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13 dicembre 2017

Trump su Gerusalemme mette a grave rischio il Giro

Da pochi giorni è detonata la decisione del presidente Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele.
Una decisione che era nell'aria, che fa capire anche le forti polemiche che suscitò quella scritta "West Jerusalem" che tanto fece alterare Israele e che rischiava di far saltare la suggestiva partenza del Giro.
Giro, però, che si trova in una situazione davvero poco invidiabile, perchè potenzialmente strumentalizzabile per fini politici sia da Israele, che cerca una difficile approvazione per la definizione di Gerusalemme come propria capitale (senza est e ovest), sia da gruppi terroristici locali in cerca di visibilità.
Perchè è inutile nascondercelo, una squadra ciclistica con licenza americana potrebbe fare gola alle teste calde del terrorismo arabo, un modo anche per screditare le forze di sicurezza israeliane.
E tra tante attività di primo piano, una carovana di bici in movimento è assai complessa da proteggere.
Le cronometro poi vedono singoli atleti correre sul tracciato con il proprio nome  e la bandiera della nazionalità di appartenenza presente sulla macchina al seguito, e questo potrebbe essere un problema.

Tutto si gioca nelle prossime settimane, se non ci sarà una vera e propria intifada si potrebbe tornare a sperare in un Giro tranquillo. In caso contrario l'acerbarsi della situazione potrebbe anche portare, in estrema ratio, all'annullamento delle tre tappe in Terra Santa.

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