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27 dicembre 2017

Bernard Laporte: Intervista esclusiva su World Cup France2023 (II Parte)

riprendiamo l'intervista di RUGBY Mag che avete letto in parte già la settimana scorsa.

Sarebbe a dire?
Attorno agli stadi e nei campi di allenamento, le squadre andranno ad incontrare il pubblico. noi abbiamo chiesto loro di andare nelle scuole rugby.
Un ragazzino di 12 anni, ha gli occhi che brillano quando un atleta che gioca alla World Cup si allena dove gioca la sua squadra.
Sarà questo a fare della Rugby World Cup una vera festa del rugby. Per tutto il mondo!
Penso ugualmente che un piccolo ragazzo Francese di 10 anni, alzi il suo senso di appartenenza al club ed ai valori del rugby, quando partirà dal suo paese per arrivare allo Stade de France, dove sarà attore protagonista della cerimonia di apertura.
Questo giovane della Francia profonda del rugby, messo al centro del mondo, porterà tutta la ricchezza del nostro sport.

Una World Cup di rugby ha anche i diritti televisivi...
E noi proponiamo di acquistarli per offrirli ai paesi emergenti!
La base è che non c'è abbastanza rugby in TV. Diventa difficile scoprire la disciplina.
E sono tutti interessati alla proposta.

Quale eredità lascerà questa World Cup in Francia?

20 dicembre 2017

Bernard Laporte: Intervista esclusiva su World Cup France2023

Oggi e la prossima settimana, riprenderemo pezzi dell'intervista 
del presidente della FFR ( Federazione Francese di Rugby) fatta a "RUGBY Mag" n°1166,
prima della votazione che ha visto la Francia ottenere l'organizzazione della Rugby World Cup.
Spunti di riflessione importanti per tutto il mondo dello sport management con interessanti innovazioni in vista.

Così il grande momento è arrivato, come ha vissuto il momento della presentazione?

Siamo rimasti fiduciosi, ben organizzati. Abbiamo lavorato duramente, 10 ore senza mai fermarci, per una presentazione che durava solo 30 minuti, bisognava essere precisi e concisi.

Per prima cosa bisogna essere convincenti e coinvolgere l'uditorio. Siamo convinti di averlo fatto.
Non è affatto semplice riassumere 6 mesi di lavoro in 30 minuti.

(...) I punti forti?

L'aspetto economico è predominante. Siamo un Paese da 67 milioni di abitanti, con infrastrutture che Irlanda e Sud Africa non hanno, stadi, aeroporti, i TGV che saranno decorati con i colori delle nazionali, un'enorme disponibilità di hotels. Tutto questo dà più valore, come l'esperienza del 2007, che fu un grande successo popolare ed economico.

19 dicembre 2017

Federazioni : il rosso nei bilanci che fa male allo sport

Le federazioni italiane hanno grossi problemi di bilancio.
Da un'inchiesta giornalistica è emerso che circa la metà di esse ha conti in rosso, in alcuni casi anche pesantemente.
Questo problema non è da poco, perchè tarpa le ali di un progresso auspicato ed auspicabile.
Il problema è la politica sportiva. Non una gestione manageriale ed aziendalistica dello sport, ma una amministrazione fatta per interessi e campanili.
Questo porta l'intero sistema a depauperarsi, a perdere tutto il potenziale che ha e che potrebbe mostrare.
Già abbiamo detto del fatto che non si riescono ad organizzare eventi internazionali, ma questo porta anche ad avere impianti sportivi che sono vecchi, in alcuni (orribile a dirsi) dobbiamo ancora utilizzare strutture del ventennio fascista, e ringraziare che esistano perchè altrimenti... non si avrebbe dove poter fare sport.
In quasi 100 anni, un secolo, non siamo riusciti a fare strutture capaci di aiutare le persone a fare sport.
Poi ci sono gli sprechi. Dagli acquisti senza senso, alle regalie, etc.
Davvero è questo lo sport che vogliamo?
Poi ci sono i contributi CONI, ed è interessante andarli a guardare con attenzione, perchè scopri tante cose. La prima è che la Federazione Italiana Golf non ha un sostegno corposo per la Ryder Cup del 2022. Ci saranno certamente di mezzo i finanziamenti alle Federazioni invernali per le olimpiade di questo inverno però qualche cosa in più, forse si potrebbe fare.

13 dicembre 2017

Trump su Gerusalemme mette a grave rischio il Giro

Da pochi giorni è detonata la decisione del presidente Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele.
Una decisione che era nell'aria, che fa capire anche le forti polemiche che suscitò quella scritta "West Jerusalem" che tanto fece alterare Israele e che rischiava di far saltare la suggestiva partenza del Giro.
Giro, però, che si trova in una situazione davvero poco invidiabile, perchè potenzialmente strumentalizzabile per fini politici sia da Israele, che cerca una difficile approvazione per la definizione di Gerusalemme come propria capitale (senza est e ovest), sia da gruppi terroristici locali in cerca di visibilità.
Perchè è inutile nascondercelo, una squadra ciclistica con licenza americana potrebbe fare gola alle teste calde del terrorismo arabo, un modo anche per screditare le forze di sicurezza israeliane.
E tra tante attività di primo piano, una carovana di bici in movimento è assai complessa da proteggere.
Le cronometro poi vedono singoli atleti correre sul tracciato con il proprio nome  e la bandiera della nazionalità di appartenenza presente sulla macchina al seguito, e questo potrebbe essere un problema.

Tutto si gioca nelle prossime settimane, se non ci sarà una vera e propria intifada si potrebbe tornare a sperare in un Giro tranquillo. In caso contrario l'acerbarsi della situazione potrebbe anche portare, in estrema ratio, all'annullamento delle tre tappe in Terra Santa.

12 dicembre 2017

Calciomania90 intervista esclusiva.

Ciao Vincenzo e grazie per questa intervista:
Tu sei un blogger sportivo (titolare di Calciomania 90) e segui da vicino il mondo online dello sport.

1) Come ti sembra che sia la presenza online del calcio italiano rispetto all’estero?
In Italia, al contrario di altre nazioni, si parla di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Inevitabile quindi che anche online ci sia una massiccia presenza di calcio. Dai blog, ai forum, passando per i vari siti, direi che c’è una copertura massiccia e a 360°. Onestamente non saprei fare un raffronto con il calcio estero, ma, per il discorso che facevo all’inizio, credo che fuori dai confini nazionali la situazione sia ben diversa.

2) Quali società estere sembrano essere molto interessanti per gli appassionati di calcio? E a tuo avviso perché? Sono solo le vittorie sul campo o c’è anche altro?
Il calcio inglese attira moltissimo. Di conseguenza credo che le formazioni della Premier League abbiano un buon seguito. Tendenzialmente si seguono le squadre che vincono e danno spettacolo, ma non sempre vittorie coincide con buon seguito. Per fare un esempio, un ragazzo con cui sono in contatto su Facebook segue il calcio russo da parecchi anni. E nonostante la Russia non sia certo una big a livello di Nazionale, i suoi post e i suoi commenti sono sempre molto seguiti (anche dal sottoscritto) e commentati.

3) Chi vedi in Italia molto attivo per l’ambito social?
Le solite. Milan, Inter, Juventus, Roma, Napoli. Molto dipende dal bacino d’utenza che vanno a coprire. E’ chiaro che una Juventus che ha tifosi sparsi per il modo utilizzi i social network per coinvolgere tutti o che Milan e Inter, avendo proprietà cinesi, cerchino di accaparrarsi una fetta del mercato “social” orientale.

4) E la Federazione come la vedi dal punto di vista della comunicazione? Riesce ad emozionare?
Parliamoci chiaro, la Nazionale azzurra interessa poco. I tifosi tendenzialmente seguono le loro squadre del cuore e si ricordano dell’Italia solo in occasione di competizioni come Mondiali o Europei. Di conseguenza la Federazione non attira “followers” (per usare un termine tanto in voga nei social). Probabilmente potrebbe e dovrebbe fare di più, ma non so se una maggiore comunicazione “social” avrebbe poi un adeguato riscontro.

grazie


Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Tre definizioni per descrivere questo 38enne cresciuto a pane, calcio e Inter.

Nove anni fa, il 1 gennaio 2007, si è addentrato nel mondo dei blogger aprendo un blog di calcio, De Rerum Calciorum, che cura quotidianamente con l’obiettivo di farlo crescere e farlo diventare uno dei migliori blog calcistici del web. Dal 1 gennaio 2014 il blog è passato su un dominio personalizzato e ha cambiato denominazione in "Calciomania 90".

6 dicembre 2017

Alonso investe negli eSport

Gli eSport sono e saranno un elemento non eludibile dello sviluppo dei business delle società e federazioni sportive dei prossimi anni.
Interessante quello che ci sta costruendo sopra Fernando Alonso, che a riguardo sta diventando un vero e proprio imprenditore.
Primo pilota di Formula1 a farlo, è conscio delle potenzialità di crescita del settore che nel motorsport è solo agli inizi.
Basti pensare che alcuni gamer virtuali sono riusciti poi a costruirsi una carriera di piloti nel mondo reale come J.Mardenborough con la GT Academy di Nissan e Playstation.
Il progetto di Alonso prevede la creazione di un team, la Racing G2 Logitech2, che parteciperà agli eventi nel mondo, ma non solo anche gare online condivise tra gamer che  possono sfidarsi tra loro e anche con Alonso e con un suo team di gamer professionisti.
E la stessa Formula1 sta pensando a qualcosa in questo senso.
Un mondo, quello virtuale degli eGames, che sempre più si andrà ad affiancare a quello reale, fino a quando chissà ci ritroveremo a gareggiare nel virtuale con le telemetrie reali che simuleranno i giri dei campioni...

5 dicembre 2017

Equo compenso? Ok, ma anche nello sport !

Qualche settimana fa è stata data notizia che nella manovra di bilancio 2018 sarà inserito l'equo compenso per tutti i professionisti. E' una buona notizia, ma è importante sottolineare che deve valere anche per i professionisti che lavorano per il mondo dello sport.
Il rischio è che molti comitati regionali si vedano costretti a chiudere collaborazioni anche di lunga data a causa di amministrazioni centrali che non comprendono come così facendo distruggano un lavoro sul territorio molto produttivo e che dura anche da anni.
Un knowhow che va riconosciuto e remunerato debitamente, nell'interesse di tutti. 
La Federazione vedrebbe il suo lavoro nei territori sviluppato maggiormente e pagandolo di più può anche porre anche dei risultati misurabili da raggiungere e in caso di mancato risultato non rinnovare la collaborazione. Il professionista, che vedrebbe riconosciuto il suo sforzo e quindi sarebbe motivato a dare il massimo per mantenere un cliente così vantaggioso e non solo prestigioso. L'ambiente collegiale dei consulenti sarebbe impoverito di quei malumori che spesso si sentono nei dialoghi tra colleghi, ci sarebbero ambienti più sereni e collaborativi, meno guerre più o meno nascoste. 
Ora ci sarà da capire come questo equo compenso verrà organizzato sul territorio dal CONI e dalle Federazioni, se si deciderà di ottimizzare i costi e minimizzare gli sprechi (e ce ne sono troppi), oppure si preferirà mantenere le cose come stanno rinunciando alla legalità e incentivando collaborazioni che sembrano più elemosine, portano al precariato e al malcontento.
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