montecarlo/Abudahbi, può avere facilità ad attrarre nuovi marchi. Vedremo nel proseguimento del campionato se aziende siano interessate alla visibilità delle frecce su quattro ruote.

27 febbraio 2018

Brava Dorothea: l'immagine non è tutto!

Leggendo tra i vari articoli relativi alle olimpiadi abbiamo trovato interessante come Dorothea Wierer abbia motivato il suo no a Playboy Russia; infatti l'atleta medagliata olimpica, parla dell'opportunità di finire su quella rivista come di una "non opportunità" e dei valori di integrità personale che vanno oltre l'immagine.
Ci fa piacere sentirglielo dire, perchè in passato su questo post prendendo spunto da quel possibile servizio per fare un discorso proprio sull'integrità e sui valori morali che gli atleti esprimono.
Concetti che rendono ancora più appetibile la biatleta per eventuali sponsor in grado di affiancarsi non solo ad una immagine vincente ed avvenente, ma anche ricca di valori positivi.
Qualcosa su cui fare leva anche a livello federale per amplificare l'immagine di uno sport che è altamente spettacolare e che ha anche suscitato interesse in questo breve periodo olimpico.

21 febbraio 2018

Olimpiadi e le riflessioni per lo sport italiano

Il 13 febbraio su "La Stampa" una pagina dello sport legata alle olimpiadi diventa qualcosa su cui riflettere in modo profondo nello sport italiano.
Da una parte un articolo molto interessante sul sistema organizzativo dei team che ha la Norvegia, spiegato dal plurimedagliato Aamodt, accanto l'articolo sui miracoli della mininazione che siamo noi.
Quello che fa riflettere è la sistematicità dei norvegesi e l'assenza apparente di programmazione che hanno invece i nostri.
Chiaramente questo dipende da due fattori evidenti:
- la Norvegia è una nazione nettamente più ricca della nostra e può permettersi investimenti maggiori sugli sport, ancora di più se si pensa che gli sport invernali sono le attività maggiormente d'interesse per quella popolazione
- la mentalità al nord d'Europa è più razionale e meno estrosa rispetto al nostro modo di fare e vedere la realtà

Certo, molto lo possiamo mettere sotto questo aspetto, ma anche molto va messo nella cattiva gestione degli ultimi 10 anni in particolar modo. Infatti, la Germania ha creato centri di eccellenza e lavoro comune, i risultati sono che nel medagliere fanno faville mentre noi arranchiamo.
Avevamo una "Coverciano degli sport invernali" erano le strutture di Torino2006 a cui avevano fatto riferimento i vertici di allora come punta di diamante da utilizzare per migliorare le discipline invernali.
A 10 anni, molto è andato perso in alcuni casi anche in modo permanente con spreco di risorse pubbliche e di opportunità di sviluppo sia per lo sport che per le attività produttive della zona.
Meditate gente, meditate...

20 febbraio 2018

Su calcio e diritti tv le scelte non piacciono agli italiani

Un interessante sondaggio e relativa analisi fatta dal "Corriere dello Sport" il 10 febbraio scorso,
ha mostrato come gli italiani siano enormemente infastiditi dalla situazione dei diritti televisivi del calcio nostrano.
Quello che è interessante è la risposta che hanno dato gli intervistati alle domande di Pagnoncelli;
infatti ben il 52% del campione definisce il campionato "spezzatino" meno appassionante oltre a definire non corretto il fatto che alcuni team giochino conoscendo i risultati delle dirette concorrenti.
A essere però di enorme interesse è il fatto che solo il 40% sia d'accordo ad aumentare il canone RAI per poter vedere le partite di campionato, come se il calcio stesse perdendo d'interesse.

14 febbraio 2018

Biathlon in Italia una buona comunicazione può aiutare lo sviluppo

Olimpiadi un momento importante per scoprire le tendenze degli sport meno conosciuti.
Il biathlon è certamente quello che si sta avvantaggiando più di altri.
Il format delle competizione rende facile seguire le gare in televisione e il tiro al bersaglio è un momento di grande emozione e tensione.
In Italia abbiamo anche una nidiata di atleti ormai giunti alla maturità che ci permette di avere risultati importanti e a sorpresa, come Dominik Windish ed il bronzo che ha inaugurato il medagliere azzurro.
Abbiamo quindi da lavorare sulla comunicazione degli eventi a partire da Anterselva che ospiterà la gara di coppa del mondo di biathlon fra un anno, ai mondiali del 2020.
Momenti da promuovere non solo in loco ma a livello nazionale per ottenere quella visibilità che farebbe volare in alto la pratica sportiva.
Ostacolo a riguardo è certamente la fatica della disciplina, spesso si sente dire che le nuove generazioni hanno difficoltà a fare cose faticose, sport inclusi.
Forse la comunicazione fatta bene può influenzare un cambio di rotta anche in questo senso.
Vi è poi il fattore Wierer su cui si dovrebbe puntare maggiormente con gli sponsor per farla emergere come immagine del movimento alpino in generale.
Le interviste la dimostrano avvezza al microfono e certamente la bellezza fisica può farla emergere come nuova "Pellegrini". Certo, il carattere è differente, più pacato e meno avvezzo al pettegolezzo o alle copertine gossippare, ma una immagine priva di macchie è anche un ottimo mezzo di comunicazione.

13 febbraio 2018

Auxilium Torino e lo sport management

Vedendo il caos che si sta generando all'Auxilium Torino  di basket viene spontaneo fare una riflessione che riguarda il dirigere una società sportiva.
Nell'ambito italiano, gestire una realtà sportiva è visto in tre modi:
- un lavoro serio simile alla gestione aziendale
- una passione presa seriamente ma con metodi caserecci
- un gioco

Nel primo caso, la gestione viene fatta in modo molto serio ed impegnato. Un modello veramente europeo.
C'è un organigramma preciso e, man mano che i denari lo permettono, ramificato.
Ogni funzione ha una responsabilità ed un professionista che ne è responsabile.
Questo genere di gestione è quello che col tempo ottiene risultati e permette redditività a lungo termine.

Nel secondo caso, la gestione viene fatta in modo competente ma con metodi anarchici.
Non ci sono ruoli definiti, la proprietà non si limita a fare la proprietà ma fa ingerenze nell'ambito tecnico e pressioni in altri settori per seguire i propri obiettivi anche se contrari ad opinioni di professionisti del settore.
Nel breve periodo posso ottenere anche risultati, ma col tempo il gioco si rompe.

Nel terzo caso il gioco dura poco, pochissimo.
Investimenti a pioggia in modo disordinato e con la piazza che presto si trova a tifare contro la dirigenza che si ritrova a gestire un malcontento difficilmente sanabile.

7 febbraio 2018

Olimpiadi: manca il merchandising Italia

Siamo ormai nel mese olimpico, tutto è pronto e i vari comitati sono operativi al 100%.
Analizzando l'offerta dei comitati salta all'occhio la differenza tra l'Italia e i comitati europei,
e quelli di natura anglosassone, USA in  testa ma non solo.
Ed è il merchandising.
Spesso ci si lamenta che le società lo sfruttano poco e ne ottengono entrate risibili, ma ad onor del vero il primo a non avere un grande approccio è lo stesso comitato olimpico.
Un vero problema per gli appassionati alla ricerca del gadget da portare a casa come momento di sostegno allo sport italiano.
Gli USA, ad esempio, hanno un vero e proprio shop online dove poter trovare magliette di vario genere ed altre simpatiche cose da poter comprare per sentirsi sostenitori del proprio Paese ed essere in qualche modo "olimpici". Entrate che aiuteranno a sostenere lo sport e la sua promozione e che quindi alla fine saranno molto utili ed importanti.
Va anche detto che il merchandising olimpico è ricercato e collezionato, questo aumenta il mercato possibile e ne allarga gli orizzonti, visto il web, a tutto il mondo.
Certamente una leva economica da prendere in considerazione e sviluppare, non priva di incognite, ma certamente ricca di potenzialità.

6 febbraio 2018

Ombrelline F1: tra moda e cambiamento dei costumi

La notizia è recente, la Liberty Media ha deciso che dal prossimo anno non sono più ammesse le Pit Girl o, come si diceva in italiano le "ombrelline".
La cosa va analizzata certamente da un punto di vista americano e in questo anche suscita un certo stupore.
Le ragazze nel paddock avevano specie negl ultimi tempi, dato colore e con i costumi locali, dato un qualcosa di tipicità alla griglia di partenza. Non erano una espressione volgare e sessista del mondo dei motori, che altrove ha questi eccessi, si veda in tal senso il Moto GP.
Anzichè arginare il fenomeno e regolamentarlo ulteriormente, si è preferito cancellarlo del tutto.
Non è nulla di grave, nulla particolarmente dannoso, ma è un po' come vedere le partite degli sport americani senza le cheerleaders a bordo campo.
Ed è proprio al mondo del cheerleading che poteva essere preso e messo in campo per rendere questo elemento del paddock ancora più attivo e meno un peso contro i ben pensanti.
Un gruppo di ragazze che prima dello schieramento potesse fare balli tipici del posto, potesse allietare il pubblico con performance di altro tipo sempre legate alla caratteristica del luogo.
Ma ultimamente si sta creando una battaglia contro il sessismo che a volte rischia di essere eccessiva, e così per evitare perdite di consensi organizzatori, troppo ligi, scelgono di impegnarsi cancellando parte delle caratteristiche marginali del proprio spettacolo.
Ma a volte il dettaglio fa la differenza.

23 gennaio 2018

AS Monaco: logo nuovo per nuovi mercati

La Ligue 1 è in un momenti di grandi cambiamenti.
Già tanto èè stato fatto a Parigi col PSG, anche il Nizza ha fatto molto, ma uno dei club più dinamici è quello di Monaco.
Come quelli prima citati ha cambiato il logo per rilanciare la propria immagine.
Dopo aver fatto da società di riferimento per il calcio francese negli anni 90, la situazione era assai grave con la famiglia Ranieri non più disposta a spendere per mantenere le ambizioni altissime del club di calcio del Principato.
Dopo anni di agonia passati nelle serie B francese ecco il magnate russo capace di risollevare le sorti della società sportiva monegasca.
Ci vuole però un rilancio anche di immagine.
Monaco ha pochi abitanti e di conseguenza pochi tifosi, il restyling doveva portare a riconoscere il club con il lifestyle del Principato, con la sua esclusività.
Così il logo è passato da poco comprensibile ASM FC al più esplicativo AS Monaco FC.
L'obiettivo è quindi generare empatia non in Francia, ma all'estero dove Monaco è sinonimo di bella vita e ricchezza.
Con questo obiettivo è stato rilanciata l'immagine del team e ammodernate tutte le strutture, sia quelle fisiche (stadio, shop, etc.), sia quelle virtuali (sito, social, etc.).
L'acquisto di campioni come  Falcao e la creazione di una squadra vincente e ricca sono stati l'apoteosi della prima parte di questo progetto.
Un interessante modello che ci insegna come il messaggio che possiamo dare con la squadra può avvicinare e rendere simpatica la squadra non solo chi vive nella nostra comunità, ma anche le persone più lontane.

17 gennaio 2018

CitiField: la lezione dello stadio multisport per il calcio italiano

Già ne parlammo per l'evento denominato Stadium Links, evento della lega MLB di baseball americano, volto a trasformare gli stadi in campi da golf di nove buche per un breve periodo di tempo.
Ora il Citi Field, torna a far parlare di sè, per NHL Winter Classic, ovvero una partita di hockey su ghiaccio giocata su un campo da baseball trasformato per l'occasione.
Organizzare la cosa non è per nulla facile, significa portare uno sport che si gioca al chiudo e con la necessita di azoto ghiacciato, in una struttura enormemente più grande, all'aperto e non progettata per produrre il ghiaccio autonomamente.
Nulla però, ha fermato la fantasia e la volontà degli organizzatori.
Così, con un abile comarketing tra MLB e NHL, le leghe dei rispettivi sport,  e tra le franchigie di New York dei Mets (padroni di casa) e dei Rangers (padroni per una notte), lo stadio è stato gremito da un pubblico potenzialmente diverso da quello che solitamente calca quei posti.
Vantaggio per tutti, con tifosi Mets accorsi a tifare per uno sport non solitamente nelle loro corde e con tifosi dei Rangers che scoprono e vivono l'emozione dello stadio di baseball.
Un modo per "rubare" tifosi ai più famosi Yankees, che restano fuori da questa attività di comarketing.
Essere piccoli, ma agguerriti può fare la differenza.
Ora viene da chiedersi, gli stadi di calcio italiani perchè non utilizzarli allo stesso modo creando attività di comarketing con altri sport?

16 gennaio 2018

Modello inglese per il calcio ? Business it's all !

La settimana scorsa abbiamo messo in luce il modello tedesco con il tifoso al centro.
Quello inglese mette al centro il consumatore.
La cosa può sembrare identica ma non è così.
Il tifoso è quello che va allo stadio e compra il merchandising,
il consumatore oltre al tifoso, è il turista o l'azienda sponsor.
Questo comporta una differenza di filosofia: il calcio non è uno sport per tifosi, ma un business.
Ecco quindi perchè le società calcistiche inglesi sono spesso quotate in borsa, mentre in Germania no (solo il Dortmund).
Ecco perchè le offerte, specie a Londra e nelle città turistiche, vedono nascere hotel e altri intrattenimenti fatti appositamente per i turisti in visita. Il gadget e il ricordo non saranno solo della città visitata, ma anche della società sportiva. Questo porta ad una viralità per gli sponsor oltre che per la società calcistica!
E poi ci sono gli eventi aperti a tutti, con la creazione (all'interno dello stadio) di locali con eventi di primo ordine!
Si pensi, per esempio, a quanto fa il Chelsea con il locale "Under the Bridge", locale che resta ovviamente aperto alle attività degli sponsor che hanno quindi ulteriori vantaggi alla sponsorizzazione di una società di Premier !
Modelli che se studiati a dovere possono aiutare già molte società sportive, anche di piccole dimensioni, per inventare qualcosa di inconsueto e vincente.
Le società italiane, saranno in grado di mettersi all'avanguardia?

10 gennaio 2018

Modello tedesco per il calcio? Tifosi al centro!

Spesso si parla della contrapposizione tra il modello tedesco e quello inglese, ma quale sia la differenza in pochi sanno dirla. Qui proviamo a spiegare il modello tedesco, in un altro post spiegheremo quello inglese.
Il modello tedesco si è basato sul tifoso.
La gestione del club è data ai tifosi, con la regola 50+1 che obbliga le società a dare in azionariato popolare il 51% delle quote. Sola eccezione Wolsburg, in mano alla Volkswagen, e il Leverkusen, di proprietà della Bayern.
Posto il tifoso al centro già nella gestione, è facile capire come sia sempre lui il patrimonio prezioso da custodire.
Così i vivai calcistici, producono campioni "della porta accanto", e i servizi crescono in modo da rendere gli stadi sempre più attraenti.
Il mondiale 2006, in questo senso, ha dato uno slancio importantissimo!
Ora ci si concentra sempre più sui servizi: dai ristoranti agli shop, agli eventi speciali, alla scontistica.
Quello che è importante per le società calcistiche tedesche è rendere importante il tifoso, comprendere i suoi gusti e accontentarlo presso le strutture della società.

9 gennaio 2018

Slalom Zagabria: la differenza sta nel contesto

Per gli amanti dello sci agonistico lo slalom di Zagabria è un evento.
Non per la particolarità della pista, che non è niente di particolarmente complesso.
Non per altri motivi di tipo tecnico, perchè il fondo non è particolarmente ghiacciato o necessità di particolari abilità.
La particolarità dello slalom di Zagabria sta nel contesto.
Negli anni, gli organizzatori, hanno saputo creare un evento che lo differenzia dagli altri slalom.
Hanno fatto diventare il vincitore/ la cincitrice un vero/a e proprio re/regina, con tanto di trono, mantello e corona.
Nato nel 2005 come evento solo femminile, intitolato "Snow Queen", nel 2008 arriva anche con lo slalom maschile.
Questo significa che quanto fatto è stato apprezzato molto dalla FIS.
Ma cosa succede a Zagabria?
succede che la presentazione è fatta in mezzo al pubblico, per rendere più vicino il circo bianco.
L'animazione è ben fatta, e la premiazione, come già detto è davvero molto particolare. Unica.
Per emergere, serve appunto questo:
- vicinanza e coinvolgimento del tifoso
- creazione di una tipicità difficilmente imitabile

L'est europeo sta avanzando molto nella creazione di eventi e strutture sportive, presto  (in parte già ora) l'Italia dovrà vedersela con competitor di maggior appeal provenienti dall'Europa dell'Est.

3 gennaio 2018

EuroCargo Team e ITIS Pinifarina : ecco come lo sport può svilupparsi con la scuola !

Spesso si sente parlare di come ci sia difficoltà a reperire risorse ed opportunità per sviluppare quella che è una società sportiva, non importa la dimensione.
Spesso si ha a che fare con una dirigenza che ha difficoltà ad intercettare le nuove generazione ed affascinarle e coinvolgerle.
Una strada differente da quelle normalmente intraprese (che sono poi 3: non fare nulla, fare male le cose all'interno, chiamare un professionista) è quella di appoggiarsi alle scuole superiori sfruttando la possibilità dell'alternanza scuola/lavoro e li stage per i giovani.

Un bel modo per stringersi al proprio territorio e fare formazione, aiutare i giovani a tirare fuori i propri talenti. Uno scambio alla pari.

L'esempio ce lo dà, Eurocargo Team, associazione sportiva che fa rally raid e che attualmente è impegnata nell'Africa Eco Race, la vecchia Parigi-Dakar.
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